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Discussione: Supplenze, boom da settembre. Anief: in ruolo anche da graduatorie di istituto

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    Predefinito Supplenze, boom da settembre. Anief: in ruolo anche da graduatorie di istituto

    Anief – Il problema delle cattedre scoperte, lanciato dall’Anief per l’anno scolastico in arrivo, si sta sempre più concretizzando: ci sono alcune regioni dove i dirigenti scolastici o i presidi reggenti saranno costretti ad affidare miriadi di posti liberi a docenti non abilitati e persino senza esperienza.
    Soprattutto al Nord, dove la vacanza di posti è maggiore e quest’anno si è acuita per via dell’incremento di pensionamenti legato all’anticipo permesso da Quota 100, si prevede un massiccio ricorso agli aspiranti docenti individuati con la sola “messa a disposizione”.
    Marcello Pacifico (Anief): “Quello che sta commettendo l’amministrazione scolastica è uno degli errori più gravi degli ultimi anni: rinunciare ad assumere da graduatoria ad esaurimento o d’istituto qualora le GaE fossero esaurite, e impedire a chi si è imposto nei concorsi ordinari di spostarsi di regione, porterà ad avere una cattedra su cinque su supplenza annuale. Creare i presupposti per non assegnare le cattedre vacanti a chi ha investito tanto nella scuola, facendosi abilitare all’insegnamento e coprendo per anni i tanti posti vuoti, si ritorcerà contro l’organizzazione del sistema scolastico italiano”.
    Uno dei quadri più gravi e certificati è quello della Lombardia, dove, dopo gli esiti della mobilità, per il prossimo anno scolastico, scrive La Repubblica, si prospetta il record di posti vacanti: oltre 15mila con un incremento rispetto all’anno appena archiviato del 34 per cento, cui occorrerà sommare quelle libere per un solo anno. In alcune graduatorie da tempo non vi sono più docenti precari candidati. In particolare, è seria la situazione per il sostegno, dove vi sono pochi specializzati, ed è allarmante per l’insegnamento di materia fondamentali, come italiano e matematica. Il rischio è che, esaurite tutte le graduatorie con le nomine in ruolo e le supplenze annuali, molte cattedre non saranno coperte per mancanza di docenti in diverse discipline.
    Perché a sentire il Ministero dell’Istruzione i posti liberi sarebbero appena 64 mila, ma in realtà risultano oltre il doppio: perché, pur di fare cassa, lo Stato continua a tenerne nascoste oltre 50 mila su sostegno e molte altre. Inoltre, persiste il problema delle graduatorie ad esaurimento che si aggiornavano ogni anno, mentre poi per legge è stato spostato ogni quattro anni, creando problemi di permanenza in province dove può non esserci bisogno di docenti e non permettendo di spostarsi dove c’è esigenza.
    “Tutto questo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ha portato a delle liste di attesa assurde: oltre 100mila persone abilitate nella secondaria di primo e secondo grado e oltre 50 mila diplomati magistrale abilitati che non sono ancora riusciti a inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento. E i precedenti ci dicono che la soluzione non è di certo nei concorsi straordinari, che tra l’altro si realizzeranno anche con tempi lunghi. Per non parlare del sostegno, che anziché migliorare si rischia di rendere ancora più macchinoso di oggi”.
    Anief, pertanto, torna a chiedere con forza l’approvazione di un decreto urgente, che permetta l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e Graduatorie regionali di merito del concorso 2018, anche ovviamente degli idonei, oltre che dei docenti abilitati dalle GaE e dei precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto.



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    Supplenze, segnalati errori per le graduatorie di prima fascia su Istanze Online


    Con l’attenzione puntata sulle immissioni in ruolo, tra poco è attesa la circolare annuale sulle supplenze, che vedrà proprio quest’anno un vero e proprio boom, segnaliamo alcune anomalie su Istanze Online che stanno coinvolgendo alcuni docenti.
    Supplenze scuola: problemi con Istanze Online
    Nello specifico, riportiamo la segnalazione di una lettrice che ci ha scritto: Ho inoltrato domanda di inclusione nella prima fascia di graduatorie tramite modello B “Graduatorie di circolo e d’istituto del personale docente per gli aa.ss. 2019/2010, 2020/2021 e 2021/2022 – modello di scelta delle istituzioni scolastiche”, inserendo dieci nuove istituzioni scolastiche ed esprimendo richiesta per le supplenze fino a 10 giorni in merito a cinque scuole. Tuttavia, nella visualizzazione del modello B su Istanze Online, tali modalità di interpello non sono espresse ed è riportato “No” alla voce “Supplenze fino a 10 giorni” in merito a tutte e dieci le istituzioni scolastiche scelte. Per avere certezza che si tratti di errori che dipendono dalla piattaforma, ho controllato il formato pdf protocollato del modello B, ed è compilato correttamente secondo quanto ho richiesto“.
    Ma non solo: la lettrice riferisce inoltre, che alla voce “Valida dalla fascia” compare “0” rispettivamente ad ogni istituzione scolastica e non “1” (la mia fascia di appartenenza). In merito a quest’ultimo punto, qualche sindacalista ha teorizzato che, probabilmente, lo zero appare a chi ha modificato le scuole, ma non vi è alcuna certezza a riguardo. Non mi è possibile neanche aggiornare la mia email, sulla medesima piattaforma: infatti, nonostante sia ricorsa alla funzione apposita, mi compare sempre la vecchia email. Ho avuto modo di riscontrare che questi errori sono comuni a molti miei colleghi. L’Usp non ha risposte in merito e demanda la questione alle scuole, le scuole ugualmente, la demandano agli Usp di competenza“.
    Pertanto, ci troviamo di fronte ad alcuni problemi che potrebbero causare intoppi al procedimento di assegnazione delle supplenze. E come si evince dal racconto della lettrice, l’errore di Istanze Online sembra comparire anche ad altri colleghi.
    Forse si tratta di un problema momentaneo, ma è bene che il Miur si adoperi per risolvere il tutto al più presto, per non penalizzare i precari.
    Ricordiamo che la finestra relativa alla scelta delle sedi per le graduatorie di istituto di prima fascia si è chiusa infatti il 29 luglio.
    Entro quella data, gli interessati potevano richiedere un massimo di 20 scuole, appartenenti alla stessa provincia, con il limite, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, di 10 istituzioni di cui, al massimo, 2 circoli didattici.
    Nell’ambito del numero delle scuole prescelte per l’inclusione nelle graduatorie di scuola dell’infanzia e primaria, gli aspiranti potevano richiedere, secondo le apposite modalità previste nel Modello B, un massimo di 7 istituzioni scolastiche, col limite di 2 circoli didattici, in cui essere chiamati con priorità, con le particolari e celeri modalità d’interpello nei casi di supplenze brevi sino a 10 giorni.
    Secondo quanto previsto dall’art. 6 comma 2 del presente DM, l’aspirante poteva derogare al limite dei 2 circoli didattici nei casi in cui la provincia interessata figuri fra quelle che hanno disposto in tal senso, consultando, a tal fine, l’apposito elenco.

    Il decreto Miur (CLICCA QUI)


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  4. #3
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    Supplenze, come inviare la domanda di messa a disposizione. Scarica il modello [PDF]


    C’è attesa per la circolare sulle supplenze, che, come abbiamo anticipato in un precedente articolo, potrebbe avere un capitolo più corposo per quanto riguarda la domanda di messa a disposizione (MAD).
    Infatti, considerato il numero di supplenze previste quest’anno, che potrebbero superare i 150 mila posti, nel caso di esaurimento anche delle graduatorie di istituto i dirigenti scolastici possono attingere dalla lista dei docenti disponibili ad assumere supplenze temporanee. Arrivano tantissime domande in redazione su questo tema: “Cos’è la messa a disposizione?”, “Come si deve inviare?”
    Supplenze, ecco chi può inviare la messa a disposizione (MAD)
    Generalmente, ad inviare la domanda di messa a disposizione sono i laureati non abilitati, ovvero possono dare la propria disponibilità a coprire eventuali posti vacanti in qualità di supplenti tramite una semplice istanza da inviare alle scuole.
    Infatti, la messa a disposizione, non è altro che una candidatura spontanea al fine di essere chiamati per sostituzioni, supplenze di breve durata e corsi di recupero.
    Supplenze scuola, come presentare la MAD?
    La domanda di Messa a disposizione (MAD) deve essere redatta in modo formale e contenere i dati importanti del docente e può essere inviata alle scuole tramite:
    – PEC
    – Fax
    – Raccomandata A/R
    – Brevi manu
    Bisogna però fare attenzione: la domanda per essere valida, deve essere inoltrata presso la sede dove è presente il dirigente scolastico e non alle sedi succursali o distaccate in cui lo stesso è reggente.
    Inoltre, per scrivere una MAD efficace, è bene indicare con precisione i dati anagrafici, i titoli conseguiti e le esperienze eventuali maturate a scuola, oltre ovviamente ad indicare la classe di concorso.
    Inoltre, consigliamo sempre di allegare alla MAD un CV formato europeo più altre eventuali certificazioni.
    Messa a disposizione per le supplenze, dove inviare la domanda
    Per rispondere alla domanda “in quale regione o provincia conviene inviare la MAD”, rispondiamo che, in base a quanto ci risulta, al Nord sono molte le richieste di supplenze, specie in Piemonte, Lombardia e Veneto, ma non possiamo certo affermare che in quei territori è decisamente scontato ottenere una supplenza. Si tratta solo di indicazioni di massima, nessuna certezza.
    Supplenze, quante MAD possono inviare?
    C’è anche un’altra domanda: “quante MAD posso inviare?” La risposta è semplice: non esiste alcun limite di invio. Infatti, la nota MIUR n.1027/2009, ripresa anche dell’USP di Bari, ricorda che “la presentazione di tali istanze informali da parte di aspiranti, sia presenti in graduatorie di altra provincia che del tutto assenti, per non essere esplicitamente vietata dalle disposizioni vigenti né in alcun modo sanzionata, costituisce un semplice segnale di disponibilità per il quale non c’è alcun obbligo di presa in considerazione né di redazione di altra graduatoria da parte della scuola, rappresentando una semplice possibilità insieme ad eventuali altre, per la risoluzione eccezionale del problema del reperimento del supplente”.
    Ciò vuol dire che chi è interessato a supplenze o corsi di recupero estivi, può inoltrare le domande di messa a disposizione senza alcuna limitazione.
    Tuttavia le ultime circolari ministeriali sulle supplenze hanno espressamente posto un limite per gli specializzati sul sostegno: questi insegnanti possono inviare la domanda di messa a disposizione MAD per supplenze sui posti di sostegno, soltanto se non sono iscritti nelle graduatorie di istituto.
    Al contrario, per i posti comuni, non vi è alcun limite se il candidato dovesse essere iscritto nelle graduatorie di istituto.

    FACSIMILE DEL MODELLO DI DOMANDA PER LA MESSA A DISPOSIZIONE
    Alleghiamo a questo articolo un facsimile per presentare tramite posta certificata l’istanza di messa a disposizione per ottenere una supplenza tramite MAD.
    DOMANDA DI MESSA A DISPOSIZIONE


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    Supplenze, per gli Itp depennamento dalla seconda fascia o contratto con riserva


    Come abbiamo visto, è stata pubblicata la circolare annuale sulle supplenze 2019/2020, che ricalca il regolamento sulle supplenze del 2007, per esattezza il D.M. n. 131 del 13 giugno 2007.
    C’è un aspetto molto importante a cui la circolare dedica un paragrafo specifico, ovvero quello relativo agli insegnanti tecnico pratici (Itp). Come sappiamo, infatti, le recenti sentenze n. 4503 e n. 4507 del 2018, con le quali il Consiglio di Stato hanno affermato che «non può ritenersi che il diploma Itp abbia valore abilitante» e «non sussistono, pertanto, i presupposti giuridici […] perché gli insegnanti in possesso del diploma in esame abbiano diritto all’iscrizione nelle seconde fasce nelle graduatorie di circolo e di istituto di seconda fascia.»
    Supplenze scuola, cosa accade per gli ITP
    Pertanto, l’amministrazione ha disposto che dovrà in primo luogo essere disposta l’esclusione dalle seconde fasce delle graduatorie d’istituto dei soli insegnanti tecnico pratici destinatari di tali sentenze o di altre analoghe, che erano stati inseriti in II fascia con riserva, per il venir meno dei requisiti presupposti.
    Invece, l’inserimento dovrà avvenire con riserva nel caso di provvedimenti di carattere cautelare o di sentenze non definitive.
    Nei casi di decisioni giudiziali non più impugnabili (sentenze passate in giudicato), si dovrà
    ovviamente confermare l’inserimento in II fascia delle G.I. “pleno iure”, quindi in via definitiva.
    Ancora: si dovrà procedere all’inserimento nelle seconde fasce di insegnanti tecnico pratici, solo in esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali.
    Potrà quindi accadere che le istituzioni scolastiche interessate debbano conferire incarichi a tempo determinato agli insegnanti tecnico pratici in questione. In questa circostanza, occorre che il relativo contratto di lavoro a tempo determinato sia corredato da apposita clausola risolutiva espressa, che lo condiziona alla definizione del giudizio.
    Itp, possono iscriversi in terza fascia
    Tuttavia, la circolare ricorda che gli insegnanti tecnico pratici sono legittimati a trovarsi nelle graduatorie di terza fascia, così come hanno confermato le recenti sentenza del Consiglio di Stato, confermando la piena legittimità della previsione di cui all’art. 2 del D.M. 374/2017, secondo cui l’inserimento in seconda fascia è riservato agli aspiranti in possesso di abilitazione all’insegnamento.


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    Nomine last minute di Bussetti, Fioramonti le azzera




    Il Ministro Lorenzo Fioramonti ha azzerato le nomine last minute presentate dal predecessore Bussetti a pochi giorni dalla fine del mandato. Al Miur si parla di “organizzazione diversa, più lineare”.
    La riorganizzazione voluta da Bussetti in realtà era stata avviata già dal mese di aprile, in pieno governo gialloverde. Vi era però un particolare: lo stesso Ministro aveva emanato un decreto in cui si diceva che in caso di conflitto di interesse le nomine sarebbero state conferite non da lui ma dal Capo Dipartimento.
    Le nomine, arrivate poi a fine agosto, sono state bloccate dalla Corte dei Conti per il controllo di legittimità.
    “Non è però la tempistica a venire contestata – scriveva il Secolo XIX – sebbene il documento sia arrivato alle 18.36 del 14 agosto, con il governo già in piena crisi – spiegano dalla Corte dei Conti – bensì la procedura e, in alcuni casi, la mancanza di requisiti a ricoprire gli incarichi di alcuni dei dirigenti indicati dal ministro che, per non incorrere in profili di conflitto di interesse, ha fatto firmare alcune delle nomine al suo capo dipartimento”.
    Il Ministro Fioramonti – riferisce il Fatto Quotidiano – ha azzerato tutto. E’ in arrivo una nuova riorganizzazione, nel frattempo la vecchia è congelata.



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    Supplenze ITP con riserva: no da prima fascia istituto, sì da seconda




    Supplenze a.s. 2019/20: a dare spiegazione di questa interpretazione è l’Ufficio Scolastico di Milano, che risponde così a numerosi quesiti pervenuti.
    Graduatorie Istituto I fascia
    Considerato che la I fascia delle graduatorie di Istituto è la trasposizione delle graduatorie provinciali ad esaurimento, ai docenti ITP inseriti con riserva nella I fascia delle graduatorie di istituto non possono essere
    conferiti, da parte dei Dirigenti scolatici, contratti a tempo determinato.
    Nelle ordinanze cautelari a loro destinate, infatti, è disposto solo l’inserimento nelle GAE, ma NON la possibilità di sottoscrivere contratti a tempo indeterminato o determinato in attesa del giudizio di merito.
    Graduatorie di istituto II fascia
    Si ribadisce, che nella II fascia delle Graduatorie di istituto possono essere inseriti con riserva, i soli diplomati ITP destinatari di provvedimenti giurisdizionali a loro favorevoli.
    Tale disposizione è contemplata nell’annuale circolare sulle supplenze del 28 agosto 2019: ai docenti I.T.P. inseriti in II fascia con riserva possono essere conferiti contratti a tempo determinato da parte dei Dirigenti Scolastici con apposizione di “clausola risolutiva condizionata alla definizione nel merito del contenzioso pendente”.
    Va precisato che su una analoga questione, riguardante i diplomati magistrale, si è espresso poche settimane fa il Miur. Con apposita nota è stato dato il via libera alla stipula dei contratti da GaE o prima fascia di istituto, sempre con riserva. Evidentemente l’ufficio Scolastico ritiene che la gestione delle supplenze ITP non possa essere assimilata a quella dei colleghi diplomati magistrale.



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    Accordo sui precari: concorso con le crocette e porte aperte a chi prende 7


    Una sola prova a crocette, una serie di quiz a risposta multipla. Poi un anno in cattedra in prova ed un esame finale preparando una lezione simulata: così 24 mila supplenti diventeranno professori di ruolo. Devono aver, in passato, insegnato per almeno tre anni pur non avendo i requisiti di abilitazione in una scuola statale.
    L’accordo
    E’ l’accordo trovato ieri sera tra il ministro Lorenzo Fioramonti e i sindacati che verrà trasformato in un decreto legge che, forse già giovedì, arriverà in consiglio dei ministri: si tratta del primo atto ufficiale per poter far partire tre concorsi per assumere ben 65 mila insegnanti. Grazie alla soluzione semplificata trovata per i precari, potrà essere bandito anche il concorso ordinario, aperto ai neolaureati per altri 24-25 mila posti: un concorso vero con prova preselettiva, scritto e orale. Lunedì intanto il consiglio dei ministri nella nota al Def ha annunciato anche che ci sarà l’atteso concorso per maestri e maestre di materne ed elementari entro la fine dell’anno per circa 17 mila posti.
    Gli idonei
    Difficile dire se il concorso straordinario che sblocca la questione dei precari sarà l’ultimo facilitato per sanare situazioni di fatto. Lo si era pensato già tre anni fa con il concorso-sanatoria del 2016. Gli aspiranti prof che potranno accedere a questa prova a quiz sono circa 55 mila. E nell’accordo, oltre ai vincitori si fa spazio ad una nuova categoria di supplenti di serie A: si prevede infatti che chi avrà comunque avuto il punteggio minimo di 7/10 anche se non rientra nei 24 mila da assumere, potrà ottenere l’abilitazione con un anno di insegnamento (serve un contratto annuale) e un corso universitario a spese dello Stato. Così potrà finire nelle graduatorie di seconda fascia e chissà se in futuro potrà beneficiare di un altro concorso ad hoc. Molto dipenderà dai posti disponibili, dall’emergenza supplenti che quest’anno ha raggiunto livelli impensabili nelle regioni del Nord. Per contribuire a ridistribuire gli insegnati nelle regioni dove servono, nell’accordo è prevista la possibilità per i vincitori dei concorsi del 2016 e del 2018 di cambiare provincia.
    Tfa o Pas?
    Resta esclusa dall’accordo la questione di come riordinare l’accesso alla professione, così come il destino degli insegnanti delle paritarie: sarà trattata in un disegno di legge a parte da approvare insieme alla legge di Bilancio «al fine – si legge nella nota al Def – di garantire una maggior funzionalità e qualità del sistema nazionale di istruzione e formazione»: l’ipotesi più probabile è che si rimodulino i tirocini formativi attivi (Tfa), un anno di studio universitario e attività in classe dopo aver passato una selezione iniziale, anche se i sindacati premono per continuare anche con i Pas, percorsi speciali molto meno selettivi. Sarà comunque una nuova partita.
    Diplomati magistrali
    Così come si discuterà a parte, a cominciare dai prossimi giorni, del destino delle maestre senza laurea, che erano state messe in cattedra provvisoriamente e che invece ora rischiano di perdere il posto perché il Consiglio di Stato ha stabilito che senza laurea non di può più insegnare: i sindacati sperano in una soluzione giuridica. «E’ una buona intesa, che apre un cammino positivo che ci permetterà di strutturare anche altri interventi per migliorare la scuola, a partire dalla valorizzazione degli insegnanti», ha commentato Maddalena Gissi della Cisl.
    Il decreto
    I dettagli di questa maxi-tornata di concorsi saranno contenuti nel decreto legge. Difficile però che, anche se il ministro ha promesso che i bandi ci sarnano entro la fine dell’anno, i professori del concorso ordinario possano essere in cattedra già l’anno prossimo. Ci saranno comunque, lo ha spiegato ieri sera il ministro Fioramonti «almeno 24 mila nuovi prof del concorso straordinario».


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