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Discussione: MotoGP 2021, via ai test dal 5 marzo in Qatar

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    Predefinito MotoGP 2021, via ai test dal 5 marzo in Qatar

    Ci siamo, finalmente venerdì 5 marzo inizieranno i test pre-stagionali della MotoGP sul circuito di Losail, in Qatar. Una nuova stagione è alle porte e i piloti avranno a disposizione un totale di cinque giorni per provare le novità che porteranno in pista dal 28 marzo sulla stessa pista qatariota

    Manca poco!
    Da venerdì 5 marzo si riaccenderanno i riflettori della MotoGP, ma anche quelli del circuito di Losail, in Qatar. Infatti si svolgeranno solo su questa pista i test pre-stagionali della stagione 2021 a partire da venerdì fino a domenica 7 marzo e successivamente da mercoledì 10 a venerdì 12 marzo.
    Il primo giorno, venerdì, sarà dedicato allo “shakedown” ovvero solo i debuttanti, i collaudatori e i piloti Aprilia (perché è l’unica Casa con le concessioni) potranno scendere in pista. Troveremo quindi i tre debuttanti Luca Marini, Jorge Martin ed Enea Bastianini con le loro Ducati, anche se la presenza di quest’ultimo è ancora in forse, dopo aver avuto un problema con il primo tampone che aveva dato un esito non chiaro ed è così partito in ritardo. Con loro ci saranno i collaudatori, quindi Stefan Bradl per Honda, Sylvain Guintoli per Suzuki, Cal Crutchlow per Yamaha, Dani Pedrosa per KTM e Michele Pirro per Ducati, e i piloti di Aprilia, Aleix Espargaro e la novità Lorenzo Savadori.
    Successivamente, dal 6, tutti i piloti saranno in pista per provare le novità che saranno portate dalle Case costruttrici. Si inizierà dunque a fare sul serio e vedremo tutte le nuove coppie, come Pol Espargaro con Honda, Danilo Petrucci in KTM, Alex Marquez nel team LCR, la nuova coppia Ducati ufficiale composta da Jack Miller e Pecco Bagnaia, e Valentino Rossi in pista con i colori del team Petronas. Sarà l’antipasto della stagione 2021 che ci attende, e che scatterà da questa stessa pista domenica 28 marzo con la prima gara.


    Insella
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  2. #2
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    test Losail day 2: Quartararo primo su Miller


    La seconda giornata dei test pre-stagionale sul circuito di Losail ha visto Fabio Quartararo avere la meglio per soli 77 millesimi su Jack Miller. In terza posizione c’è Aleix Espargaro con Aprilia a poco più di un decimo di ritardo. Ventesimo Valentino Rossi

    E' tornato El Diablo
    Si chiude nel segno di Yamaha la seconda e ultima giornata di test sul circuito di Losail, in Qatar. È Fabio Quartararo ad aprire la classifica dei tempi con il miglior crono della giornata in 1’53.940 seguito da Jack Miller, per soli 77 millesimi. Terzo miglior tempo per il leader di ieri, Aleix Espargaro, che si è mostrato nuovamente competitivo con Aprilia e paga solo un decimo e poco più di ritardo dal primo. Quarto, con solo un millesimo di ritardo dal catalano, Franco Morbidelli che durante la giornata è stato sempre nelle posizioni che contano e che è stato uno dei più impegnati in pista totalizzando ben 63 giri. In settima posizione troviamo invece la Yamaha ufficiale di Maverick Vinales, mentre è più attardato Valentino Rossi, solo ventesimo a un secondo e sette decimi dal primo.
    La top 5 è invece chiusa da Stefan Bradl, miglior pilota Honda in pista, che con 61 giri svolti paga poco più di due decimi e mezzo dal primo. Il tedesco è seguito da Johann Zarco, con la “rossa” del team Pramac, a quattro decimi dalla vetta. Segue, ottavo, il campione in carica Joan Mir, primo pilota a pagare mezzo secondo di ritardo dal primo, seguito dall'altro pilota ufficiale Ducati Pecco Bagnaia, a sette decimi da Quartararo. Alex Rins completa la top 10. Bagnaia è stato il miglior italiano in pista, mentre troviamo più attardati gli altri. Enea Bastianini, con la Ducati del team Esponsorama, è 16esimo, seguito da Lorenzo Savadori con Aprilia e da Luca Marini. 21esimo Danilo Petrucci alle prese la KTM.



    Insella
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  3. #3
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    Ripartono i test in Qatar: perché Rossi deve riscattarsi


    Si torna in pista a Losail, con Valentino che deve riprendersi dopo il 19° posto della prima sessione. Ecco cosa ci si può aspettare da lui

    La MotoGP riparte. Domani si riprende a girare sulla pista di Losail per la seconda sessione collettiva dei piloti della top class prima del via del mondiale, il 28 marzo sullo stesso tracciato del Qatar. Tre le giornate di prova, da mercoledì 10 a venerdì 12 (dalle 12 alle 19 italiane), che serviranno a team e piloti per verificare il potenziale a diposizione e tracciare la linea dello sviluppo per essere al meglio allo spegnimento dei semafori.
    Chi vola, chi insegue
    Chiamate alla conferma Yamaha, Ducati e Aprilia, nell’ordine ai primi tre posti dopo la prima sessione, rispettivamente con Fabio Quartararo, Jack Miller e Aleix Espargaro. Attesi invece a risalire la china la Ktm, unico team fuori dai 10; Danilo Petrucci, che sta prendendo le misure, in tutti i sensi, anche fisico, della sua nuova Ktm RC16 e soprattutto Valentino Rossi. Il pesarese ha terminato la due giorni di Losail con un deludente 19° posto nella combinata dei tempi a quasi 1”7 di distacco da Quartararo, ben oltre il presumibile dazio da pagare nell'adattamento alla nuova realtà della Yamaha Petronas dove è arrivato dal team ufficiale di Iwata. Il 42enne nove volte iridato sperava in un esordio migliore con il team malese: ecco cosa è lecito aspettarsi da lui in questa sessione sotto le luci del Qatar.
    Distacco da limare
    Una premessa, d’obbligo: Rossi non è mai stato un campione da giro secco. Né in qualifica, tanto meno nei test, dove la prima preoccupazione è di verificare il comportamento della moto piuttosto che spremerla in una tornata al limite. Il distacco incassato però è pesante, in assoluto e dalle altre tre Yamaha: ridurlo verso le altre M1 è il primo obiettivo, cosa che poi automaticamente lo avvicinerebbe alla vetta. L’anno scorso Valentino chiuse la sessione in Qatar al 12° posto a 0”474 dalla vetta, in una classifica con tre Yamaha ai primi tre posti e le Suzuki, la moto poi iridata nei piloti, al 4° e 6°: i test non sono oro colato, ma danno delle indicazioni. Spesso decisive. Se Rossi alla fine dei tre giorni restasse entro un gap simile a quello del 2020 rispetto agli altri piloti di Iwata, meglio ancora se lo abbassasse, potrebbe essere un buon segnale. Anche per il suo morale.
    Progressione necessaria
    Nell'ultima sessione Rossi è stato uno dei soli 4 piloti (lui, Binder e i due tester Yamaha) a non migliorare dal sabato alla domenica ed è un trend che non si potrà ripetere. La progressione, nei tempi e in classifica, da un giorno all’altro indica un percorso di miglioramento parallelo a quello della conoscenza di box e team: è un aspetto che non può essere trascurato e in cui Valentino è invece mancato. Rossi ha detto di aver lavorato su tante cose, fra cui il nuovo telaio che però non lo ha soddisfatto perché “molto simile a quello del 2020, non a quello del 2019, e con gli stessi problemi in accelerazione”, senza cercare la prestazione. Da domani, potrà iniziare a farlo. Anzi, deve: può analizzare i dati, verificare il nuovo materiale e mettere meglio a fuoco la situazione, ma un abbassamento dei tempi, sul giro secco e sul ritmo, è necessario.
    Vicino alla top-10
    Entrare nei 10 o almeno avvicinarsi a loro significherebbe molto: è un po’ la soglia psicologia che separa chi è in palla e chi invece deve inseguire, oltre che lo sbarramento delle qualifiche. Essere lì, attaccato o vicino al treno dei migliori significherebbe avere la consapevolezza di potersi giocare ancora una posizione di rilievo. Altrimenti, anche mentalmente, sarebbe come prepararsi all’idea di una stagione in preda alle solite difficoltà e lontano pure dai compagni. Ecco, se Valentino riuscisse a mettersi alle spalle almeno una Yamaha e battere qualche top rider sarebbe importante: difficile, ma non impossibile, anche se il punto di partenza è davvero lontano, con una top-10 al momento a 1”. La rotta deve però essere invertita, alla svelta.
    Solite difficoltà
    Pur considerando che nei test l’incidenza di benzina imbarcata, gomma utilizzata e pezzi nuovi da provare è predominante nella graduatoria dei tempi, preoccupa il ritornello dei problemi additati da Rossi. La M1 ha da anni una cronica difficoltà di trazione, denunciata da tutti i suoi piloti, specialmente in gara e soprattutto in piste da poco grip. Tendenza che può evidenziarsi con il cambio delle temperature e che, con un motore congelato per regolamento, può essere corretta solo intervenendo su ciclistica e telaio. Quello ritenuto più sincero, il modello 2019 in dotazione a Franco Morbidelli che ha una M1 diversa dagli altri tre piloti Yamaha, però non è piaciuto e ha fatto scattare il solito allarme. Lo stesso che risuona spesso da un paio d’anni a questa parte: “Non ho grip al posteriore, ho provato varie cose ma non sono a mio agio, non riesco a trovare accelerazione, specialmente nelle curve veloci, il telaio nuovo è simile al 2020 e non vedo passi avanti”, il grido di un Rossi troppo brutto per essere vero. In un team satellite, anche se molto professionale come il Petronas, Vale deve ora solo concentrarsi sulla scelta del materiale al momento a disposizione, senza avere più l’onere di sgrezzare quello che viene portato per gli sviluppi. È un approccio più rilassante, “con meno ingegneri intorno che ti chiedono sempre le impressioni per il futuro” e che dovrebbe confortarlo perché lo induce a guardare all’oggi, non sempre al domani. Ha una sessione davanti per rivedere tutti i parametri, i suoi fidi David Munoz e Matteo Flamigni nel box e una moto che l’anno scorso ha vinto 7 GP: il resto deve mettercelo lui, con l’esperienza dei 42 anni e la classe del 9 volte iridato necessarie a selezionare le componenti giuste e trovare una rotta corretta. Il cronometro non fa sconti, ma un guizzo è necessario. Per capire se si profila una stagione da protagonista o se il tramonto di Losail è il prologo di un altro crepuscolo.


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    Test Qatar 2 Day 1: Valentino Rossi, “La Ducati fa paura, noi siamo andati un pò meglio”


    Rossi ha aggiunto: "C'è ancora del lavoro da fare ma ci siamo avvicinati"

    Valentino Rossi ha chiuso la prima giornata del secondo test IRTA del Qatar con il tredicesimo tempo.
    Il “Dottore” ha percorso 56 giri facendo segnare il best-lap personale al 45esimo passaggio. Il suo miglior crono è stato di 1:54.618, a 1.435s dal leader di giornata Jack Miller.
    Rispetto alla chiusura del primo test c’è stato un miglioramento, manca ancora qualche decimo sia sul passo che sul giro secco, ma rispetto a domenica scorsa è tornato il sorriso.
    Dichiarazioni Valentino Rossi Test Qatar 2 Day 1
    “Oggi è stata una giornata migliore, abbiamo migliorato il tempo sul giro di circa un secondo e soprattutto il feeling con la moto. Abbiamo lavorato molto con il Team e sono contento, il mio passo non è a livello dei migliori, ma ci siamo avvicinati. I primi due (Miller e Quartararo, ndr) e Vinales hanno fatto un impressionante time-attack, record del circuito. Oggi ho guidato meglio e la giornata non è andata male. E’ solo il primo giorno ma è stato un buon inizio.”
    Dichiarazioni Valentino Rossi nuovo telaio Yamaha M1 Test Qatar 2 Day 1
    “Abbiamo provato ancora il nuovo telaio ed è migliore di quello del 2020 in curva perchè la moto ‘gira’ meglio. Non è lo stesso feeling del telaio 2019 ma ci si avvicina. Alla fine del turno ho provato novità di aerodinamica e sono contento. Abbiamo incrementato molto la velocità massima, siamo ancora a 10 Km/h dalla Ducati ma siamo migliorati.”
    Dichiarazioni Valentino Rossi MotoGP VS Formula 1 Test Qatar 2 Day 1
    “La MotoGP è il massimo della tecnologia è la Formula 1 delle moto. E’ normale che è tutto in ‘scala’ rispetto alla F1, ma è bello che le moto siano così sofisticate, dobbiamo essere il Top del motociclismo, le migliori moto e i migliori piloti. L’importante è che le gare siano sempre spettacolari perchè è stato sempre il punto forte della MotoGP.”
    Dichiarazioni Valentino Rossi valori in “campo” Test Qatar 2 Day 1
    “Credo che i valori possano ancora cambiare perchè in MotoGP ogni giorno è diverso, sarà una situazione molto particolare. Due test di fila e due gare di fila non li abbiamo mai fatti. Tutti andranno al limite e sarà interessante.”

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    La Yamaha celebra i 60 anni dal suo primo GP: ecco la livrea speciale


    Nella sessione di test in Qatar Cal Crutchlow utilizzerà una versione particolare della M1, per festeggiare un anniversario speciale

    Nei test di Losail, in corso in Qatar, la Yamaha con Cal Crutchlow utilizzerà una livrea speciale, per l'anniversario dei 60 anni dal suo primo GP nel motomondiale.
    La livrea della moto è molto bella: elegante e sobria, evidenzia una banda rossa sulla base bianca delle fiancate. Un effetto retrò molto piacevole per la M1 della Casa di Iwata.
    La livrea che Cal Crutchlow userà nella prima giornata della sessione collettiva di test a Losail è molto iconica e il pilota inglese è felice di portarla in pista: "Sono onorato di essere stato scelto oggi per guidare la speciale M1 con la livrea del 60° anniversario per rendere omaggio al duro lavoro di tanti piloti e dipendenti Yamaha in questi ultimi 60 anni".
    L'avventura della Yamaha nel mondiale iniziò nel 1961, quando un team Yamaha con cinque piloti, tra cui Fumio Ito e Taneharu Nogushi, volò in Europa con moto dotate del bicilindrico in linea da 250 cc e il monocilindrico da 125 cc: la prima gara fu il GP di Francia, il terzo round della serie.
    Cal Crutchlow si è detto orgoglioso di rappresentare la Yamaha in questo anniversario: "La passione della Yamaha per gli sport motoristici è più forte che mai, io ho iniziato la mia carriera in MotoGP in un team satellite Yamaha e ho anche preso parte alle celebrazioni del 50° anniversario: è davvero speciale essere presente in entrambi questi traguardi importanti per la Yamaha".
    Nel corso del 2021 la Yamaha intraprenderà varie iniziative per celebrare i suoi 60 anni dal primo GP nel motomondiale
    La squadra Yamaha in posa. Così Hiroshi Ito, general manager della divisione motorsports development: "Esprimiamo una sincera gratitudine ai nostri tifosi, sponsor e fornitori per il loro supporto e un grande riconoscimento a piloti e predecessori che hanno ottenuto risultati sorprendenti in 60 anni di partecipazione al mondiale. Vogliamo andare avanti e attendo con ansia la sfida per il titolo nel 2021".


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    I lampi di Miller e la crescita di Rossi: ecco il ranking dei test MotoGP


    Cosa hanno detto i test a Losail: dalla velocità della Ducati, alla solidità della Yamaha, la progressione di Valentino e l'exploit Aprilia. Le sessioni in Qatar ai raggi X

    La duplice sessione di test per i team della MotoGP 2021 in Qatar, l'unica prima dell'avvio del mondiale, il 28 marzo sulla stessa pista di Losail, ha messo in evidenza la solita spavalderia della Ducati su questa pista da cavalli; il buon rendimento della Yamaha e una Suzuki un po' nascosta. In attesa che Honda, Aprilia e Ktm mostrino le loro vere potenzialità, vediamo quali potrebbero essere i valori in campo.
    Jack Miller, fresco di approdo nel team Ducati ufficiale, non ha deluso le aspettative: miglior tempo nella combinata della sessione (1'53"183) e la sensazione che nel GP di Losail sia l'uomo da battere. La potenza della sua Desmosedici, moto molto stabile pure in frenata, e le doti di accelerazione che ne fanno una minaccia per tutti sul lungo rettilineo, lo pongono in una posizione di forza. Da verificare la tenuta delle gomme alla distanza, ma la rossa almeno in Qatar parte da favorita. Il quinto tempo del compagno, Francesco Bagnaia, metodico nell'approccio alla squadra ufficiale e forse più redditizio sul passo che esplosivo sul giro secco, e lo spunto di Johann Zarco (team Pramac) che è 9° nella lista dei tempi, ma ha fissato il record di velocita della pista in 352,9 km/h confermano il potenziale della Ducati se si parla di potenza pura. In Qatar conta e l'avvio del mondiale, con la doppia gara di Doha, potrebbe tingersi di rosso.
    Se si osserva solo la graduatoria dell'ultima giornata effettiva di test, giovedì 11 visto che il venerdì non si è girato per la sabbia, la Yamaha con la sua tripletta (nell'ordine Maverick Viñales, Franco Morbidelli e Fabio Quartararo) parrebbe poter monopolizzare il GP di Losail. La moto di Iwata ha fatto un'ottima impressione, precisa e bilanciata in percorrenza e migliorata in varie aree ("In Yamaha hanno lavorato in modo intelligente", ha detto Rossi), ma andrà soppesata in gara. La M1 sul giro secco rende meglio che sulla distanza, dove il gioco delle scie e i flussi ne condizionano la prestazione, e in Qatar dovrà misurarsi con lo spunto della Ducati, in partenza e nel rettilineo: due banchi di prova non semplici. Maverick Viñales è apparso in forma ed è stato il migliore di Iwata, ma si sa quanto lo spagnolo passi rapidamente da facili entusiasmi allo sconforto puro: lui, come la M1, va atteso sulla regolarità. Fabio Quartararo, il suo compagno, ha approcciato il team ufficiale con spavalderia e si è mostrato più compiaciuto del ritmo che non delle sensazioni in sella: il francese predica prudenza ("sul giro secco siamo sempre stati veloci, vediamo in corsa"), aspetta la gara e condizioni con meno grip per comprendere il reale valore della M1, però pare da corsa. Solido e redditizio Franco Morbidelli, che svicola alla gragnuola di domande sulla sua M1-Spec-B meno aggiornata di quella dei tre compagni e si concentra sul far funzionare bene quello che ha a disposizione: l'italobrasiano usa il cervello, ha trovato un buon tempo, si è concentrato sulla ricerca degli assetti migliori in funzione del grip ed è padrone della sua moto. "Non è più lenta delle altre M1 sul rettilineo", dice ed è un buon segno. Per Valentino Rossi c'è stato un grande passo in avanti fra una sessione e l'altra, segno che ha trovato la via per far funzionare la sua M1 del team Petronas. Il distacco dai compagni (6 decimi) resta, ma il pesarese è apparso soddisfatto della reattività della Casa nelle novità sfornate e ha promosso il nuovo telaio: anche lui, dall'alto della sua esperienza, pur soddisfatto dei test aspetta la gara, il vero banco di prova.
    L'Aprilia, sesto tempo nella combinata di Losail con Aleix Espargaro, è la Casa che ha sorpreso maggiormente. Spesso davanti e costantemente veloce, lo spagnolo ha evidenziato l'ottimo percorso di crescita intrapreso dalla Noale, unica squadra a fruire delle concessioni come test e sviluppo liberi. Espargaro già in passato è stato costretto a rivedere i suoi facili entusiasmi dopo i guizzi dei testi in Qatar, ma stavolta le basi appaiono più solide. Il gruppo di lavoro guidato da Massimo Rivola e Romano Albesiano ha sfornato una moto stabile e precisa, con tanto carico aerodinamico che se la penalizza sul dritto e nella maneggevolezza, dà però dividendi in tenuta e ne migliora l'accelerazione. Lo spagnolo è andato bene sia sul giro sia sul passo, ma la conferma sarà legata, più che al rendimento in gara, alla possibilità di proseguire questo percorso di crescita con una squadra in cui solo lui pare poterne sfruttare il vero potenziale. Lorenzo Savadori, ancora lontano dai tempi del compagno, deve proseguire il suo apprendistato nella categoria e per ora il suo apporto è limitato. L'urgenza di macinare chilometri e accumulare dati impone di non sbagliare in gara, puntando ad arrivare sempre al traguardo.
    La Suzuki, regina del 2020 con Joan Mir, non ha brillato particolarmente, ma in realtà non lo aveva fatto nemmeno nella sessione dell'anno scorso. Il campione del mondo ha chiuso al settimo posto la combinata dei tempi, senza acuti e con un lavoro volto soprattutto a provare materiale in ottica 2022 ed effettuare comparazioni. Gli è mancato l'ultimo giorno, quello in cui avrebbe cercato il tempo e per questo lo spagnolo dice di essere solo al 70% del suo potenziale per la gara. Pretattica o meno — il suo compagno Alex Rins ha l'ottavo tempo, segno che hanno svolto entrambi un programma speculare e a lunga scadenza ("Non abbiamo lavorato pensando solo a questa gara, ma pure a quelle che ci aspetteranno in Europa") — la sensazione è che la Suzuki non abbia nella pista di Losail il vestito migliore da indossare: qui potrebbe soffrire un po' rispetto alle Ducati, ma riuscendo a difendersi comunque alla grande. Le doti di inserimento e uscita dalle curva della Gsx-RR non sono evaporate e se il consumo delle gomme resta ottimale come l'anno scorso le Suzuki non potranno mai essere trascurate.
    La Honda è legata a doppio filo a Marc Marquez, il suo fuoriclasse che ha girato al Montmelò con una stradale e non ha escluso di poter prendere parte al primo GP se le condizioni del suo braccio indurranno i medici a dargli l'ok per correre. A Losail, più che nella lista tempi la RC213V si è distinta in quella delle cadute, ben 10, con Alex Marquez che ne ha collezionate la metà, 5. In pista la Honda non ha deluso, anzi: è stata quinta nella prima sessione (5-7 marzo) con Stefan Bradl e poi decima con Pol Espargaro nella seconda, a 7 decimi dalla vetta. Lo spagnolo — pure lui caduto — ha meravigliato, prendendo subito le misure a una moto differente come concezione dalla Ktm cui era abituato e che necessita di impegno fisico per essere portata al limite, ma con modalità diverse. "Non ho ancora compreso il mio limite — ha detto — mi è chiaro che per sfruttare al meglio la Honda devo avere il controllo pieno dell'anteriore, ma se forzi è una moto che ti ripaga". Losail non è pista da Honda, ma i segnali a lungo termine paiono confortanti, anche se dalla coppia Lcr, Alex Marquez (che ha riportato uno microfrattura al piede in una caduta) e Takaaki Nakagami, entrambi fuori dai 10, era lecito attendersi qualcosa in più.
    La Ktm è la Casa che ha lasciato maggiormente perplessi dopo le giornate di test svolte in Qatar, non brillando in alcun aspetto. Il migliore, o meno peggiore, è stato Miguel Oliveira, con un modesto 16° tempo a oltre 1"3 da Miller. Le RC16 a Losail non volano, si sa, ma l'anno scorso erano a poco più di 4 decimi dalla vetta dopo i test e l'involuzione di questa sessione potrebbe preoccupare. La moto non è facile, ma nella prima stagione senza le concessioni — che soprattutto con il jolly dei test liberi l'anno scorso hanno fruttato tre vittorie — serve un salto di qualità che per ora non si vede. Si tratta di aspettare la crescita di Danilo Petrucci, in difficoltà nell'approccio alla nuova moto, ma speranzoso di poterla adattare al suo stile sempre molto fisico e comunque non lontano dalle altre Ktm (3 decimi); recuperare Brad Binder, caduto più volte e alla ricerca di migliori sensazioni, e tracciati più congeniali. Aspettando piste “dai e vai”, con forti staccate e scarso grip, dove la RC16 valorizza al meglio frenata ed erogazione, il Qatar potrebbe essere una nota dolente: se fosse la sola, a Mattighofen potrebbero comunque essere ottimisti.


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    Valentino Rossi: crescita record nei test, ma il top resta lontano


    Fra le due sessioni in Qatar il 9 volte iridato della Yamaha Petronas è quello che è migliorato di più, oltre 1"5: segnale importante per morale e competitività, anche se i primi appaiono ancora distanti

    Si è rialzato, ha recuperato terreno e alla fine Valentino Rossi è stato il migliore. Non parliamo della classifica di una sola giornata, né della combinata finale dei tempi dei test della MotoGP in Qatar, sulla pista di Losail, ma del progresso realizzato fra una sessione e l'altra, con il 9 volte iridato che a Doha è stato comunque protagonista. A modo suo.
    Quasi 1"6
    Fra la sessione iniziale, dal 5 al 7 marzo, e la successiva, dal 10 al 12, ma con l'ultima giornata di fatto persa per l'impraticabilità della pista per la sabbia sul tracciato, il pesarese della Yamaha Petronas ha limato oltre 1 secondo e mezzo (1"591), meglio di tutti, risalendo dal modesto 19° posto della prima tranche all'11° della seconda. La strada resta lunga per Rossi, ma l'inversione di rotta è significativa, sia sul piano agonistico, sia su quello morale.
    Crescita generale
    Non è stato il solo a recuperare così tanto terreno, perché anche Francesco Bagnaia (Ducati) e Maverick Vinales (Yamaha) hanno limato oltre un secondo, rispettivamente 1"2 e 1"1, e tutta la griglia ha abbassato considerevolmente i tempi (Jack Miller -0"834, Fabio Quartararo -0"677, Franco Morbidelli -0"830, per restare alla top-5) anche grazie a una pista più gommata e il probabile uso di pneumatici nuovi, ma Valentino era chiamato a una reazione dopo un rendimento troppo brutto per essere vero e lo scatto c'è stato.
    Umore differente
    Rossi è passato dal tempo di 1'55"584 e un gap di 1"6 dal migliore della prima sessione, Fabio Quartararo, al crono di 1'53"993 a 0"8 di distacco da Miller, il più veloce alla fine di tutti i test. Diverse anche le sue dichiarazioni. Se alla fine della prima sessione Valentino era prudente ("Sono poco veloce, in difficoltà con il grip al posteriore e l'accelerazione e il telaio 2021 mi dà le stesse sensazioni del precedente") alla conclusione dei test è apparso più ottimista. "Sono cresciuto - ha detto -, ho girato sotto l'1'54", cosa non scontata in Qatar, ed è un buon segno, vuol dire che ci sono. In più ho trovato le soluzioni giuste per sfruttare la moto e riesco a guidarla meglio, come non facevo l'anno scorso".
    La chiave del progresso
    Nel mezzo tanti fattori: lo studio dei dati raccolti nei primi test; una maggiore confidenza con la moto, soprattutto sull'anteriore; il bilanciamento ottimale trovato sulla sua M1; sicuramente un maggior feeling con il suo nuovo box; l'esperienza del campione che è riuscito a sfruttare il nuovo telaio, pure compiacendosi del lavoro fatto dalla Yamaha ("Ha lavorato in modo intelligente"). La vetta resta piuttosto lontana, con le Ducati distanti e gli altri piloti Yamaha messi meglio, ma Rossi pare almeno in condizione di potersi giocare - pariamo del Qatar - un piazzamento nella lotta della seconda cinquina della griglia, là dove si possono attualmente collocare le Suzuki, l'Aprilia e la Honda di Pol Espargaro. Combattere per la top-10, per un campione come Rossi non è di certo il massimo, ma dopo le prime giornate di test pareva lontana anche quella. Ad maiora...


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