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Discussione: Nuovo PEI: alunno preso in carico dall’intero consiglio di classe, docente di sostegno diventa risor

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    Predefinito Nuovo PEI: alunno preso in carico dall’intero consiglio di classe, docente di sostegno diventa risor

    La Ministra Azzolina nella giornata di ieri, 13 gennaio 2021, ha comunicato di aver inviato, agli Istituti scolastici, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, corredato da apposite Linee Guida, il nuovo modello nazionale del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, per alunne e alunni con disabilità.
    Ricordiamo che l’iter della nuova inclusione scolastica è stato avviato con il D.LGS. n. 66/17 Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attraverso l’introduzione di un nuovo modello PEI, Piano Educativo Individualizzato, su base ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
    Il nuovo PEI sarebbe dovuto entrare in vigore già del 1° gennaio 2019, ma a dicembre 2018 il decreto venne modificato e la sua entrata in vigore rinviata. Bisogna arrivare al 12 settembre 2019, per assistere all’attuazione del decreto legislativo n°96 del 7 agosto 2019 (Decreto inclusione).
    Poi i tempi si sono ulteriormente allungati, la diffusione epidemiologica ha dato altre priorità e nello scorso settembre il Ministero dell’Istruzione aveva fatto sapere di aver trasmesso il documento al Consiglio superiore dell’Istruzione, passaggio preliminare all’invio alle scuole.
    È il Decreto interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 a confermare l’adozione del modello nazionale del piano educativo individualizzato e le correlate linee guida, e a stabilire le modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.
    I segni del cambiamento
    Il Ministero dell’Istruzione nella stesura del nuovo modello PEI, si è avvalso della collaborazione delle Federazioni delle Associazioni rappresentanti le famiglie degli studenti con disabilità per poter condividere e avviare così il processo di inclusione rendendo le famiglie e gli alunni più partecipi di quanto avvenisse nel passato.
    Attenzione particolare va posta al cambiamento della posizione dell’alunno con disabilità: smette di essere soltanto l’alunno del docente di sostegno e viene nominato a pieno titolo alunno della classe. Tutto il consiglio di classe partecipa al processo educativo e formativo dell’alunno con disabilità. Le norme lo avevano ribadito più volte ma la conferma e la svolta avviene proprio nella nota n.40 del 13 gennaio 2021 trasmessa dal Ministero dell’istruzione a firma del Capo Dipartimento dott. Maxi Bruschi, nella quale tra l’altro viene “richiamato il principio della corresponsabilità educativa che comporta, ai fini dell’inclusione, una duplice prospettiva: da un lato, l’alunno con disabilità è preso in carico dall’intero team/consiglio di classe; dall’altro, il docente di sostegno è, a sua volta, una risorsa per l’intero ambiente di apprendimento” .
    Si sottolinea inoltre che la documentazione dell’alunno con disabilità debba essere a disposizione di tutti i docenti, indipendentemente dalle ore svolte nella classe. L’impegno affinché tutti i docenti siano coinvolti nel processo di inclusione dell’alunno, viene anche dalla finanziaria per il 2021 che prevede, all’articolo 1, comma 961, un incremento del fondo destinato alla formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità, finalizzata a garantire il principio di contitolarità nella loro presa in carico.
    Il nuovo modello PEI su base ICF
    L’inclusione parte proprio dal modello PEI che diventa unico, nazionale, diverso solo per ordine e grado di istruzione. Ricordiamo che le scuole erano solite adottare dei modelli in modo autonomo e il modello PEI spesso diventava una “ricerca in rete”.
    L’osservazione dell’alunno è il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo didattici, infatti nel PEI su base ICF l’alunno con disabilità verrà osservato prendendo in considerazione sia l’aspetto medico, legato quindi direttamente alla malattia, al trauma, che quello sociale, che nasce appunto dal senso di malessere, che avverte all’interno del suo contesto sociale, che sia la scuola, la famiglia o gli amici.
    Saranno inoltre indicati i punti di forza e di debolezza dell’allievo, e al tempo stesso, le condizioni di contesto che possono ostacolare o favorire lo sviluppo della persona e degli apprendimenti.
    “il PEI individua obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione, dell’interazione, dell’orientamento e delle autonomie, anche sulla base degli interventi di corresponsabilità educativa intrapresi dall’intera comunità scolastica per il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati”
    Partecipazione attiva delle famiglie e anche degli alunni e delle alunne con disabilità
    Il nuovo PEI prevede un “Quadro informativo” redatto a cura dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale ovvero di altri componenti del GLO esterni all’istituzione scolastica, relativo alla situazione familiare e alla descrizione dell’alunno con disabilità.
    Nella scuola secondaria di secondo grado, è previsto poi uno specifico spazio dedicato alla descrizione di sé dello studente, attraverso interviste o colloqui.
    Il GLO
    Il GLO (Gruppo di lavoro operativo) si trasforma in un organo collegiale, ai sensi dell’articolo 37 del DLgs 297/1994; per la sua costituzione e la validità delle deliberazioni adottate si applicano le disposizioni ivi previste e si occuperà della progettazione degli interventi inclusivi per le alunne e gli alunni con disabilità.
    Ne faranno parte il team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, l’insegnante specializzato per il sostegno didattico, e presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, i genitori dell’alunno con disabilità o chi ne esercita la responsabilità genitoriale, le figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica, che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità e l’unità di valutazione multidisciplinare.
    Sarà poi assicurata la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica nel rispetto del principio di autodeterminazione.
    Rapporti interistituzionali
    Particolare attenzione andrà anche alla realizzazione dei processi di integrazione attraverso l’interlocuzione con soggetti esterni all’istituzione scolastica, pubblici (il comune e l’ASL, principalmente) e privati.


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  2. Grazie pegasoc Grazie per questo post
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    Nuovo PEI: come avviene la redazione, tempistica, PCTO. Nuove FAQ ministero


    Con il decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182 sono definite le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno, previste dal decreto legislativo 66/2017, e i modelli di piano educativo individualizzato (PEI), da adottare da parte delle istituzioni scolastiche.
    Il ministero dell’Istruzione pubblica nuove FAQ.
    3 Concretamente come dovrà avvenire la redazione del nuovo Pei? L’insegnante di sostegno redige una bozza, la condivide con il genitore e poi con i professionisti ASL?
    Certamente l’incontro va preparato, ma i dettagli e le competenze vanno definiti a livello di istituzione scolastica. È molto probabile che l’insegnante di sostegno svolga in questa fase un ruolo prevalente, ma non esclusivo, perché tutti gli insegnanti della classe vanno coinvolti. Ricordiamo che «La responsabilità dell’integrazione dell’alunno con disabilità e dell’azione educativa svolta nei suoi confronti è, al medesimo titolo, dell’insegnante di sostegno, dell’insegnante o degli insegnanti di classe o di sezione e della comunità scolastica nel suo insieme. Ciò significa che non si deve mai delegare al solo insegnante di sostegno l’attuazione del “progetto educativo individualizzato” poiché in tal modo l’alunno verrebbe isolato anziché integrato nel contesto della classe o nella sezione, ma che tutti i docenti devono farsi carico della programmazione e dell’attuazione e verifica degli interventi didattico-educativi previsti dal piano individualizzato» (CM 250/1985). Durante l’incontro del GLO si può discutere la bozza di PEI proposta, analizzando eventuali punti controversi e cercando di arrivare a una versione su cui tutti sono d’accordo.
    4 Il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO)- È obbligatorio approvare il PEI entro fine ottobre?
    È una scadenza non perentoria e in casi particolari e motivati si può quindi derogare. Il PEI va approvato “di norma” entro ottobre (decreto art. 7 comma 2 lettera g) e questo significa che è una regola che ammette eccezioni, ma devono rimanere tali. Soprattutto, occorre da subito applicare le misure adatte a una migliore inclusione, che gli insegnanti possono comunque adottare nella loro autonomia didattica. Personalizzazione e individualizzazione, infatti, sono strategie che fanno parte del “fare scuola” per tutti gli alunni.
    5 Partecipazione delle studentesse e degli studenti- Se uno studente non è in grado di comprendere di cosa si sta parlando, o appare terrorizzato alla sola idea di partecipare a un incontro con tutti i professori e i genitori, è obbligato lo stesso a partecipare al GLO?
    Il DLgs 66/2017 dice che la partecipazione dello studente è “assicurata”, ma non si può ovviamente imporla se non ci sono le condizioni. La questione va gestita con buon senso, valutando le condizioni reali di applicazione e impostando eventualmente un percorso di autonomia che porti gradualmente lo studente a comprendere la funzione di questi incontri per partecipare nel modo più responsabile possibile, ma senza inutili forzature. Formalmente lo studente fa parte del GLO e quindi va sempre invitato, ma se non si presenta si procede ugualmente (V. Linee Guida a pag. 10).
    6 Partecipazione delle studentesse e degli studenti- È possibile parlare davanti al ragazzo dei problemi che lo riguardano?
    La partecipazione degli studenti si basa sul principio di autodeterminazione definito dalla Convenzione ONU: «Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale – compresa la libertà di compiere le proprie scelte – e l’indipendenza delle persone». Gli incontri del GLO non hanno lo scopo di valutare l’alunno ma di decidere quali sono gli interventi più efficaci per superare le sue difficoltà, e su questi temi è molto probabile che lui abbia qualcosa da dire. Come per tutti i compagni, anche per lui la valutazione degli apprendimenti si colloca in un altro momento (Consiglio di Classe) e va tenuta distinta dal GLO e dal PEI.
    7 Supporto dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare -Cosa si intende per supporto dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare? Partecipa o no agli incontri del GLO?
    Come è scritto nelle Linee Guida (pag. 10) l’Unità di Valutazione Multidisciplinare dell’ASL è un organo distinto rispetto al GLO e come tale non ne fa parte, ma le figure professionali che lo compongono e che interagiscono con l’alunno possono certamente rientrarvi ed essere quindi individuate a tutti gli effetti come membri, da convocare regolarmente ad ogni incontro. Si possono concordare secondo i bisogni anche altre modalità di supporto, più flessibili, come, ad esempio, consulenze, controllo dei documenti di programmazione, interventi in caso di necessità o altro.
    8 Quadro informativo -Mi hanno detto che la nuova normativa prevede che nel nuovo PEI sia inserita “a cura dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale” la descrizione dell’alunno e della situazione familiare. Ma sono davvero obbligata a scrivere queste cose?
    La redazione di questa sezione va intesa come una opportunità offerta alla famiglia, non come un obbligo. Nel modello di PEI è indicato: «A cura dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale ovvero di altri componenti del GLO» e nelle linee guida è scritto che «l’istituzione scolastica, sentiti i membri del GLO, può eventualmente sostenere genitori, studenti e studentesse in questo compito, secondo le loro esigenze» (Linee Guida, pag. 13).
    9 Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento- Come mai sulla scheda, il riferimento diagnostico è all’ICD 9, strumento ormai superato da anni?
    L’ICD9 è il sistema di classificazione ufficialmente adottato dal Sistema Sanitario Nazionale, benché siano state introdotte versioni più recenti (ICD10) e coesistano anche altri sistemi di classificazione (DSMIV e DSMV). Nell’anagrafe del Ministero dell’Istruzione vi è la possibilità di inserire i codici nosografici di ciascuno dei sistemi di classificazione sopra richiamati, così come è possibile fare anche nel nuovo modello di PEI, fermo restando che il sistema ufficiale vigente è l’ICD9.
    10 Raccordo con il Progetto Individuale -“Progetto individuale” e “Progetto di vita” sono la stessa cosa?
    Il Progetto Individuale, redatto dal Comune di residenza, è definito dalla L. 328 del 2000. In certi casi è riferito ad una dimensione temporale molto ampia, con rilevanti ripercussioni sulla vita adulta della persona a livello di inserimento lavorativo, autonomia sociale, vita indipendente fino a progetti detti del “dopo di noi”, e in questi casi può venire anche considerato come “progetto di vita”, ma la base normativa da considerare è sempre quella del Progetto Individuale.
    11 Raccordo con il Progetto Individuale – Come ottenere il Progetto Individuale per coordinarlo e creare l’interazione con il PEI?
    Il Progetto individuale va chiesto al Comune di residenza dalla famiglia (DLgs 66/17, art. 6). Per garantire il necessario coordinamento, una volta approvato, sarebbe importante che un rappresentante del Comune partecipasse al GLO come membro effettivo.
    12 Raccordo con il Progetto Individuale – È indispensabile il Progetto Individuale per ottenere il servizio di assistenza fornito dal Comune?
    No. Sono procedure distinte.
    13 Interventi sul percorso curricolare – La valutazione degli obiettivi come si accorda con i nuovi criteri di valutazione della scuola Primaria?
    Le nuove modalità di valutazione della scuola primaria (OM. 172/20) prevedono che la valutazione venga riferita al PEI e sono pertanto proprio gli obiettivi didattici e disciplinari indicati nella sezione 8 del modello PEI – in particolare al punto 8.3 sulla progettazione disciplinare – che andranno riportati nella scheda, selezionando eventualmente i più significativi o riorganizzandoli, se ritenuto necessario. La scheda di valutazione è un documento – va sottolineato – che riguarda istituzione scolastica e famiglia; ed è un documento che, per essere utile, deve rappresentare la situazione reale.
    14 Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) -Gli alunni certificati possono essere esonerati dai PCTO (ex alternanza scuola lavoro)? Può essere ridotto il numero di ore da svolgere?
    Nessuna disposizione di legge prevede l’esonero dal PCTO, mentre nel DLgs 66/17 art. 7 comma 2, lettera e) è scritto:«[Il PEI] definisce gli strumenti per l’effettivo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione».In sostanza si deve far di tutto per consentire agli studenti con disabilità di svolgere questa esperienza, considerata estremamente importante per la loro vita futura, definendo eventualmente strumenti e modalità diverse: non necessariamente in azienda, ma anche in modo simulato, a scuola (o meglio, in una scuola diversa), anche in telelavoro se proprio occorre… Se veramente nessuna esperienza di PCTO è realizzabile, neppure se proposta in modo totalmente alternativo, se ne prende atto e, con decisione congiunta a livello di GLO, si può anche decidere di non svolgere nessuna attività, perché ovviamente nessuna norma può costringere a fare cose impossibili. Ma deve trattarsi davvero di una situazione eccezionale. (Cfr. Linee Guida a pag. 45).
    15 Il percorso di studi dello studente con disabilità e la validità del titolo – Ho sempre pensato che la decisione finale sulla decisione di formulare un PEI curricolare o differenziato spetta alla famiglia, ho letto però che nel GLO la decisione viene presa a maggioranza dei presenti. È vero?
    Non cambia nulla, rispetto al passato: il passaggio alla programmazione differenziata è proposto dal Consiglio di Classe alla famiglia, che può opporsi, mentre il passaggio opposto, dalla differenziata alla programmazione ordinaria, è deciso dal solo Consiglio di Classe. Queste decisioni non sono di competenza del GLO e non si approvano in nessun caso con una sua votazione a maggioranza. In caso di diniego della famiglia a una programmazione differenziata, va seguita la programmazione ordinaria.
    16 Il percorso di studi dello studente con disabilità e la validità del titolo- La scuola ha proposto per nostro figlio la programmazione differenziata ma noi l’abbiamo rifiutata. Adesso lo stanno tartassando di verifiche, senza nessun adattamento: anche una verifica e due interrogazioni in uno stresso giorno. È normale?
    Anche se la programmazione è ordinaria e le verifiche equipollenti, lo studente con disabilità ha diritto ad essere valutato con modalità che tengano conto dei suoi bisogni, mettendolo nella condizione di dimostrare quello che sa e sa fare senza essere penalizzato dalla sua disabilità. Significa tempi più lunghi se ha difficoltà esecutive, prove quantitativamente ridotte se non è possibile allungare i tempi, uso di eventuali strumenti compensativi, evitando concentrazioni di verifiche e programmando le prove o dilatandole; e ancora: proporre se servono domande chiuse anziché aperte, prevedere accorgimenti per ridurre l’ansia da prestazione, ecc… Le modalità di valutazione personalizzate vanno esplicitate bell’apposita sezione del PEI; non hanno nulla a che vedere con gli obiettivi previsti e si possono ovviamente applicare anche con programmazione ordinaria (per la Secondaria di Secondo Grado, consultare le Linee Guida a pag. 36).
    17 Il percorso di studi dello studente con disabilità e la validità del titolo -Per il PEI della scuola secondaria di secondo grado si sente parlare di una programmazione equipollente. Potreste chiarire cosa si intende nello specifico?
    Il termine equipollente (che significa con lo stesso valore) andrebbe riferito alle prove di verifica, non a tutta la programmazione. Di fatto, viene usato comunemente anche per indicare complessivamente il percorso personalizzato, considerato valido ai fini del conseguimento del diploma (chiamato spesso anche, altrettanto erroneamente, per “obiettivi minimi”). Il percorso personalizzato consente di conseguire il titolo di studio, diversamente dal percorso differenziato, che porta al conseguimento di un attestato di crediti formativi.
    18 Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari -In una classe terza primaria è inserito un alunno ipoacusico, con protesi, che non presenta alcun problema cognitivo, anzi ha ottime potenzialità. Sono state assegnate per lui ben 22 ore di sostegno e 10 ore di assistente alla comunicazione per cui, in base all’organizzazione oraria della nostra scuola, insegnante di sostegno e assistente sono in compresenza per ben due ore al giorno! A noi insegnanti sembra eccessivo: a volte l’alunno sembra “soffocato” da tutte queste figure e limitato nel suo percorso per una piena autonomia! Possiamo chiedere una riduzione delle ore, contro il parere della madre?
    Le risorse sono chieste dal GLO, non dalla madre, e devono derivare da decisioni responsabili, che tengano veramente conto dell’interesse del bambino. Il team o il consiglio di classe, in particolare, è chiamato alla responsabilità nelle scelte didattiche, e dunque anche della quantificazione delle risorse necessarie. Il parere della famiglia è utile, ma non vincolante.
    19 Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari – Mio figlio di 6 anni, disturbo dello spettro autistico, ha solo 11 h di sostegno in prima Primaria, e 15 ore di assistente. Resta spesso da solo e in queste circostanze le sue difficoltà aumentano notevolmente. Durante l’incontro di approvazione del PEI ho chiesto di verbalizzare la richiesta di integrare le ore di sostegno, ma le maestre si sono rifiutate. Cosa posso fare?
    La proposta delle risorse di sostegno per l’anno successivo va decisa dal GLO nell’incontro di verifica finale, a giugno. Andrà discussa e approvata in ogni caso, sia se vengono confermate le ore attuali sia se si chiede una variazione. È importante che nel PEI sia specificato, orario settimanale alla mano, come e da chi viene sostenuto il bambino quando non c’è né assistente né insegnante di sostegno.
    20 PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo – Cos’è il PEI provvisorio? Va redatto ogni anno?
    Il PEI provvisorio, introdotto dal DLgs 66/2017, riguarda i bambini che entrano nella scuola per la prima volta, di solito all’Infanzia, e gli alunni di qualsiasi classe che sono stati certificati durante l’anno in corso e che non hanno quindi un PEI in vigore. Per loro, entro giugno, viene redatto un PEI, chiamato provvisorio, che ha lo scopo di definire quello che serve per l’inclusione da attivare l’anno successivo, compresa la proposta rispetto alle risorse necessarie, di sostegno, ma non solo. Queste indicazioni sono richieste anche per gli alunni già frequentanti, ma per loro vanno inserite nella verifica finale del PEI già adottato, e non serve farne un altro. Per la redazione del PEI provvisorio è usato il normale modello (Allegato A al decreto 182/2020), ma compilato solo parzialmente in base alle indicazioni dello stesso decreto (art. 16, comma 3). All’inizio dell’anno successivo, a cura del nuovo GLO, sarà elaborato e approvato il PEI per l’anno in corso, utilizzando interamente il modello del relativo grado di scuola [si vedano le Linee Guida a pag. 11 (incontri del GLO) e a pag. 64 (PEI redatto in via provvisoria)].
    21 PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo -Il PEI provvisorio va predisposto per i neo iscritti entro il prossimo 30 giugno, ma cosa si intente esattamente per neo iscritti? Riferiti all’anno in corso 2020/21 oppure per il prossimo a. s. 2021/22?
    Per “nuovi iscritti” (o “neo iscritti”), si intendono i bambini che entrano a scuola a settembre 2021 per la prima volta, o alunni con nuova certificazione, ossia quelli che già frequentano ma nell’anno in corso 2019/20 non erano certificati e non hanno quindi un PEI già approvato per loro.
    22 PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo – Nel caso di iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado, il PEI provvisorio per il prossimo a. s. 2021/22 deve essere fatto dal GLO della 3 media e della nuova scuola?
    Il PEI provvisorio va redatto entro giugno dalla scuola che l’alunno sta frequentando in quel momento: in questo caso, la secondaria di primo grado. È comunque importante un raccordo con l’istituzione scolastica di iscrizione, che può anche tradursi in momenti di consultazione comuni, facilitati dall’adozione delle videoconferenze.
    23 PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo -Chi partecipa alla redazione del PEI provvisorio?
    Anche il PEI provvisorio va elaborato e approvato dal GLO, nominato dal dirigente scolastico seguendo le indicazioni dell’art. 16, c. 2 del decreto 182/2020: «Il PEI provvisorio è redatto da un GLO, nominato seguendo le stesse procedure indicate all’articolo 3. Rispetto alla componente docenti, in caso di nuova certificazione di un alunno già iscritto e frequentante, sono membri di diritto i docenti del team o del consiglio di classe. Se si tratta di nuova iscrizione e non è stata ancora assegnata una classe, il dirigente individua i docenti che possono far parte del GLO».
    24 Definizione delle modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno – Chi compila la scheda “Debito di funzionamento” e la “Tabella dei fabbisogni”?
    Entrambe sono di competenza del GLO, nel corso dell’incontro di approvazione del PEI provvisorio per gli alunni di nuova iscrizione o certificazione (Linee Guida, pag. 62) o della verifica finale del PEI per tutti gli altri (Linee Guida, Pag. 55).


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    Nuovi modelli PEI, Bruschi: nessun taglio al sostegno, Italia Paese con migliori leggi sull’inclusione




    “Qualcuno ha detto che questo decreto presuppone un taglio nei posti di sostegno: ciò non è assolutamente vero. Anzi, questo provvedimento si inserisce in una serie di misure che abbiamo cercato di coordinare che assumono l’inclusione scolastica come centrale”.
    Lo ha dichiarato il Capo del Dipartimento per l’Istruzione, Max Bruschi, nel corso della presentazione, in diretta sul sito del Ministero, del nuovo decreto sull’inclusione e dei nuovi modelli di Piano Educativo Individualizzato.
    Si è svolto infatti oggi l’evento on-line, dal titolo “I nuovi modelli PEI e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno”, realizzato con obiettivo di avviare le misure di accompagnamento alle novità introdotte dal decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182.
    Ricordiamo che con il decreto sono definite le nuove modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno, previste dal decreto legislativo 66/2017, e i modelli di piano educativo individualizzato (PEI), da adottare da parte delle istituzioni scolastiche.
    Il decreto è infatti corredato di apposite Linee guida e comprende i quattro nuovi modelli di Piano Educativo Individualizzato (per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), la scheda per l’individuazione del bisogno di supporto per l’alunno, nonché una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza.
    “A partire dal prossimo anno e nel successivo triennio – ha proseguito Bruschi, ricordando l’ultima legge di bilancio – avremo 25 mila insegnanti di sostegno stabili in più. Abbiamo poi 10 milioni di euro per l’anno 2021 per realizzare l’inclusione scolastica che significa presa in carico dello studente con disabilità da parte dell’intera comunità educante. Queste risorse serviranno alla formazione degli insegnanti curriculari, non genericamente sul sostegno, ma sui casi concreti che si troveranno mano a mano ad affrontare nella realtà delle scuole”.
    Secondo le classifiche europee, ha infine ricordato il capo del Dipartimento, “siamo il Paese che ha la migliore legislazione sull’inclusione”. Ci sono molte realtà scolastiche splendide dove l’inclusione è una buona pratica, ha proseguito, ed “è attraverso il coinvolgimento di queste scuole che vorremmo migliorare non soltanto i dati quantitativi, ma soprattutto gli elementi e i dati qualitativi dell’inclusione: una migliore inclusione degli alunni con disabilità significa una migliore inclusione per l’intero gruppo classe e una migliore performance per l’istituzione scolastica, che significa una migliore istruzione per tutti”.
    ECCO I NUOVI MODELLI DI PEI:

    Modello di PEI per la scuola dell’infanzia

    Modello di PEI per la scuola primaria

    Modello di PEI per la scuola secondaria di I grado

    Modello di PEI per la scuola secondaria di II grado

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    Nuovo PEI, vecchie abitudini. Tagli, burocrazia e nostalgia delle classi differenziali


    Sono state pubblicate le Linee guida al nuovo PEI – Piano educativo individualizzato allegate al decreto interministeriale 182/2020 e accompagnate dalla nota 40/2021. Dopo le anticipazioni dei decreti legislativi 66/2017 e 96/2019 la “riforma del sostegno” è pronta e l’impianto della legge 104 è messo pesantemente in discussione. Le 65 pagine delle Linee guida e i documenti che l’accompagnano ben rappresentano la portata del cambiamento in atto. Malgrado i buoni propositi che trapelano dal lessico e dall’impostazione del discorso, il modello di riferimento rimane quello della scuola della produttività, dell’efficienza, della centralità del risultato. Le Linee guida rispondono alle esigenze aziendali del taglio delle risorse, in linea con il Bilancio di previsione dello Stato del dicembre 2020 che prevede per l’istruzione migliaia di cattedre di sostegno in meno.
    Le Linee guida prevedono la possibilità di esercitare “attività alternative“, e addirittura di decidere l’esonero in determinate discipline. Possibilità che, oltre a costituire un facile strumento per ridurre le ore di sostegno e assistenza, evoca assai da vicino lo spettro delle classi differenziali.
    Il GLO, Gruppo di lavoro operativo, sostituisce il vecchio GLH, dove interagivano tutte le figure che avevano in carico lo/la studente (scuola, famiglia, assistenza, équipe medica) che nei termini della legge 104 elaboravano congiuntamente il PEI. Il GLO ora coincide con il Consiglio di classe e al suo interno le decisioni sono approvate a maggioranza. Il PEI cessa di essere il documento della “definizione congiunta”, i genitori sono ridotti a “partecipanti” (non si capisce con quali poteri effettivi) e altre figure sono ammesse solamente previa approvazione del dirigente («Risulta determinante il ruolo di leadership del dirigente scolastico»).
    La «riunione telematica» del GLO prevista dalle Linee guida non è più limitata ai tempi della pandemia ma è sdoganata come opzione di routine. Chi ha partecipato alle riunioni di un GLH/GLO sa bene quanto sia fondamentale la presenza fisica non riducibile alla mera bidimensionalità di uno schermo.
    Il PEI è ora un modello standard strutturato in un impianto farraginoso e mastodontico: l’osservazione e l’attività didattica dovranno essere ricalibrata dal Consiglio di classe secondo le categorie dello standard medico “bio-psico-sociale” ICF. È un carico di burocrazia che somiglia più a una pretesa di controllo delle attività piuttosto che a un indirizzo pedagogico-didattico. Il calcolo delle risorse è affidato a un procedimento a crocette basato su una valutazione quantitativa anziché qualitativa e sulle effettive esigenze rilevate. Le ore per il sostegno e le assistenze (queste ultime «nell’ambito delle risorse disponibili») andranno calcolate attraverso una tabella precostituita. A una scala del cosiddetto “debito di funzionamento“, che riduce la disabilità a una mera mancanza, corrisponde un numero fisso di ore. Un lavoro da contabili, non da professionisti della didattica, che sottintende chiaramente un taglio alle risorse. Un’intera pagina delle Linee guida è dedicata alle conseguenze penali in capo a ogni singolo appartenente al GLO nel caso in cui la richiesta di ore finisca per arrecare un danno all’erario.
    Tutta da sperimentare alla prova dell’esperienza sarà la novità dell’incontro tra il modello (medico) dell’ICF e i modelli didattici e pedagogici unici al mondo della nostra scuola. La trasformazione del PEI da documento condiviso e aperto in un elenco di previsioni e prescrizioni inciderà sulla complessità del rapporto didattico-pedagogico-educativo basato sulla libertà pedagogica, sull’adattamento, sulla mediazione. Colpisce la mancanza del punto di vista di chi lavora nella scuola. Solo con l’apporto dell’esperienza professionale vissuta sarebbe stato possibile immaginare una vera riforma del sostegno di cui forse si sentiva realmente il bisogno. Non certo questa riforma, che è da rinviare totalmente al mittente.

    Sebastiano Ortu docente di Sostegno COBAS Scuola


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    Scocca l’ora del nuovo piano educativo «individualizzato»


    Con il decreto ministeriale 182 del 29 dicembre 2020, dopo un lungo periodo di gestazione, è stato finalmente adottato il nuovo modello nazionale di piano educativo individualizzato (Pei). Sono inoltre state ridefinite le modalità con cui assegnare le misure di sostegno agli alunni con disabilità. Il decreto introduce, infatti, una diversa modulazione nell’attribuzione delle ore di sostegno partendo dalla necessità di valorizzare tutte le professionalità presenti nella classe dello studente disabile. Si passa, nei fatti, a una correlazione più ragionata tra risorse e disabilità specifica, superando l’attribuzione meramente quantitativa. Ad esempio, viene rotto la proporzione gravità/rapporto 1:1.
    Questa norma, tanto attesa, è da considerare un importante passo in avanti a garanzia del diritto allo studio degli studenti con disabilità, in linea con la tradizione di equità e di accoglienza che vede l’Italia tra i Paesi più all’avanguardia nelle politiche di inclusione.
    Il corredo al Dm 182
    In allegato al decreto, oltre ai quattro modelli, rispettivamente per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, sono presenti: le linee guida di approfondimento per l’elaborazione dei Pei, il format per l’individuazione delle principali dimensioni interessate dal bisogno di supporto per l’alunno e delle condizioni di contesto scolastico, una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza (di base e specialistica).
    Il Pei
    Ma cosa è il Pei? A parte la definizione prettamente tecnica, possiamo definirlo la bussola che orienta il gruppo di lavoro per la costruzione del progetto di vita del disabile, ma, ancora meglio, lo strumento che aiuta a realizzare un ambiente di apprendimento per la promozione dello sviluppo delle facoltà dell’alunno con disabilità e il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati.
    Viene elaborato e approvato, entro il 31 di ottobre di ogni anno, dal Gruppo di lavoro operativo (Glo), a partire dalla scuola dell’infanzia, sulla base del “Profilo di funzionamento” (Pf), redatto dall’Unità di valutazione multidisciplinare (Uvm) individuata dalla Asl. Il Pf ha sostituito, ricomprendendoli, i due precedenti documenti cardine che erano la “Diagnosi funzionale”, redatta dagli operatori sanitari e il “Profilo dinamico funzionale” (Pdf) elaborato dal vecchio Glho. In continuità con il processo di digitalizzazione in corso, a breve, all’interno di una funzione Sidi, sarà anche prevista la compilazione telematica dei nuovi modelli Pei così da interagire con banche dati già a sistema. I nuovi modelli di Pei saranno universalmente adottati a decorrere dal 2021/22, al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di adeguare la progettazione educativo-didattica alle nuove norme sull’inclusione, pur in attesa dell’emanazione delle linee guida da parte del ministero della Salute necessarie all’elaborazione dei Profili di funzionamento.
    Gruppo di lavoro operativo
    Il punto nodale dell’ottica inclusiva italiana è rappresentato dal Glo, quale luogo specifico d’incontro e di confronto delle diverse componenti, scuola, famiglia, servizi sanitari ed enti locali, che si occupano dello studente con disabilità, e organo più specificatamente progettuale e di verifica del suo processo d’integrazione ed educativo.
    La composizione del Glo è definita dal preside a inizio anno. Oltre al team di docenti, al Glo partecipano i genitori dell’alunno n disabile, le figure professionali specifiche, interne (ad esempio il referente per l’inclusione) ed esterne (l’assistente specialistico) alla scuola, che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità nonché, ai fini del necessario supporto, l’unità di valutazione multidisciplinare. Nel Glo è assicurata (ma non obbligatoria) la partecipazione attiva degli studenti con accertata condizione di disabilità in età evolutiva. Il dirigente scolastico può autorizzare, ove richiesto, la partecipazione, con valore consultivo e non decisionale, di un esperto indicato dalla famiglia.
    Attribuzione ore di sostegno
    Il nuovo modello di Pei indica, in modo chiaro e circostanziato, gli strumenti e gli ausili di supporto, gli obiettivi didattici, le modalità di verifica e di valutazione.
    In aggiunta, il piano formula una proposta riguardo al numero di ore di sostegno alla classe e agli eventuali interventi per l’assistenza igienica, l’autonomia e la comunicazione.
    In sintesi, le operazioni sono così delineate. Il Glo, a fine anno scolastico, dopo aver verificato il raggiungimento degli obiettivi del Pei, formalizza la proposta di sostegno didattico e delle altre misure di sostegno.
    Entro il 30 di giugno, il dirigente scolastico, acquisita e valutata la proposta relativa al fabbisogno per ogni studente disabile, formula la richiesta complessiva d’istituto delle misure di sostegno che trasmetterà al competente ufficio scolastico regionale o proporrà all’ente territoriale per quanto riguarda l’assistenza di base e specialistica.
    Informazioni dettagliate sulle misure introdotte dal decreto sono disponibili all’indirizzo
    http://www.istruzione.it/inclusione-...pei/index.html.


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    Nuovo PEI, si applica solo agli alunni con disabilità al passaggio di grado. Lo dice il Tar Lazio [SENTENZA]


    Una nuova sentenza del Tar Lazio mette in luce come il nuovo Pei si applicherebbe solamente agli alunni con disabilità che compiono il passaggio di grado. Sarebbe auspicabile un intervento deciso del Ministero.
    Il nuovo Pei se da un lato rappresenta un passo in avanti metodologico per quanto riguarda l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità dall’altro resta fonte di grandi dubbi e perplessità. A gettare un’altra ombra sulla nuova norma adesso ci pensa il Tar Lazio che con una sentenza pubblicata nei giorni scorsi pone un interrogativo enorme.
    La vicenda
    Il ricorso nasce dal fatto che la parte ricorrente ha impugnato i provvedimenti con cui sono state attribuite le ore di sostegno e di assistenza al figlio minore per la frequenza della prima classe della scuola dell’infanzia. “Lamenta, in particolare, si legge sul testo della sentenza, l’assegnazione di sole 17 ore in luogo delle 25 previste per il servizio settimanale del docente specializzato, nonostante l’attestata condizione di gravità dell’handicap ai sensi dell’art. 3, co. 3 della legge n. 104/92“.
    Tuttavia, scorrendo le motivazioni preliminari da cui prende le mosse la decisione del tribunale amministrativo, ci si imbatte su un aspetto particolarmente controverso: si fa rifermento infatti al d.lgs. n. 96/2019, che ha stabilito, modificando l’art. 19, co. 2 del d.lgs. n. 66/2017, “che le disposizioni di cui al richiamato art. 10 trovassero applicazione solo a decorrere dall’anno scolastico 2020/21, avendo tuttavia cura di precisare, al successivo comma 7-bis del richiamato art. 19, che ‘Al fine di garantire la graduale attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto, […] le disposizioni di cui all’articolo 5, commi da 1 a 5, all’articolo 6, all’articolo 7 e all’articolo 10 si applicano, alle bambine, ai bambini, alle alunne, agli alunni, alle studentesse e agli studenti certificati ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al passaggio di grado di istruzione'”.
    Ciò significa che, stando all’interpretazione che fornisce il Tar del Lazio, il nuovo Pei si applicherebbe, non in modo generalizzato a tutti gli alunni con disabilità, ma solo a chi compie compie il passaggio di grado, alle classi iniziali.
    In questo modo, a poterne usufruire legittimamente del nuovo Pei sarebbero solo circa il 20% di alunni.
    Usiamo il condizionale perché sappiamo lo sforzo di tutte le scuole che si muovono da mesi nella direzione delle nuove direttive e che a livello discrezionale, potrebbero utilizzare comunque il nuovo modello di Pei, pur non essendone tenute.
    Tuttavia, sarebbe auspicabile un intervento deciso del Ministero: una precisazione che fornisca chiarimenti e l’indicazione alle scuole di adottare il nuovo Pei, nonostante “la svista” presente nel decreto legislativo.




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