Sono diverse le gare che hanno lasciato il segno nei giorni più "caldi" d'agosto

Tra le tradizioni oramai perdute nella Formula Uno contemporanea figura anche la mancanza di gare nella settimana di Ferragosto.
Sono stati diversi infatti i GP disputati nei giorni focali di agosto, che hanno regalato emozioni e colpi di scena. Tra i quali figura la prima storica (e unica) affermazione di Vittorio Brambilla nell’edizione 1975 del Gran Premio d’Austria. Un successo festeggiato letteralmente con il botto da parte del “Gorilla di Monza” che andò a sbattere, complice l’asfalto reso viscido dalla pioggia, contro le barriere poste sul rettifilo principale dopo essere transitato sotto la bandiera a scacchi.
Il vecchio tracciato dell’Österreichring ha celebrato anche il primo trionfo di un altro italiano, Elio De Angelis, che ebbe la meglio al fotofinish sulla Williams del futuro campione del mondo Keke Rosberg: un’immagine che ha fatto storia.
Da Spielberg a Budapest, dove il 13 agosto 1989 Nigel Mansell si rese protagonista – nonostante l’estrema tortuosità dell’Hungaroring – di una straordinaria rimonta dalla dodicesima posizione culminata con il lesto sorpasso ai danni di Ayrton Senna, impegnato nel doppiaggio della Onyx di Stefan Johansson, che consentì così al britannico di salire sul gradino più alto del podio.
Il nome del Leone d’Inghilterra è legato al tracciato magiaro anche per la conquista del suo unico titolo arrivato al termine del GP d’Ungheria 1992, con la matematica certezza dell’iride che giunse a cinque gare dalla conclusione della stagione. Campionato che vide Mansell assoluto protagonista a bordo della Williams FW14B, come avvenne nel 2001 con la Ferrari e Michael Schumacher.
Il tedesco infatti chiuse la pratica iridata all’Hungaroring il 19 agosto 2001, centrando il suo quarto titolo ed eguagliando una leggenda come Alain Prost a quota 51 successi nel Circus. In terra magiara la Rossa festeggiò anche il Mondiale costruttori nel 2002 e 2004.
Proprio sulla pista ungherese, il 16 agosto 1998, Schumi ottenne quella che viene considerata una delle sue vittorie più belle. Il Kaiser, supportato dalla sua classe cristallina e dalla lungimiranza dell’allora direttore tecnico della Ferrari Ross Brawn, disputò un terzo stint di gara (lungo 14 giri) in modalità qualifica rientrando in pista davanti alla McLaren di David Coulthard.
Un autentico capolavoro che solo Schumacher poteva realizzare, in quella che resterà negli annali come la gara perfetta.


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