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Discussione: Si presenta la Ktm 2021. Intervista a Beirer: “Al top prima del previsto”

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    Predefinito Si presenta la Ktm 2021. Intervista a Beirer: “Al top prima del previsto”

    A poche ore dalla presentazione dei team Ktm e Tech3 per la MotoGP 2021, Pit Beirer, direttore del motorsport: “Petrucci corre con il cuore. Gli faremo ritrovare il fuoco che ha dentro. Binder e Oliveira hanno un feeling speciale. Cairoli in MXGP? Lui è come il vino, più invecchia...”

    È l’uomo che governa l’universo corse della Ktm: dalla MotoGP — e domani 12 febbraio è attesa la presentazione dei team 2021 — al cross, dai rally all’enduro, fino al flat track, Pit Beirer, vice iridato motocross 250 nel 1999 e oggi Direttore del Motorsport, gestisce 70 piloti ufficiali (ai quali vanno aggiunti i 25 del marchio Husqvarna e i 20 della Gas Gas, gli altri marchi del gruppo che fa capo all’a.d. Stefan Pierer), per quello che è il colosso a due ruote europeo, con un palmarès di 314 Mondiali vinti nella storia, 7, tra piloti (4) e marche (3), la scorsa stagione. Nella quale la Casa di Matighofen al 4° anno di presenza in MotoGP ha rotto il ghiaccio alla voce vittorie, con i due successi di Miguel Oliveira, e quello, il primo per gli arancioni, del rookie Brad Binder in quella che era la sua sola terza gara in top class. Con la promozione del portoghese dopo l’addio di Pol Espargaro per la Honda, i due faranno coppia fissa nel team ufficiale, mentre in Tech3 ecco l’arrivo di Danilo Petrucci al fianco di Iker Lecuona.
    Beirer, avete fatto bene i compiti a casa questo inverno?
    “Naturalmente (ride). Lo scorso è stato un ottimo anno, durante il quale abbiamo anche capito quale lavoro serva per avere successo e migliorare. E siccome questo è un mondo molto dinamico, non puoi permetterti di fermarti. Ma dopo il 2020 ora posso dire di sentirmi sempre meglio, abbiamo più esperienza e l’intera squadra si è stabilizzata”.
    Al via in Qatar avrete anche il vantaggio di avere potuto sviluppare ulteriormente il motore, come alle altre Case, Aprilia esclusa, non è stato permesso.
    “Sì, abbiamo trovato circa 15-16 cavalli (altra risata). No, seriamente, non abbiamo fatto grossi cambiamenti, se non introdotto qualche piccolo sviluppo, anche perché già prima di iniziare il 2020 eravamo pronti a perdere le concessioni. O almeno era quello che speravamo. Non ci sarà una nuova moto con un nuovo motore, quello semmai è un passo che faremo il prossimo anno”.
    Il 2021 sarà l’anno della verità per la Ktm?
    “Se è per questo lo è stato ognuno dei quattro anni, sin dalla prima gara che abbiamo disputato. Poi, passo dopo passo, ogni stagione è stata quella della verità, ma adesso siamo nella situazione in cui dobbiamo dimostrare che siamo a un certo livello e meritiamo di restare con i migliori. Di sicuro ora ci si aspetterà molto di più da noi, dopo le prime vittorie e i tanti bei risultati del 2020. E noi non ci accontentiamo di dire che abbiamo fatto tanti punti e siamo contenti. Dobbiamo alzare il livello delle prestazioni, è quello che tutti, dai piloti ai tecnici a me, pretendiamo da noi stessi”.
    Si riparte dalle tre vittorie, altrettante pole position e il 5° posto finale di Pol Espargaro.
    “Sì, l’asticella è molto alta, ma dire che andrà sicuramente meglio non è per niente realistico, già finire quinti in un Mondiale è un gran risultato. Di sicuro c’è qualche punto interrogativo, perché il pilota che è arrivato 5° non è più con noi, e dovremo dimostrare anche con la nuova generazione di potere stare regolarmente coi primi. E non sarà facile. Per cui il primo obiettivo è ripetere quel 5° posto, anche perché, bisogna essere onesti, questi ottimi risultati sono arrivati prima di quello che ci saremmo aspettati”.
    Mancherà più Espargaro a voi, o sarà più Pol ad avere nostalgia della Ktm?
    “A noi manca un amico, e questo lo sappiamo già adesso, ma in pista proveremo a rendergli la vita dura”.
    Delle 11 squadre in griglia, solo 4 possono vantare entrambi i piloti con almeno una vittoria. E tra queste c’è la Ktm, con Oliveira e Binder.
    “Questo per me è un grosso motivo di felicità, perché all’inizio della scorsa stagione ci siamo trovati in una situazione dove in tanti non ci davano fiducia. La fine del 2019 era stata complicata, c’era stato l’infortunio di Pol e non avevamo ottenuto i risultati che avremmo voluto. Così a inizio 2020, anche se i test erano stati super e sapevamo che la moto era cresciuta, non è che ci fosse chissà quale aspettativa. Anche perché nel frattempo avevamo perso prima Pol e poi Jorge Martin (che ha firmato con la Ducati e debutterà con la Pramac). A quel punto, senza nessuna vera alternativa, il ghiaccio si è fatto parecchio sottile, molti dicevano che con Brad e Miguel non saremmo andati da nessuna parte. Puntare su loro due per il team ufficiale 2022 ancor prima del via del Mondiale è stata una decisione coraggiosa, ma allo stesso tempo sapevamo bene quanto forti fossero. Anche se io per primo non mi sarei sognato che di lì a poco avrebbero vinto una gara. Quindi, siamo sì contenti, ma soprattutto adesso siamo sicuri di avere la squadra giusta”.
    Che coppia sono?
    “Li vede loro due sul podio in Moto2 (mostra una foto alle spalle nel suo ufficio)? Per noi quella è una foto simbolo. Ricordo che, eravamo ancora in lockdown, la sera del test a Zeltweg sono andato a cena con Binder, Oliveira e Mike Leitner, il capo progetto, ed è stato bellissimo passare il tempo a sentirli raccontare di quando erano stati compagni prima in Moto3 nel 2015 e poi nel 2017 in Moto2, vedere il loro rapporto. In quel momento non avevamo ancora deciso di promuovere Miguel dalla Tech3 nel team ufficiale al fianco di Brad, ma ricordo di aver pensato quanto loro due sarebbero stati la coppia perfetta, per l’armonia, il rispetto e il modo di lavorare assieme che mostravano. Caratterialmente poi sono molto diversi, Brad è più selvaggio, prende spesso decisioni di pancia, con il cuore, mentre Miguel è uno molto più razionale che pianifica molto quello che fa”.
    Adesso al gruppo si è aggregato Petrucci, che è uno molto emozionale, appassionato. E che soprattutto non nasconde la felicità di iniziare questa nuova avventura con la Ktm.
    “È la stessa sensazione che ho provato ogni qualvolta ci siamo parlati. È una bella persona, suo papà aveva già lavorato con noi nel 2008, mi ha mostrato il cappellino che ha conservato. Si percepisce come abbia bisogno di quel calore che non sembra aver ricevuto negli ultimi mesi, ma questo però non basta per essere un buon pilota in MotoGP. Noi proveremo a dargli tutto quello di cui ha bisogno e sono certo che lui farà lo stesso, è uno che si mette il cuore in mano. Il modo in cui due anni fa ha vinto al Mugello, con tutto il peso di essere pilota Ducati e lottando contro Marquez e Dovizioso, significa che sei uno forte, non è successo per caso. Come la vittoria dello scorso anno a Le Mans in condizioni complicate. Solo che tanti giorni le cose non gli sono girate nel verso giusto, spetterà anche a noi capire come aiutarlo perché non succeda più. E se ce la faremo, lo vedremo sempre davanti”.
    Che cosa gli ha detto in questi mesi?
    “Che deve guidare in modo naturale, senza pensare troppo. Come fa quando è in sella alla sua moto da cross, dove si vede che si diverte, è veloce e non pensa troppo alla tecnologia. Guida e basta, ed è questo suo istinto che dobbiamo riuscire a ridargli”.
    A bocce ferme, che Mondiale si aspetta? Aperto e imprevedibile come lo scorso anno, nell’attesa che torni, e chissà in quali condizioni, Marc Marquez?
    “Sul fatto che in passato Marc fosse l’unico grande favorito non ci sono dubbi, il suo infortunio ha fatto sì che tutto diventasse molto più equilibrato, con piloti che prima forse non credevano troppo in se stessi e che si sono riscoperti più forti”.
    E crede che sarà così anche quando Marquez tornerà?
    “Intanto tutti speriamo che ritorni il prima possibile, quello che però non so è in quali condizioni fisiche lo farà, mentre sicuramente i giovani selvaggi faranno di tutto per provare a difendere la pelle. Così, almeno a inizio stagione credo che vedremo le stesse battaglie eccitanti dello scorso anno, con tanti vincitori diversi. Non vedo un Marquez che torna e nell’arco di un mese e mezzo ricomincia a dominare il Mondiale”.
    Se dovesse scommettere 10 euro, su chi li punterebbe?
    “Io non scommetto”.
    In questi giorni, Case e team stanno annunciando il rinnovo di 5 anni con Dorna e Irta. Ktm sembrava avere aperto alla possibilità di un secondo team satellite dal 2022, prima di un dietrofront.
    “Al momento non è nei nostri piani. Non dico di no a priori, ma il nostro è comunque un impegno grosso, siamo partiti da un team, poi due, e in questo momento la cosa più importante è di stabilizzarci allo stesso livello della concorrenza. Un terzo team avrebbe sicuramente un impatto dal punto di vista logistico, del personale e dei costi. Magari ti permetterebbe di portare altri due piloti forti in famiglia, ma al momento questo non è un tema che parte da noi. Di sicuro non diciamo di no a priori, ma prima ci deve essere una squadra che ce lo chiede, e poi dobbiamo essere in grado di farlo, considerando anche l’interesse a lungo termine della Dorna che vorrebbe che ogni Casa avesse un team satellite”.
    Cambiamo disciplina: passata la delusione per non avere vinto la Dakar per il secondo anno di fila?
    “La delusione c’è, fa male, ma sapevamo che dopo avere vinto per 18 anni di fila prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui qualcuno ci avrebbe battuto, anche se magari la gente a casa pensava che era tutto facile. A tre tappe dalla fine Toby Price era primo, e poi si è fatto male anche Sam Sunderland che ormai era sul podio. Gli infortuni fanno parte della Dakar, ma dobbiamo dire bravi alla Honda che ha una grande squadra, grandi piloti e una grande moto. Se la sono meritata”.
    Altro cambio, passando al cross. Sarà l’ultima stagione di Tony Cairoli?
    “Con Tony non sai mai cosa succederà. Già cinque anni fa avevamo parlato del suo ultimo contratto e da allora ci sono stati tre rinnovi. Lui è come il vino, invecchia ma è sempre più buono. Però ha avuto anche qualche guaio al ginocchio e dai discorsi che abbiamo fatto il piano è che questo 2021 diventi il Tour dell’addio. Lui è comunque completamente impegnato nel progetto della nuova moto e il piano è quello di vedere portarla in gara in questa stagione, visto che per noi la sua esperienza è estremamente importante”.


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    Presentazione Yamaha 2021: Lin Jarvis, “Abbiamo il potenziale per poter vincere il titolo”


    Il Capo progetto Sumi-san su Rossi "Continueremo a lavorare insieme, sarà molto importante per lo sviluppo della moto"

    Lin Jarvis, Yamaha Motor Racing Managing Director e Monster Energy Yamaha MotoGP Team Principal, ha parlato con i giornalisti tramite la piattaforma “Zoom” ai margini della presentazione della nuova livrea della Yamaha M1 2021.
    La moto che sarà portata in pista dal confermato Maverick Vinalese e dal “promosso” Fabio Quartararo ha una livrea più elegante (Clicca qui per vedere tutta la foto gallery della Yamaha M1 2021) e Jarvis è convinto che i due riders potranno lottare per il titolo. A lui la parola.
    Dichiarazioni Lin Jarvis su Vinales e Quartararo Presentazione Yamaha M1 2021
    “Abbiamo una squadra giovane, veloce, abbiamo il potenziale per poter vincere il titolo. Vinales è un pilota molto veloce, lo scorso anno è mancata la costanza. Dobbiamo riuscire a gestire i momenti difficili, perché quando Maverick è in forma è veramente dura batterlo. Quartararo dal canto suo è pronto a lottare per il titolo. E’ un pilota ancora molto giovane, sarà il suo terzo anno in MotoGP ed ha dimostrato di essere molto veloce. Lo scorso anno è stato il pilota con più vittorie e con il passaggio nel team ufficiale avrà ancora più supporto. Vinales e Quartataro dovranno spingersi a vicenda, mi viene in mente quando avevamo la coppia Rossi-Lorenzo, non erano facili da gestire, ma si sprovavano a vicenda.”
    Dichiarazioni Capo progetto Sumi-san su Valentino Rossi Presentazione Yamaha M1 2021
    “Yamaha e Petronas già in passato hanno avuto una buona collaborazione per sviluppare la moto. Quest’anno Valentino (Rossi, ndr) è con Petronas, ma Yamaha dà ancora molto valore alle sue capacità di sviluppo, vista la sua grande esperienza. Continueremo a lavorare insieme, come già fatto in passato.”


    Motorionline
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    Presentazione LCR Honda Castrol: Alex Marquez, “Voglio ancora crescere come pilota”


    Alex Marquez ha aggiunto: "Voglio essere più costante rispetto allo scorso anno"

    Alex Marquez ha parlato durante la presentazione del Team LCR Honda Castrol.
    Il due volte iridato (Moto3 nel 2014 e Moto2 nel 2019, ndr) ed ex pilota del Team Repsol Honda difenderà quest’anno i colori del Team di Lucio Cecchinello e sarà in sella ad una Honda RC213V Factory.
    Molto bella la colorazione, che ricorda quella di Loris Capirossi quando era nella classe 250cc con il Team Gresini. Il più piccolo dei fratelli Marquez cercherà di iniziare bene il Campionato, chiuso lo scorso anno (quando era rookie, ndr) con due podi, conquistati a Le Mans ed Aragon.
    Dichiarazioni Alex Marquez presentazione LCR Honda Castrol 2021
    “La MotoGP rispetto alla Moto2 è molto diversa, c’è più potenza e la novità dell’elettronica. Ho dovuto cambiare stile di guida. Questo sarà il mio secondo anno in MotoGP ed ho ancora tante cose da imparare. Il Team è molto professionale e ci sono persone che possono insegnarmi molto. Mi sento più pronto ad affrontare questa stagione, 12 mesi fa non ero sicuro ma nella pre-season ho lavorato molto. Ora mi è tutto più chiaro, vogliamo iniziare con un obiettivo molto chiaro. Voglio ancora crescere come pilota e con i risultati. Voglio essere più costante rispetto all’anno scorso. Il mio circuito preferito con una MotoGP è Aragon, mentre le due gare che ricordo con più entusiasmo sono Valencia 2014 e Malesia 2019 (quando vinse i mondiali Moto3 e Moto2), due giorni che non dimenticherò mai nella mia vita.”


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    Presentazione Pramac Ducati: la parola a Campinoti e Guidotti


    Team Pramac, sarà questa la ventesima stagione in MotoGP

    Pramac Racing ha presentato oggi i nuovi piloti Johann Zarco e Jorge Martin e la livrea delle Ducati Desmosedici su cui saliranno il francese e lo spagnolo.
    A Zarco si chiedono conferme dopo la positiva stagione 2020 con la Ducati del Team Avintia, mentre al rookie Martin (già iridato della Moto3,ndr) di fare esperienza nella Top Class.
    Durante la presentazione hanno parlato anche il patron Paolo Campinoti e il Team manager Francesco Guidotti.
    Dichiarazioni Paolo Campinoti Presentazione Pramac Racing Team MotoGP 2021
    “L’obiettivo di quest’anno sarà di riconfermarci su livelli molto importanti dopo gli ottimi risultati ottenuti nello scorso Campionato. Il 2021 sarà per noi una stagione molto sentita, sarà infatti l’anniversario dei 20 anni di Pramac Racing nel paddock MotoGP, un traguardo che mi riempie di orgoglio, soddisfazione e felicità. Il 2020 ha dimostrato che il duro lavoro associato alla grande professionalità delle persone che formano il Team ripaghino di tutti gli sforzi e sacrifici compiuti. È quindi con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo concluso un capitolo importante che siamo pronti ad aprirne uno nuovo con due piloti in cui credo fortemente, Johann Zarco e Jorge Martín con cui spero raggiungeremo grandi traguardi.”
    Dichiarazioni Francesco Guidotti Presentazione Pramac Racing Team MotoGP 2021
    “Affrontiamo questa stagione con grande convinzione. Per la prima volta, almeno nel recente passato, ci presenteremo sulla griglia di partenza con due piloti nuovi e con tanti volti nuovi nel team. Questa rappresenta per noi una sfida affascinante che vogliamo affrontare con concentrazione, determinazione ed entusiasmo. Siamo estremamente convinti delle potenzialità di Johann e Jorge e sappiamo che daranno il massimo per regalarci grandi soddisfazioni incarnando lo spirito di lavoro e di sacrificio che contraddistingue Pramac Racing.”

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    Ecco la Yamaha Petronas di Valentino Rossi per il 2021: "Voglio una buona posizione nel mondiale"


    Svelata la M1 del pesarese e di Franco Morbidelli: "L'obiettivo è migliorare il già ottimo 2020". Il team Principal Razali: "Lottiamo per vincere"

    Svelata la M1 di Valentino Rossi e Franco Morbidelli per la nuova stagione della MotoGP. La M1 versione 2021 del team Petronas, che quest'anno accoglie il 42enne 9 volte iridato in coppia con il 26enne suo allievo alla VR46 Riders Academy, si è mostrata nella sua livrea nero verde, i colori marchio di fabbrica del colosso malese.
    tanti successi
    Introduzione del team principal Razlan Razali che dopo i ringraziamenti a Fim e Dorma, per il supporto in questo periodo reso difficile dalla pandemia, e agli sponsor, è passato a sottolineare i successi dell'anno scorso, coronato con uno spettacolare 2° posto, sia nel mondiale piloti, con Morbidelli a soli 13 punti dal campione della Suzuki Joan Mir, sia nella classifica dei team, alle spalle della Suzuki con un imperativo, valido per le tre classi in cui il team è presente: "Lottare per vincere".
    Ecco Rossi
    Per Valentino Rossi si tratta di un cambio di tuta e team, da quello ufficiale di Iwata, - lasciato dopo 15 stagioni di cui le ultime 8 di fila - al malese Petronas, ma non di marchio: "Sono orgoglioso di far parte del team Petronas, è una nuova sfida per me in una squadra molto giovane, ma che negli ultimi due anni è già stata molto competitiva. È bello vedere la mia nuova moto e mi piacciono molto i colori di livrea, tuta e casco - dice Rossi -. L'obiettico per il 2021 è di essere competitivo, lottare per il podio, vincere delle gare e lottare per una buona posizione in campionato del mondo a fine stagione. Siamo tutti molto concentrati a fare del nostro meglio: al mio fianco avrò Franco, con cui ci conosciamo bene, credo che siamo una coppia molto interessante. Vedo la squadra molto motivata e anche io darò il massimo per raggiungere insieme il miglior risultato possibile a fine stagione".
    Morbidelli
    Per Franco Morbidelli, al terzo anno al team Petronas dopo il 2° posto dello scorso anno c'è soprattutto l'orgoglio del senso di appartenenza: "È bello poter stare per il terzo anno con questo team, ci sono molte cose che mi piacciono della Petronas: qui c'è un'atmosfera molto professionale e tanto impegno a livello tecnico, ma la cosa che apprezzo maggiormente è la qualità della gente che ci lavora. Mi aspetto e spero che sarà una grande stagione per Valentino Rossi e per me: abbiamo un legame forte da molti anni e impareremo molto gli uni dagli altri - dice Franco Morbidelli -. Il mio obiettivo per il 2021 è migliorare come persona, pilota e atleta: so che è dura e difficile perché l'anno scorso siamo stati abbastanza veloci e abbiamo ottenuto ottimi risultati. Tuttavia, dovremo cercare di migliorare rispetto al 2020: il mio traguardo è cercare di essere migliore anno dopo anno".


    Gasport
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    MotoGP, presentata la nuova Aprilia RS-GP nel nome di Fausto Gresini



    Sul circuito di Losail, in Qatar, è stata presentata la stagione MotoGP 2021 dell'Aprilia Racing Team Gresini. Alla vigilia dei test Aleix Espargaró e Lorenzo Savadori hanno svelato la loro rinnovata RS-GP su cui la Casa di Noale ha lavorato duramente durante tutto l’inverno e che domani vedremo già in azione

    Il progetto 2021
    A fare da sfondo alla presentazione dell'Aprilia Racing Team Gresini è stato il circuito di Losail dove da venerdì 5 marzo inizieranno i test pre-stagionali MotoGP. L’evento è iniziato con un omaggio a Fausto Gresini, che è stato in questo progetto fin dal debutto del 2015, e che ci ha lasciato il 23 febbraio scorso.
    Il lavoro della Casa di Noale sulla RS-GP è stato instancabile durante l’inverno e hanno portato una moto rinnovata, con l’obiettivo di avvicinare i top rider della classe regina.
    Romano Albesiano, direttore tecnico Aprilia Racing, ha dichiarato: “Grazie al lavoro di questo inverno e al grande sforzo del reparto corse, sappiamo di aver fatto un grosso passo avanti che è ora atteso dal confronto con i rivali. La nostra crescita è chiara e questo regala fiducia all'ambiente, i nostri ingegneri hanno portato in pista una ulteriore evoluzione di un progetto che ha un grande potenziale ancora da esprimere. Siamo intervenuti su tutti gli aspetti: da quelli visibili, come la nuova aerodinamica o il forcellone in carbonio, ad interventi profondi su ciclistica, motore ed elettronica. Il pacchetto che porteremo in pista nella fase iniziale della stagione verrà poi ulteriormente sviluppato secondo un programma di lavoro sostanzialmente già definito”.
    Massimo Rivola, amministratore delegato Aprilia Racing, ha aggiunto: “In questa prima fase del campionato non vogliamo guardare agli altri ma solo a noi stessi, consolidando il nostro trend positivo. Ad Aleix spetta un compito molto importante, guidare la squadra e non farsi tradire dalla frenesia del risultato. La costanza e il lavoro gli regaleranno le soddisfazioni che merita. Lorenzo dovrà crescere e imparare tanto, a partire dai circuiti. Un talent scout straordinario come Fausto credeva molto in lui, sono sicuro che darà il massimo per ripagare la fiducia”.
    Aleix Espargaró è al suo quinto anno con Aprilia e ha ammesso: “Questo team è ormai una seconda famiglia. Non vedo l'ora di tornare a lavorare con loro. Il primo contatto con la nuova RS-GP è stato positivo, i ragazzi hanno lavorato sodo durante l'inverno ma la strada è ancora lunga. Ci aspetta un campionato impegnativo, fitto di impegni, dove forma fisica e mentale dovranno essere sempre ai massimi livelli. Sono più pronto che mai”.
    Lorenzo Savadori è stato scelto come pilota dell’intera stagione, dopo aver svolto gli ultimi tre GP del 2020: “Non posso che ringraziare Aprilia per questa grande opportunità. So di avere molto da imparare, la categoria è impegnativa e ancora nuova per me. I test e le gare dello scorso anno mi hanno permesso di iniziare a costruire la fiducia con questa moto e con questi pneumatici, ma è solo una base di partenza con molto margine di miglioramento. Cercherò di trasformare il dolore generato dalla scomparsa di Fausto, una persona che ha creduto molto in me, in energia positiva. La sua determinazione e i suoi insegnamenti mi accompagneranno in questa nuova fase della mia carriera”.


    Insella
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