Pagina 5 di 5 PrimaPrima ... 345
Risultati da 41 a 47 di 47

Discussione: Assenze per malattia insegnanti e Ata con contratto fino ad avente diritto: quali regole?

  1. #41
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Visite fiscali, le fasce di reperibilità e la documentazione


    Specie i neoassunti (ma non solo) ci chiedono chiarimenti in merito alle visite fiscali. Proviamo a riassumere tutte le indicazioni per quanto riguarda le fasce di reperibilità e tutta la documentazione necessaria che riguarda le assenze per malattia.
    Visite mediche di controllo datoriali e d’ufficio: ambito di applicazione
    La normativa del Polo Unico, riporta anche la Flc Cgil, si riferisce espressamente al controllo sugli eventi di “malattia comune” dei lavoratori.
    La normativa non riguarda in alcun modo altre fattispecie di assenza dei lavoratori medesimi. Pertanto sono escluse le assenze per:
    In mezzo alla notizia
    malattia figlio
    interdizione anticipata per gravidanza
    inidoneità temporanea a mansione, accertata dalla Commissione Medica Ospedaliera (CMO) operante presso le Autorità sanitarie locali o da commissioni di seconda istanza
    accertamento sanitario per incapacità temporanea a testimoniare o per altri scopi connessi con il procedimento giudiziario, ecc.
    Visite d’ufficio
    Il messaggio 1399 del 29 marzo 2018 dell’INPS chiarisce che:
    il datore di lavoro pubblico non deve più richiedere la visita ambulatoriale nel caso in cui il lavoratore venga trovato assente in occasione dell’accertamento medico legale domiciliare. In tali ipotesi, infatti, l’accertamento ambulatoriale viene disposto d’ufficio al fine di consentire la verifica dell’effettiva sussistenza dello stato morboso.
    le visite mediche di controllo vengono disposte anche d’ufficio dall’Istituto sulla base delle proprie valutazioni effettuate mediante l’ausilio delle procedure informatiche.
    Visualizzazione esiti visite
    Inoltre, è consentita ai datori di lavoro pubblici, tramite il sito web dell’INPS, la visualizzazione degli esiti sia delle visite richieste tramite Portale sia di quelle d’ufficio eventualmente effettuate nei confronti dei propri dipendenti.
    Certificati cartacei
    Invece, bisogna sottolineare come il Dlgs 75/2017 non ha cambiato nulla in merito alla gestione della certificazione trasmessa in modalità cartacea, che rimane comunque di competenza delle Pubbliche Amministrazioni interessate.
    Pertanto eventuali certificati cartacei di malattia dei lavoratori pubblici non devono essere trasmessi all’INPS, ma unicamente al proprio datore di lavoro pubblico cui competono, per espressa previsione normativa (art. 55-septies, comma 1, del DLgs 165/2001) i controlli circa la loro validità.
    Gestione reperibilità e assenza del lavoratore: ecco cosa fare
    Il decreto 206 del 17 ottobre 2017, ha confermato le vigenti fasce orarie di reperibilità per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che rimangono fissate nei seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 di tutti i giorni lavorativi e festivi.
    Il dipendente pubblico, nel nostro caso il lavoratore della scuola, qualora dovesse assentarsi dal proprio domicilio (ad esempio, per visita medica o altri giustificati motivi), è tenuto ad avvisare unicamente la propria amministrazione, la quale provvede a trasmettere l’informazione con ogni possibile sollecitudine all’INPS, utilizzando una delle seguenti modalità:
    inviando un’email alla casella medicolegale.nomesede@inps.it
    inviando specifica comunicazione al numero di fax indicato dalla struttura territoriale di riferimento
    rivolgendosi al Contact center.
    Tali modalità si utilizzano anche per i casi in cui il lavoratore abbia necessità di cambiare domicilio in corso di prognosi.
    Documentazione relativa all’assenza del lavoratore a visita medica di controllo domiciliare
    La documentazione può essere prodotta all’Inps in occasione della visita medica ambulatoriale (o spedita, se nel frattempo vi è stato il rientro al lavoro) per consentire, se di tipo sanitario, la valutazione tecnica a cura degli Uffici medico legali dell’Istituto.
    A tal fine l’INPS ricorda che:
    è di esclusiva competenza dell’amministrazione pubblica di appartenenza la valutazione delle giustificazioni di assenza del dipendente dal domicilio quando tali valutazioni richiedano competenze di tipo amministrativo
    è previsto l’esame delle giustificazioni, da parte dell’Ufficio medico legale dell’INPS territorialmente competente, qualora queste abbiano carattere prettamente sanitario.
    Visita medica di controllo ambulatoriale a seguito di assenza da visita medica di controllo domiciliare
    L’ufficio medico legale procede alla compilazione dell’apposito modello “Visita medica di controllo ambulatoriale” riguardo alla competenza amministrativa o al giudizio medico legale sulla giustificabilità dell’assenza a visita medica domiciliare.
    In particolare il medico incaricato:
    nel caso in cui il lavoratore produca documentazione di tipo amministrativo o produca documentazione di tipo sanitario dal cui esame non si possa concludere per la giustificabilità dell’assenza (ad esempio, nel caso di visita medica o esame specialistico che non rivesta carattere d’urgenza) o non produce alcun documento giustificativo, il medico dovrà valorizzare nel suddetto modello il campo “Competenza amministrativa” e inserire nelle note il rinvio al parere della P.A. di appartenenza, senza fare alcun riferimento allo stato di salute del lavoratore
    nel caso in cui il lavoratore produca documenti giustificativi sanitari, il cui esame consente di concludere per la giustificabilità dell’assenza dal domicilio, il medico valorizzerà nel modello il campo “sì” della sezione “Assenza giustificabile” senza fare alcun riferimento allo stato di salute del lavoratore.
    Gli Uffici Inps, quindi, trattengono un originale dei pareri di giustificabilità rilasciati.
    La copia del modello con relative annotazioni viene rilasciato al lavoratore. Lo stesso lavoratore consegna al proprio datore di lavoro una ulteriore copia del modello.
    Assenza del lavoratore a visita medica di controllo ambulatoriale, invio documentazione da parte del lavoratore
    Nel caso in cui il lavoratore provveda a trasmettere i giustificativi a mezzo posta, l’Ufficio medico legale non è tenuto a procedere d’ufficio all’esame degli stessi, ma solo a fronte di esplicita richiesta del datore di lavoro pubblico; l’Ufficio medico legale registra, invece, come di consueto, l’assenza del lavoratore alla visita ambulatoriale.
    Si badi bene che sarà comunque il datore di lavoro l’unico soggetto competente a giustificare il lavoratore e può tener conto, ai fini del provvedimento da assumere anche di eventuali altri fatti e atti di cui è a conoscenza.
    Visite mediche di controllo per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale
    L’INPS specifica inoltre che non effettua accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale di competenza esclusiva dell’Inail, ai sensi dell’articolo 12 della legge 67/1988.





    tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  2. # ADS
    GbcNet Ads Circuit advertisement
    Data Registrazione
    Always
    Messaggi
    Many
     
  3. #42
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Esonero visita fiscale con invalidità al 74%, è possibile?





    Esonero visita fiscale, quando è possibile e con quale invalidità? Tutte le informazioni utili, analizzando nel dettaglio le patologie che ne danno diritto.
    Buonasera, sono una docente con invalidità al 74% a causa di una patologia (miastenia gravis). Se prendo malattia a causa della mia patologia sono esonerata dalla visita fiscale? Quale normativa devo sottoporre all attenzione del mio medico di base? Lo chiedo perché la mia dottoressa mi disse che non ho diritto all esonero ma data l’invalidità mi sembra strano e vorrei chiarimenti. Grazie
    L’esonero della visita fiscale, è previsto per tre categorie, ed esattamente:
    patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
    stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.
    Visita fiscale e invalidità al 74%
    Per l’esonero della visita fiscale non basta solo il grado di invalidità superiore o uguale al 67%. Le tipologie di invalidità, che il medico può ritrovare nella documentazione da dover esaminare e conservare a supporto della prescrizione di esonero, sono le seguenti:

    • l’invalidità civile, cecità civile e sordità civile;
    • l’invalidità del lavoro – tecnopatica e infortunistica – accertata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti;
    • l’invalidità ordinaria previdenziale dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) in base alle disposizioni vigenti;
    • l’invalidità di guerra, civili di guerra e per servizio con minorazioni ascritte a categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.


    Mentre le prime due tipologie sono tabellate e nella valutazione prevedono l’assegnazione di una percentuale di minus al verificarsi del rischio, la terza prevede il cut-off dei 2/3 e la quarta ascrivibilità a range categoriali.
    Patologie esenti
    Dal 13 gennaio 2018, per effetto del decreto Madia, sono state riformate le percentuali di invalidità, la percentuale che ne dà diritto è pari o superiore al 67% sia per i dipendenti pubblici che privati.
    L’elenco stati patologici invalidità INPS senza obbligo visite fiscali e dal rispettare le fasce per la visita medica di controllo da parte del datore di lavoro o INPS, sono:


    • Sindromi vascolari acute con interessamento sistemico;
    • emorragie severe /infarti d’organo;
    • coagulazione intravascolare disseminata e condizioni di shock – stati vegetativi di qualsiasi etiologia;
    • insufficienza renale acuta;
    • insufficienza respiratoria acuta anche su base infettiva (polmoniti e broncopolmoniti severe, ascesso polmonare, sovrainfezioni di bronchiectasie congenite, fibrosi cistica);
    • insufficienza miocardica acuta su base elettrica (gravi aritmie acute);
    • ischemica (infarto acuto), meccanica (defaillance acuta di pompa) e versamenti pericardici;
    • cirrosi epatica nelle fasi di scompenso acuto;
    • gravi infezioni sistemiche fra cui aids conclamato;
    • intossicazioni acute ad interessamento sistemico anche di natura;
    • professionale o infortunistica non Inail (arsenico, cianuro, acquaragia, ammoniaca, insetticidi, farmaci, monossido di carbonio, etc.);
    • ipertensione Liquorale Endocranica Acuta;
    • malattie dismetaboliche in fase di scompenso acuto;
    • malattie psichiatriche in fase di scompenso acuto e/o in tso;
    • neoplasie maligne, in trattamento chirurgico e neoadiuvante chemioterapico antiblastico e/o sue complicanze;
    • trattamento radioterapico;
    • sindrome maligna da neurolettici;
    • trapianti di organi vitali;
    • altre malattie acute con compromissione sistemica (a tipo pancreatite, mediastinite, encefalite, meningite, ect…) per il solo periodo convalescenziale;
    • quadri sindromici a compromissione severa sistemica secondari a terapie o trattamenti diversi (a tipo trattamento interferonico, trasfusionale).




    Maestenia: tra le malattie rare
    Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del D. L. 30.12.1992, n. 502” – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 ed entrato in vigore il 19 marzo 2017 – sono stati approvati i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.), cioè il complesso delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale assicura attraverso le risorse finanziarie pubbliche.
    Con i nuovi LEA, le malattie, già croniche esenti, sono state spostate nell’elenco aggiornato delle Malattie Rare esenti (allegato 7 al DPCM 12.01.2017):
    RFG101 – Miastenia Gravs
    RM0120 – Sclerosi Sistemica Progressiva
    Conclusione
    La Miastenia Gravis, anche se è stata riconosciuta una malattia rara, non è riportata nell’elenco delle patologie esenti per l’esonero della visita fiscale e delle fasce di reperibilità.


    Orizzontescuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  4. #43
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Assenze per malattia, il codice E nei certificati non esonera dalla visita fiscale



    L’INPS ha risposto alle molte segnalazioni di lavoratori che stanno chiedendo ai propri medici curanti di apporre il codice “E” nei certificati al fine di ottenere l’esenzione dal controllo.
    Con un comunicato del 23 ottobre, l’INPS fa sapere che le norme vigenti non prevedono l’esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità; pertanto il controllo concordato è sempre possibile.
    In secondo luogo, il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni” previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità.Nel caso dei dipendenti pubblici, compreso il personale della Scuola, le previsioni sono contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206:

    • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
    • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.


    Soltanto in questi casi, la segnalazione da parte del medico curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta successivamente, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.
    In merito al codice “E”, l’INPS chiarisce che si tratta di un codice a esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime.
    Di conseguenza, ogni eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione “Codice E” non può produce alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità.



    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  5. #44
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Visite fiscali: cosa succede se l’indirizzo di reperibilità è sbagliato?


    Cosa succede se il medico curante sbaglia a indicare, nel certificato attestante l’assenza per malattia, l’indirizzo per la reperibilità del lavoratore? Il lavoratore è giustificabile se viene disposta la visita medica di controllo domiciliare all’indirizzo errato?
    A questa domanda ha risposto l’Inps con propria faq, precisando che il lavoratore ha l’obbligo di assicurarsi che l’indirizzo riportato per la reperibilità sia corretto e completo di frazione, contrada e di ogni altro dettaglio utile per consentire l’eventuale visita medica di controllo.
    Pertanto, se la visita non può concludersi per indicazione errata o incompleta del domicilio, il lavoratore non è normalmente ritenuto giustificabile, verrà sanzionato secondo graduale aggravamento della sanzione fino alla perdita totale dell’indennità di malattia.
    L’Inps quindi raccomanda al lavoratore, in quanto responsabile dei dati anagrafici riportati nel certificato, di controllarne con la massima attenzione la correttezza al momento della redazione.
    Inoltre, per il lavoratore è possibile fare richiesta al medico curante di copia del certificato e dell’attestato di malattia (o in copia cartacea o via mail). Il lavoratore può comunque visualizzare il proprio certificato e/o attestato di malattia attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS sul proprio sito.
    In caso di errori o inesattezze, il certificato può essere annullato dal medico estensore entro 24 ore dal suo rilascio.


    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  6. #45
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Assenza per gravi patologie. Quali regole per il personale della scuola


    Le assenze per gravi patologie sono disciplinate dal CCNL Scuola. Quali sono i criteri e le modalità di applicazione della norma?
    Emilia scrive
    Salve, Vorrei sapere come viene disciplinata l’assenza per patologia grave e terapia salvavita per un docente a tempo indeterminato della scuola pubblica. Grazie
    Normativa
    Il regime delle assenze per gravi patologie del personale della scuola trova la propria disciplina nella disposizione negoziale di cui al comma 9, dell’art. 17 (art. 19 comma 15 per il personale a TD) del CCNL Comparto Scuola
    Articolo che testualmente recita: “in caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8 del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l’intera retribuzione”.
    Certificazione e terapie
    Dalla norma richiamata appare chiaro come gli unici i periodi che danno diritto all’applicazione dei benefici sono :
    a) periodi di assenza per i giorni necessari all’applicazione dei trattamenti terapeutici temporaneamente e/o parzialmente invalidanti (es.: giorni di ricovero ospedaliero o day hospital);
    b) periodi di assenza dovuti ai postumi diretti delle cure (temporanee e/o parziali invalidità dovute a conseguenze certificate dalle terapie effettuate).
    Preventivamente deve essere stata accertata e certificata dalla competente ASL la grave patologia.
    Conclusione
    Nel caso che ci pone Emilia è bene che sia il dipendente che la scuola sappiano che i benefici di cui all’art. citato, ovvero esclusione dell’assenza dal periodo di comporto, dalla trattenuta fino ai 10 giorni e dalla visita fiscale, nonché intera retribuzione per tutto i periodi di assenza, si applicheranno solo a determinate condizioni.
    Dalla certificazione in possesso del dipendente e da presentare a scuola (anche in modalità online) deve infatti emergere chiaramente che la condizione morbosa è assimilabile ad una patologia grave, per la quale è necessaria l’effettuazione di terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti. L’assenza dal servizio sarà poi giustificata di volta in volta dalla struttura o dal medico che fornisce le singole prestazioni secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
    Sotto tale ultimo profilo, infatti, la norma contrattuale (art. 17 comma 9) non richiede solo la presenza di particolari patologie, ma anche la contestuale necessità di ricorso alle terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti: i due elementi, tra loro inscindibili, costituiscono il presupposto per l’applicazione della disciplina più favorevole.
    Perché il dipendente possa invocare l’applicazione dei benefici richiamati, quindi, non è sufficiente che sia affetto da una patologia definita grave, ma è necessario che la predetta condizione sia seguita da quella ulteriore di essere soggetta a terapie, ovviamente relative alla patologia medesima, che siano temporaneamente e/o parzialmente invalidanti.
    Qualora nella certificazione allegata dal dipendente non si ricavasse l’effettivo espletamento di terapie salvavita, i relativi periodi di assenza verranno fatti rientrare nel consueto ordinario conteggio delle malattie.


    Orizzontescuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  7. #46
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Malattia, alcune indicazioni su visite fiscali e obbligo di reperibilità



    L’articolo 3, commi 1 e 2, del decreto 17 ottobre 2017, n. 206, ha confermato le fasce orarie di reperibilità per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (scuole comprese) che sono tuttora fissate nei seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.
    Qualora debba assentarsi dal proprio domicilio (ad esempio, per visita medica o altri giustificati motivi), il dipendente pubblico è tenuto ad avvisare unicamente la propria amministrazione, la quale provvede a trasmettere l’informazione all’Inps.
    L’amministrazione è dunque tenuta a comunicare eventuali assenze dal domicilio di reperibilità dei propri dipendenti in malattia con ogni possibile sollecitudine e nelle seguenti modalità:

    • inviando un’email alla casella medicolegale.nomesede@inps.it;
    • inviando specifica comunicazione al numero di fax indicato dalla struttura territoriale di riferimento;
    • rivolgendosi al Contact center.


    Gli stessi canali devono essere utilizzati anche per i casi in cui il lavoratore abbia necessità di cambiare domicilio in corso di prognosi. In tali ipotesi, il dipendente pubblico è tenuto a comunicare preventivamente all’amministrazione presso cui presta servizio il nuovo indirizzo di reperibilità e la P.A., a sua volta, ne dà tempestiva comunicazione all’Inps.
    Certificato di malattia e indirizzo sbagliato
    Cosa succede se il medico curante sbaglia a indicare l’indirizzo per la reperibilità del lavoratore? Il lavoratore è giustificabile se viene disposta la visita medica di controllo domiciliare all’indirizzo errato?
    Precisando che il lavoratore ha l’obbligo di assicurarsi che l’indirizzo riportato per la reperibilità sia corretto e completo di frazione, contrada e di ogni altro dettaglio utile per consentire l’eventuale visita medica di controllo, se la visita non può concludersi per indicazione errata o incompleta del domicilio, il lavoratore non è normalmente ritenuto giustificabile, verrà sanzionato secondo graduale aggravamento della sanzione fino alla perdita totale dell’indennità di malattia.
    È quindi opportuno che il lavoratore, in quanto responsabile dei dati anagrafici riportati nel certificato, ne controlli con la massima attenzione la correttezza al momento della redazione.
    Inoltre, per il lavoratore è possibile fare richiesta al medico curante di copia del certificato e dell’attestato di malattia (o in copia cartacea o via mail). Il lavoratore può comunque visualizzare il proprio certificato e/o attestato di malattia attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS sul proprio sito.
    In caso di errori o inesattezze, il certificato può essere annullato dal medico estensore entro 24 ore dal suo rilascio.
    Il codice “E” nei certificati non esonera dalla visita fiscale
    Il medico può apporre il codice “E” nei certificati al fine di ottenere l’esenzione dal controllo per il lavoratore assente per malattia?
    Innanzitutto, le norme vigenti non prevedono l’esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità; pertanto il controllo concordato è sempre possibile.
    In secondo luogo, il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni” previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità.
    Nel caso dei dipendenti pubblici, compreso il personale della Scuola, le previsioni sono contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206:

    • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
    • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.


    Soltanto in questi casi, la segnalazione da parte del medico curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta successivamente, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.
    Il codice “E” è un codice a esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime.
    Di conseguenza, ogni eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione “Codice E” non produce alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità.


    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


  8. #47
    Data Registrazione
    Feb 2010
    Messaggi
    32,125
    Post Thanks / Like
    Downloads
    48
    Uploads
    0

    Predefinito

    Assenze per malattia, chi non è obbligato a rispettare le fasce di reperibilità


    Tutti i dipendenti sono obbligati a restare presso il proprio domicilio durante le assenze per malattia in orari ben precisi.
    Per i dipendenti pubblici, compreso dunque anche il personale della scuola, le fasce di reperibilità sono dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18.
    Esistono però delle eccezioni, stabilite dal decreto n. 206 del 17 ottobre 2017, che all’art. 4 ha previsto che non devono obbligatoriamente restare presso il proprio domicilio i dipendenti per i quali l’assenza sia riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    “a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    b) causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
    c) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%”.
    E in caso di infortunio?
    Con messaggio 3265 del 9 agosto 2017, l’INPS, al punto 7 si è occupato di visite mediche di controllo per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale.
    In proposito, si legge che, pur considerando l’attribuzione esclusiva all’Inps della competenza in materia di visite mediche di controllo sullo stato di salute dei lavoratori, l’Istituto ritiene di non poter procedere ad effettuare accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale, in quanto non può interferire con il procedimento di valutazione medico-giuridica di tali tipologie di “eventi”.
    Eventuali visite mediche di controllo che i datori di lavoro (pubblici o privati) dovessero chiedere per i propri dipendenti per i quali sia in corso l’istruttoria per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro/malattia professionale non possono essere disposte.
    Successivamente, è intervenuta sulla questione anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, che con parere dell’8 febbraio 2018 ha chiarito che l’assenza per infortunio sul lavoro è stata eliminata come causa di esclusione dall’obbligo di reperibilità, poiché tale circostanza non è direttamente riscontrabile dall’INPS, rientrando piuttosto tra le competenze dell’INAIL, analogamente, peraltro, a quanto già previsto per i lavoratori privati.
    Nei casi di infortunio sul lavoro, infatti, l’articolo 12 della Legge 11 marzo 1988, n. 67 attribuisce all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) la competenza relativa “agli accertamenti, alle certificazioni e ad ogni altra prestazione medico-legale sui lavoratori infortunati”.
    Quindi, in caso di infortunio sul lavoro, gli accertamenti medico-legali rimangono in capo all’INAIL, secondo le modalità già vigenti prima del D.M. n. 206 del 2017.


    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


Pagina 5 di 5 PrimaPrima ... 345

Informazioni Discussione

Utenti che Stanno Visualizzando Questa Discussione

Ci sono attualmente 1 utenti che stanno visualizzando questa discussione. (0 utenti e 1 ospiti)

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •