Pagina 9 di 11 PrimaPrima ... 7891011 UltimaUltima
Risultati da 81 a 90 di 104

Discussione: Didattica a distanza, alunni con DSA e con BES: strumenti e supporto. Tutte le info

  1. #81
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Scuola a distanza Alle superiori due milioni a casa


    La linea del governo nel giorno in cui si appresta a lasciare a casa da Scuola ogni giorno almeno due milioni di adolescenti si attesta sulla difensiva: «Tutti i bambini di elementari e medie avranno lezioni in presenza», ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a «Che tempo che fa» promettendo che in questo mese in cui gli studenti delle superiori saranno invece per tre quarti a casa — il Dpcm prevede almeno il 75% delle lezioni a distanza — «si prenderanno provvedimenti per i trasporti e tamponi che permetteranno di ridurre la quota di Dad».
    Il compromesso
    La nottata di trattativa tra governo e Regioni ieri mattina si è conclusa con un compromesso: il premier Giuseppe Conte ha ottenuto di poter dire di non aver chiuso le scuole superiori, le Regioni hanno però mano libera per arrivare anche fino al 100 per cento di lezioni a distanza, come avevano già previsto Lombardia, Campania e Sicilia.
    La formula della mediazione contenuta nel Dpcm è: «Le istituzioni scolastiche di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari ad almeno il 75 per cento dell’attività». Oltre alle lezioni a distanza i presidi dovranno organizzare gli ingressi non prima delle 9 e potranno ricorrere a turni pomeridiani.
    Si inizia domani
    Oggi ancora non cambia nulla: le scuole hanno altre 24 ore di tempo per organizzarsi e da domani dovranno seguire i nuovi limiti «anche se le ordinanze delle Regioni (emanate la scorsa settimana) dovessero indicare un limite inferiore», è scritto nella nota che il ministero ha inviato ai dirigenti scolastici. Per le scuole elementari e medie oltre che per le superiori, resta aperta la questione dell’obbligo delle mascherine al banco: il decreto non ne parla, ma il peggioramento della pandemia potrebbe renderle obbligatorie almeno nelle regioni più colpite. Dovranno decidere le Asl.
    Il no dei presidi
    A protestare per la nuova soglia di lezioni a casa per le superiori sono i presidi: «Le soluzioni rigide non sono funzionali — attacca Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione presidi —. Non si può imporre dall’esterno: una percentuale rigida come il 75% in Dad non corrisponde alle esigenze dei singoli bacini di utenza». Parla di «scorciatoie della politica» Mario Rusconi, responsabile Anp del Lazio: il governo dovrebbe chiedere «agli enti locali che cosa hanno fatto durante l’estate e invece lascia gli studenti in massa a casa senza per giunta aver controllato che ci siano connessioni adeguate alla didattica digitale».
    Università e concorso
    Non cambia invece sostanzialmente niente per le università purché si adeguino alle linee guida di agosto e tengano conto «del quadro pandemico territoriale». Nulla è previsto per i concorsi (quello straordinario della Scuola è già cominciato) che potranno dunque svolgersi secondo i programmi. Le regole restrittive restano in vigore fino al 24 novembre, ma non è chiaro, nonostante gli auspici di Azzolina, come nel frattempo si risolvano le difficoltà strutturali. Per questo neppure da viale Trastevere possono promettere che prima di Natale si torni ad un numero maggiore di ore in classe: tutt’al più se ne riparla nel 2021.


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  2. #82
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    In sei regioni lezioni a distanza per tutti i liceali


    Ci sono Regioni che, per semplificarsi la vita (amministrativa) e svuotare i bus, sono andate oltre i suggerimenti di governo. E hanno portato la didattica a distanza al cento per cento: dalla prima alla quinta, in quei territori, i ragazzi delle superiori faranno lezioni da casa, almeno fino al 24 novembre. Tutti, le matricole che devono ancora conoscersi e soprattutto conoscere i nuovi metodi di studio, e i maturandi. La Campania di De Luca, la Lombardia di Fontana, e andiamo in ordine cronologico per la scelta, quindi la Sicilia di Musumeci, l’Abruzzo di Marsilio e la Calabria del neopresidente Spirlì hanno firmato ordinanze in aumento rispetto al governo: tutti in remoto. Si attende a breve lo stesso tipo di intervento da parte di Christian Solinas, presidente della Sardegna.
    Ad approfondire, si vede che sono cinque presidenti di centrodestra, della moderna destra lego-populista, più De Luca, un esponente atipico e decisionista del Pd. Vincenzo De Luca era stato il primo, il 15 ottobre, ad accelerare sulla questione contagi a scuola chiudendo, dall’infanzia ai licei (poi ha fatto rientrare il ciclo per i più piccoli e oggi potrebbe decidere il ritorno in presenza delle elementari).
    De Luca ora dice: «Le scuole sono il maggor vettore di contagio», riprendendo una tesi che con forza crescente ha messo in discussione lo slogan delle «scuole sicure» caro alla ministra. Pezzi importanti della scienza italiana, il fisico Battiston, il biologo Bucci, il matematico Sebastiani, l’infettivologo Galli, hanno via via portato elementi che hanno mandato in crisi il mantra difensivo e accompagnato la decisione di chiusura del governo.
    Oggi Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, dice: «Se chiudessimo gli istituti scolastici », lui intende tutti, «avremmo una riduzione del contagio del 15 per cento». Le scuole, secondo uno studio di Lancet sui lockdown di primavera, incidono sulla propagazione il doppio dei trasporti.
    Le Regioni, dicevamo. Le altre, sono tredici su venti, hanno fatto propria l’indicazione di governo: 75 per cento degli studenti da remoto. Hanno scritto in extremis, e controvoglia, ordinanze in proprio Luca Zaia per il Veneto (era stato lui a sollevare per primo il problema), Stefano Bonaccini per l’Emilia Romagna ed Eugenio Giani per la Toscana. Tutti e tre dicono: avremmo preferito metà a casa e metà in classe. Gli amministratori della Valle d’Aosta lasciano che siano i presidi a intepretare quel 75 per cento. Alcune giunte, invece, danno indicazioni chiare: la Puglia chiede il sacrificio agli studenti del triennio finale. Sono in pochi, e tra questi c’è il Friuli Venezia Giulia, ad affiancare alla Dad un ingresso a scuola differenziato per i ragazzi delle superiori che continueranno ad andare in presenza: non si entra prima delle 9, ha deciso la giunta di Fedriga.
    Le province autonome hanno fatto le autonome fino in fondo. A Bolzano e nell’Alto Adige metà ragazzi a scuola e metà a casa. A Trento e provincia, tutti in classe.


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  3. #83
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Studente si fa male durante didattica a distanza. E’ infortunio?


    La Didattica a Distanza lascia ampi dubbi su cosa succederebbe per un eventuale infortunio che potrebbe verificarsi sia per il docente che per lo studente durante la Didattica a Distanza (DaD). Gli infortuni costituiscono eventi ad alto grado di probabilità, nella scuola come in ogni altra comunità lavorativa organizzata. I fattori di rischio, riconducibili a circostanze fortuite, ad insidie, a deficienze strutturali rappresentano elementi costitutivi dell’infortunio.
    È il caso di chiedersi se nella didattica a distanza gli obblighi dell’amministrazione scolastica per i pericoli cui vanno incontro gli alunni-utenti sono gli stessi forniti per il servizio in presenza. Sarebbe opportuno chiarire se l’assicurazione INAIL, sia per i docenti che per gli studenti, possa essere o meno estesa all’attività didattica a distanza.
    Come del resto sarebbe opportuno chiarire se le polizze assicurative integrative per la responsabilità civile e per gli infortuni degli studenti, che prevedono la copertura solo per ogni infortunio che possa verificarsi durante l’orario scolastico e, comunque, durante l’orario in cui sia autorizzato l’accesso e la permanenza presso i plessi scolastici, oltre al cosiddetto rischio in itinere (tragitto casa -scuola e viceversa), alle visite scolastiche e ai viaggi d’istruzione, possano coprire anche eventuali infortuni verificatisi durante lo svolgimento della stessa Didattica a Distanza. È correlata al caso la c.d. culpa in vigilando? Quale sarebbe la responsabilità del docente in tal caso?
    Per le attività in presenza il tutto è ben regolato. Ma per quelle a distanza come bisogna comportarsi? Per il docente, la normativa sulla scuola prevede che “il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione“ al quale si presume applicabile il decreto legislativo 81/2008. Sul punto i vuoti da colmare sono tanti. Specie dopo che il nuovo DPCM del 24 ottobre ha stabilito il 75% della DaD per le scuole superiori. Sarebbe necessaria una profonda riflessione su questi temi per regolamentare il tutto.
    Riguardo al tema, ed in particolar modo dello studente, è necessario evidenziare che la giurisprudenza (Cass. SS.UU. civ. n. 9346/2002; n.9906/2010; n. 19158/2012) ha precisato che all’atto della iscrizione ed ammissione dell’alunno a scuola si realizza “l’instaurazione di un vincolo negoziale, in virtù del quale, nell’ambito delle obbligazioni assunte dall’istituto, deve ritenersi sicuramente inclusa quella di vigilare anche sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo nel tempo in cui fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso”.
    La citata sentenza n. 9346/2002, componendo un indirizzo interpretativo prima oscillante, ha anche affermato che nel caso di danno arrecato dall’allievo a sé stesso appare più corretto ricondurre la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non tanto nell’ambito della responsabilità extracontrattuale, con conseguente onere per il danneggiato di fornire la prova di tutti gli elementi costitutivi del fatto illecito di cui all’art. 2043 c.c. quanto nell’ambito della responsabilità contrattuale, con conseguente applicazione del regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c. Sicchè, mentre l’alunno danneggiato deve provare esclusivamente che l’evento dannoso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sulla scuola incombe invece l’onere di dimostrare che l’evento è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola, né all’insegnante (Cass. N. 361272014 e n. 3695/2016), non potendo questo onere probatorio essere aggravato fino al punto di porre a carico del danneggiato l’onere di allegare le modalità del comportamento inadempiente.
    Nel caso specifico della DaD bisogna capire e chiarire se l’arco temporale di estensione degli obblighi di vigilanza e cautela è da applicarsi, anche, dal momento in cui ha avuto inizio l’affidamento del giovane con la DaD. Pertanto, laddove uno studente dovesse arrecare danno a sé stesso durante la DaD, è configurabile un infortunio?
    La giurisprudenza che statuisce la responsabilità in capo all’amministrazione per infortuni occorsi agli alunni in caso di alunno che arreca danno a sé stesso, è estendibile, è applicabile anche agli infortuni nel corso della DaD?
    A riguardo un punto di riferimento cui si potrebbe prendere come riferimento è quello che si desume dal fatto che, a seguito del graduale processo di rinnovamento che ha coinvolto il mondo della didattica, anche l’ambito di applicazione della tutela antinfortunistica rivolta agli alunni delle istituzioni scolastiche si è ampliato fino a ricomprendere nuove forme di esperienze formative attuate con l’ausilio di macchine elettriche o elettroniche (videoterminali, computer, strumenti di laboratorio ecc).
    Tra le più significative tappe di questo percorso di attualizzazione della tutela degli alunni contro gli infortuni, si segnala la Circolare dell’INAIL 17 novembre 2004 n. 79, la quale fa seguito, in particolare, alle novità introdotte dalla riforma della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione (d.lgs. n. 59/2004).
    La circolare ha per oggetto i criteri per la trattazione dei casi di infortunio nell’ambito delle lezioni di alfabetizzazione informatica e lingua straniera a favore degli alunni di scuole pubbliche e private – lezioni diventate obbligatorie per gli alunni della scuola primaria e della scuola media per effetto della citata riforma.
    L’INAIL precisa che questi momenti formativi, attuati con l’ausilio di macchine elettriche (videoterminali, computer, strumenti di laboratorio ecc) rientrano nelle esercitazioni pratiche intese come applicazione sistematica costante e cioè non occasionale diretta all’apprendimento. Come tali, le descritte attività sono ricompresse tra quelle coperte dall’assicurazione antinfortunistica obbligatoria, ai sensi e per gli effetti della normativa su richiamata. Ne consegue che gli studenti sono assicurati per i sinistri che accadano nel corso delle esperienze tecnico-scientifiche; per quelli che si verifichino nel corso delle esperienze di lavoro; per gli infortuni che avvengano nel corso delle esercitazioni pratiche che ricomprendono anche le lezioni di alfabetizzazione informatica e di lingua straniera, svolte con l’ausilio di macchine elettriche.
    Orbene, prendendo spunto da quanto innanzi si potrebbe ipotizzare che l’infortunio occorso nella DaD, essendo un’attività scolastica materiale che in qualche modo è rischiosa, atteso che è correlata all’utilizzo di macchine elettriche o elettroniche (videoterminali, computer, ecc.) potrebbe farsi rientrare tale infortunio nell’ambito del principio indicato dall’INAIL, nonché nell’ambito del principio più volte statuito dalla Suprema Corte, secondo cui “tutte le responsabilità per infortuni occorsi agli alunni, quindi anche quella per danno arrecato dall’alunno a sé stesso (c.d. autolesione), fanno capo all’amministrazione scolastica e non al docente o in genere al personale scolastico”. In ogni caso, sarebbe auspicabile che il Governo affrontasse e regolamentasse la problematica dell’infortunio dello studente nel corso della DaD, atteso che l’argomento non è sorretto da specifica normativa.


    Orizzontescuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  4. #84
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Didattica a distanza e digitale integrata, il prof può collegarsi anche da casa



    Molti nostri lettori ci chiedono se esista l’obbligo da parte del docente di recarsi a scuola per svolgere l’attività di didattica a distanza oppure se è possibile svolgerla più comodamente da casa. Possiamo rassicurare i docenti che lo desiderano, che l’attività della didattica a distanza, in caso che tutti gli studenti siano a casa per sospensione delle attività didattiche o per quarantena, potrà essere svolta da casa.
    Sospensione lezioni per emergenza epidemiologica
    Con la conversione il legge del decreto legge n.104/2020, noto come decreto agosto, è stato specificato che “al personale scolastico e al personale coinvolto nei servizi erogati dalle istituzioni scolastiche in convenzione o tramite accordi, non si applicano le modalità di lavoro agile di cui all’articolo 263 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 tranne che nei casi di sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica“. Questo significa che se c’è la sospensione dell’attività didattica dovuta all’emergenza epidiomologica il docente non può ricevere l’ordine di servizio di svolgere l’attività del collegamento a distanza da scuola, ma nulla osta che, essendo la scuola aperta, il docente lo possa richiedere espressamente, magari perché sprovvisto della strumentazione adeguata per farlo da casa. Nelle fasi in cui il docente si trovasse in quarantena con sorveglianza attiva o in isolamento domiciliare fiduciario insieme alle sue classi oppure se ci fosse una situazione di lockdown, allora scatterebbe lo svolgimento della didattica a distanza da casa.
    Nella bozza del CCNI sulla DDI è scritto espressamente: “La DDI sarà svolta anche dal docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria. In caso le stesse classi possano svolgere attività in presenza, il docente in quarantena o isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, svolgerà la DDI da casa laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste dai quadri orari ordinamentali e, comunque, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 28, comma 1, CCNL 2016/18″.
    I casi in cui il docente deve fare la DDI da scuola
    Se la scuola adottasse una Didattica Digitale Integrata al 75%, quindi magari con pochi studenti in presenza e molti studenti a casa, come previsto dall’ultimo DPCM, allora in quel caso essendo una didattica mista, il docente dovrà garantire la sua presenza a scuola e svolgere il collegamento a distanza dalla classe in cui frequenta in presenza il 25%.
    Un altro caso in cui il docente deve garantire la sua presenza a scuola facendo DDI, è quello in cui ci sono sue classi in presenza e altre classi che operano a distanza. In tal caso il docente che termina un’ora con la classe in presenza, passa a fare l’ora successiva con la classe a distanza, quindi non ha il tempo di recarsi a casa per il collegamento.
    Scuole con pessima connettività
    Ci sono anche i casi in cui le scuole hanno una pessima connettività e il collegamento per la didattica a distanza da scuola è proebitivo, quindi avere la libertà da parte del docente di scegliere, se ne ha la possibilità, da dove collegarsi è anche una opportunità per la buona qualità della lezione.
    Bisogna anche sottolineare che, in fase di emergenza epidemiologica, lavorare da casa per i docenti, utilizzando la DaD al 100%, è un elemento di sicurezza e contribuisce a limitare i rischi dell’estendersi del contagio.



    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  5. #85
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Didattica a distanza: le lezioni possono essere più corte. Stop dopo 50 minuti


    Lezioni più brevi, intervalli più lunghi. Saranno le scuole a decidere come declinare la didattica a distanza. Lo prevede l’integrazione al contratto dei docenti con la quale si regolarizza e si introduce l’obbligo delle lezioni online almeno fino al 31 gennaio, data fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza. In caso di proroga anche le lezioni online subiranno la stessa sorte. «Proprio mentre tutti gli istituti scolastici superiori si accingono ad entrare in un regime di didattica a distanza per almeno il 75% delle attività – spiega in una nota Anief -, ogni scuola secondaria di secondo grado ha la possibilità di muoversi, entro i limiti delineati da Linee guida e contratto, come più riterrà opportuno il Collegio docenti, di cui si ribadisce il ruolo di assoluta centralità nell’ambito delle migliori strategie didattiche da intraprendere». Fuori di linguaggio tecnico: si potranno ridurre le lezioni di 10-15 minuti, come previsto nelle linee guida, e introdurre le pause che si ritengono adeguate all’età degli studenti.
    L’incontro al ministero
    Per ora il contratto non è in vigore ma il ministero lo ha già trasmesso ai presidi: mancano infatti ancora le firme di Cgil e Snals e solo quando le parti sociali che rappresentano il 51 per cento degli insegnanti avranno dato il loro consenso le norme potranno essere applicate. Per ora hanno firmato Cisl e Anief. Il 28 è previsto un incontro al ministero dell’Istruzione tra sindacati e Azzolina che dovrebbe sciogliere gli ultimi nodi.
    I prof insegnano da casa
    Intanto le nuove norme sull’obbligo di didattica a distanza alle superiori per almeno il 75 per cento delle lezioni ha portato ad alcuni cambiamenti di fatto nelle linee guida. Se infatti era previsto che i docenti facessero comunque lezione da scuola ai ragazzi a casa, molti istituti hanno optato per lasciare a casa anche i professori: le linee internet delle scuole, anche quando rafforzate, sono state previste per un certo numero di collegamenti, non per tutte le classi.


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  6. #86
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Covid Sicilia, didattica in presenza non oltre il 25% e solo in casi particolari




    «Per garantire la continuità didattica a tutti gli studenti degli istituti superiori, ad oggi in Dad al 100 per cento come da ultima ordinanza regionale, i dirigenti scolastici che rilevino la presenza di situazioni di particolare disagio per alcuni allievi od oggettive difficoltà organizzative, potranno consentire un ritorno alla didattica in presenza fino al limite del 25 per cento».
    A dichiararlo l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla, durante la riunione della task-force regionale, e chiairto con una circolare inviata ai Dirigenti scolastici della Sicilia, per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale.
    Come abbiamo comunicato qualche giorno fa, con una circolare del 26 ottobre, il dipartimento regionale della Protezione civile ha introdotto, in raccordo al recente Dpcm che stabilisce per le scuole superiori l’adozione della Dad solo pari al 75% delle attività, alcune indicazioni integrative rispetto all’ordinanza regionale.
    La Regione affida, pertanto, ai dirigenti scolastici la facoltà di gestire un parziale e limitato ritorno all’espletamento delle attività didattiche in presenza, per garantire la prosecuzione del processo formativo a soggetti disabili o in condizione di particolare disagio socio-economico, ovvero per superare difficoltà organizzative dei singoli istituti.
    Il governo Musumeci intende, dunque, preservare la continuità del processo educativo dal possibile isolamento o dall’eventuale esclusione dalle attività scolastiche di soggetti con particolari bisogni educativi o in condizione di particolare disagio, a causa di oggettive difficoltà di ordine personale o familiare, tali da impedire la fruizione a distanza delle lezioni. Pertanto, è stato deciso di consentire, limitatamente alle suddette circostanze e con il limite del 25 per cento, come da Dpcm, il ricorso alla didattica tradizionale, pur sempre in presenza di motivate situazioni.



    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  7. #87
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    L’idea del governo: lezioni da casa anche per gli studenti di terza media


    Il primo passo ufficiale dopo che per una settimana se ne è parlato sottovoce lo ha compiuto ieri sera Palazzo Chigi: la chiusura delle scuole potrebbe non riguardare più soltanto le scuole superiori ma anche le medie. La proposta alla quale sta lavorando il premier è quella di tenere a casa con la didattica a distanza anche gli studenti della terza media, non solo quelli delle superiori per i quali sarebbe in arrivo la sospensione totale delle lezioni. Si procede con il passo del gambero: in totale, se si lascia a casa anche quel 25 per cento di studenti delle superiori che per ora potevano andare in classe e tutte le terze medie, è un altro milione di studenti fuori da scuola. Per le famiglie — deve essere il ragionamento — non un gran trauma perché sono già adolescenti che possono stare a casa al computer da soli: il timore delle proteste dei genitori è per ora un deterrente a misure più drastiche. Per i quattordicenni, che a fine anno dovranno affrontare il primo esame della loro vita scolastica, qualche dispiacere in più ci sarà.
    È per ora un’ipotesi in campo, che rompe però il tabù: nessun studente del primo ciclo fuori dalla classe. E che fa a pugni con il «terremo le scuole aperte finché sarà possibile» del vicesegretario del Pd Andrea Orlando, parole peraltro pronunciate mentre il suo «capo» Nicola Zingaretti stava preparando l’ordinanza per vietare del tutto le lezioni in presenza nelle scuole superiori e gli atenei del Lazio, di cui è governatore. Con la sua, sono 11 le regioni che hanno già alzato bandiera bianca per licei e istituti tecnici e professionali: almeno il 75 per cento diceva l’ultimo Dpcm di lunedì scorso. Ma far funzionare le scuole a motori quasi spenti è risultato un caos. La ministra Lucia Azzolina si sfoga su Facebook dopo una riunione di maggioranza — venerdì sera — in cui si è sentita isolata: «Chiudere le scuole rende il Paese più debole, aumenta le diseguaglianze ed è sinonimo di abbandono scolastico». «La scuola deve essere l’ultima a chiudere, le lezioni a casa per molti studenti vogliono dire non far nulla», protesta Gabriele Toccafondi di Iv. Ma intanto il sistema scolastico rischia il collasso, prima ancora del nuovo Dpcm. Non sono i numeri dei contagi a preoccupare, come ha spiegato venerdì il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, ma la gestione delle quarantene che si moltiplicano anche nelle elementari e medie con le Asl in difficoltà a gestire tamponi e diagnosi e le scuole a garantire una certa continuità delle lezioni.
    Non è un caso che già la settimana scorsa, dopo che il governatore del Veneto Luca Zaia aveva avanzato per la prima volta la proposta di richiudere le scuole, ci sia stato chi ha insistito per chiudere tutto, anche per i più piccoli. Finora lo hanno fatto Campania e Puglia. La Calabria ha rinviato la decisione. Il governatore della Liguria Giovanni Toti conferma che questa mattina tra Regioni e governo si discuterà anche di eventuale chiusura delle scuole. Contro questa ipotesi sono rimaste la ministra Lucia Azzolina e Italia viva con le ministre Bellanova e Bonetti, insolitamente alleate dei sindacati della scuola con i quali hanno concordato che «le classi non si devono chiudere se non come misura estrema», dopo tutto il resto. Lo scontro con il Pd sul tema è invece frontale. Quando venerdì Azzolina ha presentato lo studio di Nature per difendere le aperture, Dario Franceschini le ha risposto che esiste il contesto e «la scuola non è su un altro pianeta» e che in una maggioranza non «è che ognuno difende solo il proprio settore». Ora la decisione è nelle mani di Conte che ha 24 ore per capire se la sua sintesi può funzionare


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  8. #88
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Distribuiti alle scuole gli 85 milioni del decreto Ristori


    La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato ieri il decreto che assegna alle scuole gli 85 milioni di euro per la didattica digitale integrata stanziati dal “Decreto Ristori” nel Consiglio dei Ministri del 27 ottobre scorso. I fondi serviranno agli istituti scolastici per l’acquisto di dispositivi digitali e strumenti per le connessioni da fornire in comodato d’uso agli studenti meno abbienti.
    I fondi
    Gli 85 milioni sono stati distribuiti tenendo conto del numero di alunni di ciascun istituto e dell’indicatore Ocse Escs che consente di individuare le scuole con un contesto di maggiore disagio socio-economico e dove sono meno diffuse le dotazioni digitali. Lo stesso parametro era stato utilizzato a marzo per la distribuzione delle risorse per la didattica digitale previste dal decreto “Cura Italia”. Questo nuovo stanziamento potrà consentire alle scuole l’acquisto, in base alle necessità delle scuole, di oltre 200mila nuovi dispositivi e oltre 100mila connessioni.
    Gli altri interventi
    Da marzo, ricorda una nota del ministero dell’Istruzione, sono stati già 432.330 i dispositivi acquistati e oltre 100mila le connessioni. Ulteriori strumenti saranno resi disponibili attraverso specifici avvisi a valere sulle risorse Pon che consentiranno il noleggio di supporti didattici digitali per questo anno scolastico e grazie anche a un decreto da 3,6 milioni, firmato il 27 ottobre da Azzolina, che garantirà la connessione e, quindi, la didattica digitale integrata, a studentesse e studenti delle scuole di secondo grado che ne sono ancora privi. Si ricorda, infine, che le scuole hanno acquistato device e tecnologie anche con i 331 milioni di euro erogati direttamente agli istituti per la ripartenza di settembre. Le scuole hanno poi in dotazione nei loro laboratori 1,2 milioni di dispositivi che sono stati già messi a disposizione degli studenti durante la prima fase dell’emergenza sanitaria.
    La distribuzione regionale degli 85 milioni:Abruzzo 1.884.794,63 € Basilicata 1.088.222,83 € Calabria 3.595.958,80 € Campania 10.644.051,87 € Emilia Romagna 5.516.393,71 € Friuli 1.597.160,68 € Lazio 7.330.997,89 € Liguria 1.825.017,64 € Lombardia 12.210.621,80 € Marche 2.286.947,32 € Molise 481.312,60 € Piemonte 5.624.162,80 € Puglia 6.695.778,25 € Sardegna 2.808.166,38 € Sicilia 9.097.145,71 € Toscana 4.833.369,38 € Umbria 1.269.978,81 € Veneto 6.209.918,90 €


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  9. #89
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Did al 100%. “Studenti disabili nelle aule deserte”


    Did al 100%. “Studenti disabili nelle aule deserte”: il racconto degli assistenti
    Redattore Sociale del 04/11/2020
    Il Dpcm appena pubblicato estende al 100% la didattica a distanza nelle scuole superiori su tutto il territorio nazionale, ma conferma, anche nelle “zone rosse”, la possibilità di frequenza per gli studenti con disabilità. Ecco cosa sta accadendo
    “Lunedì eravamo tre adulti, tra assistenti e docenti, insieme a cinque studenti con diverse disabilità. I corridoi vuoti, le aule deserte. Altro che scuola, sembrava un centro diurno”. E’ la realtà vista dagli occhi di Andrea, un assistente specialistico a cui quest’anno sono stati affidati tre studenti, presso un istituto tecnico di Roma, di cui due con gravi disturbi relazionali e comportamentali. Oggi Andrea è a scuola, ma l’insegnante di sostegno non c’è quindi i ragazzi sono rimasti a casa, perché “non mi è permesso stare da solo con gli studenti disabili, deve essere presente almeno un docente”, ci spiega. Questa situazione “surreale”, come la descrive, è frutto di una misura che dovrebbe tutelare il diritto all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità: per loro la didattica a distanza è una possibilità, ma la frequenza in presenza deve essere sempre garantita.
    Quegli studenti disabili nelle scuole deserte
    A ribadirlo è oggi l’ultimo Dpcm, firmato stanotte da Conte, che ha esteso al 100% la didattica a distanza nelle scuole superiori su tutto il territorio nazionale, ma conferma, anche nelle “zone rosse”, la possibilità di frequenza per gli studenti con disabilità. Ecco quanto si legge in proposito: “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.
    “E’ una situazione paradossale e di grande confusione – ci spiega Andrea, 40 anni tra due giorni, laureato in Lettere, da 15 anni operatore sociale al fianco di persone con disabilità – I ragazzi disabili hanno la possibilità, confermata dall’ultimo Dpcm, di stare sempre in presenza, ma questo è possibile solo se il docente è presente, perché non possono stare da soli con noi assistenti. E l’insegnante non è sempre presente: i curricolari sono tutti a cassa, in didattica a distanza, mentre i docenti di sostegno a volte ci sono, ma non per tutti i ragazzi, perché alcuni posti non sono ancora stati coperti. Chi non ha l’insegnante di sostegno di fatto non ha la possibilità di venire a scuola, ma personalmente credo che sia meglio per lui: in queste condizioni, con le aule deserte e i soli studenti disabili in classe, la scuola sembra più un centro diurno e parlare d’inclusione è davvero impossibile. Didattica? Neanche a parlarne, in queste condizioni è impossibile, così come è impossibile fare integrazione, che poi sarebbe il nostro compito e il nostro lavoro. La nostra funzione, in un simile contesto, viene decisamente meno. Il lavoro che dovremmo fare è di relazione con la classe: ma se il ragazzo è in classe da solo, che senso ha? Il problema è che molti genitori preferiscono comunque portarli a scuola, anche in queste condizioni, o perché non hanno modo di tenerli a casa, o perché pensano che qui si concentrino maggiormente e partecipino meglio alla didattica digitale. La verità è che passiamo le ore vagando nei corridoi in cerca di connessione, con i ragazzi che ci seguono, senza che possiamo fare con loro né didattica, né integrazione”.
    Andare a casa dei ragazzi non potrebbe essere una soluzione? “No, non è la nostra funzione: noi non siamo assistenti domiciliari e non siamo formati per questo tipo d’intervento. Tanto che a scuola non possiamo stare da soli con i ragazzi. Noi sappiamo e dobbiamo fare inclusione, favorire la partecipazione dei ragazzi con disabilità al lavoro e alle attività dei loro compagni. E questo possiamo farlo a distanza, con il ragazzo collegato da casa e noi da remoto, a interagire tanto con lui quanto con la classe. Alla famiglia dovrebbe piuttosto essere garantito un diverso supporto, anche di tipo domiciliare, che però non possono chiedere a noi. Anzi – conclude Andrea – questa potrebbe e dovrebbe essere l’occasione per definire meglio il nostro profilo professionale e il nostro ruolo, sui quali ancora regna una grande confusione”.
    E’ d’accordo Luana, anche lei assistente specialistica: “Il nostro compito principale è favorire l’inclusione degli studenti disabili con i loro coetanei. La pandemia ci ha trovati spaesati, non sapevamo come far svolgere la didattica a distanza ai nostri ragazzi. Poi, anche grazie alle famiglie, abbiamo trovato il modo di collegarci con loro, sia individualmente sia con la loro classe: anche attraverso lo schermo del computer, siamo riusciti a concludere l’anno bene. Ora la situazione è più critica: il decreto dispone che tutte le superiori debbano fare a didattica a distanza e credo che dovrebbe valere anche per gli studenti disabili: non possiamo farli sentire diversi. A scuola ci sarebbero solo loro: perché far sentire il ragazzo diverso dai suoi compagni?”. L’assistente specialistico a domicilio “non si può fare, soprattutto per un problema di sicurezza: anche io potrei essere fonte di contagio e portarlo in casa dello studente con disabilità. Per me la condizione migliore è fare didattica a distanza per tutti, anche per gli studenti con disabilità, che ormai sono in grado di farlo. Per loro la scuola è stare insieme agli altri compagni di classe: andare a scuola da soli non avrebbe alcun significato”.
    Ricorda M., laureata in Psicologia e assistente specialistica: “L’assistenza specialistica lavora per l’inclusione e l’autonomia del ragazzo. In realtà c’è tanta confusione: noi non dovremmo fare didattica, tanto meno a domicilio, perché cadrebbe l’obiettivo stesso e il senso del nostro ruolo. Certo c’è l’esigenza di sollevare le famiglie in questa situazione, ma è vero che che tanti genitori, comunque, non stanno mandando a scuola i figli con disabilità, perché hanno paura. Chi può, li tiene a casa. E credo che con una didattica a distanza ben pensata e ben realizzata sarebbe la soluzione migliore. La mia piccola esperienza di didattica a distanza con studenti disabile mi ha fatto capire che si può fare, magari poco, ma con tutto, anche con le disabilità più gravi”.

    di Chiara Ludovisi


    Edscuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



  10. #90
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    34,413
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Didattica a distanza, nota Ministero: docenti devono rispettare orario con eventuali recuperi, può essere svolta a casa


    Ministero, ANIEF, CISL e FLCGIL hanno firmato il contratto integrativo per la didattica a distanza. Il Ministero ha divulgato una nota con la quale vengono date indicazioni basandosi sul testo di accordo raggiunto con i sindacati. Non hanno firmato UIL, GILDA, SNALS
    Il testo della nota Ministeriale
    Orario di servizio
    Sulla base dell’articolo 2 il personale docente è tenuto al rispetto del proprio orario di servizio, anche nel caso in cui siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti, con gli eventuali recuperi, e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, nelle modalità previste dal Piano DDI. In particolare, il docente assicura le prestazioni in modalità sincrona al gruppo classe o a gruppi circoscritti di alunni della classe, integrando dette attività in modalità asincrona a completamento dell’orario settimanale di servizio, sulla base di quanto previsto nel Piano DDI. Per la rilevazione delle presenze del personale e degli allievi è utilizzato il registro elettronico (art. 5). Il docente mantiene intatti i diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, che si potranno tenere con le stessa procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza (art. 8). Per quanto concerne le attività funzionali all’insegnamento, è da rimarcare come esse si svolgano secondo il calendario annuale delle attività, che può essere rivisto a seconda delle specifiche situazioni, ma che è strumento organizzativo atto alla garanzia della funzionalità dell’istituzione, nei suoi adempimenti collegiali, da un lato; dall’altro garanzia della programmazione dei tempi di vita dei lavoratori. Si rammenta la necessità, ai sensi dell’articolo 1, comma 9, lettera s) del DPCM 3 novembre 2020, di svolgere le riunioni degli organi collegiali in modalità a distanza, fermo restando quanto disposto all’articolo 22, comma 4, punto c8 del CCNL 2016/18.
    Il docente ha facoltà di introdurre, come peraltro possibile nell’attività didattica svolta in presenza, gli opportuni momenti di pausa nel corso della lezione in DDI, anche in funzione della valorizzazione della capacità di attenzione degli alunni. Tale possibilità è prevista anche nel caso siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti.
    Luogo e strumenti di lavoro
    La dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi collegiali nell’ambito del Piano DDI, adotta, comunque, ogni disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per l’attuazione delle disposizioni normative a tutela della sicurezza e della salute della collettività, nonché per l’erogazione della didattica in DDI, anche autorizzando l’attività non in presenza, e garantendo che la prestazione lavorativa sia comunque erogata. Sui criteri generali di svolgimento dell’attività in DDI da parte dei
    Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
    docenti, all’interno o all’esterno dell’istituzione scolastica, è resa informativa alle RSU.
    Come già più volte ribadito, in subordine alla necessità di garantire la strumentazione adeguata agli alunni, e tenuto conto che il personale di ruolo può usufruire della Carta del docente, è opportuno che le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive ed eventuali necessità motivate del personale docente a tempo determinato, da poter assolvere anche attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza, anche ai sensi di quanto previsto all’articolo 2, comma 1.
    Particolare attenzione è dedicata, secondo quanto disciplinato dall’articolo 1, comma 1, agli alunni con disabilità e più in generale agli alunni con bisogni educativi speciali, dizione entro la quale, giuridicamente, sono compresi non solo gli alunni con disabilità o con disturbo specifico degli apprendimento, ma tutti quegli alunni, anche non certificati, per i quali il diritto all’istruzione passa attraverso l’adozione di particolari misure, volte a superare ostacoli oggettivi all’apprendimento, su cui ha dato indicazioni la Nota Dipartimentale 1990/2020.
    Personale docente in quarantena ovvero in isolamento fiduciario (QSA). Specificazioni.
    Anche in virtù di quanto previsto dall’articolo 4, comma 2 del Decreto 19 ottobre 2020 del Ministro per la pubblica amministrazione, il docente risultato positivo al Covid-19, ove espressamente posto in condizione di malattia certificata risulta impossibilitato allo svolgimento della prestazione lavorativa. Per ogni diversa ipotesi, il decreto richiamato e, in particolare, l’ipotesi di CCNI, all’articolo 1, comma 3, disciplinano la prestazione lavorativa a distanza, sempre da correlarsi alla condizione della classe o delle classi di cui il docente medesimo è titolare e alle possibilità organizzative delle istituzioni scolastiche, da verificare, da parte del dirigente scolastico, in riferimento alle situazioni effettive. Il dirigente scolastico, in presenza di difficoltà organizzative personali o familiari del docente in quarantena o isolamento fiduciario, ne favorirà il superamento anche attraverso la concessione in comodato d’uso della necessaria strumentazione tecnologica.


    Orizzontescuola
    "L'esperienza è maestra di vita"



Pagina 9 di 11 PrimaPrima ... 7891011 UltimaUltima

Informazioni Discussione

Utenti che Stanno Visualizzando Questa Discussione

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •