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Discussione: La chiamata diretta dei prof? È incostituzionale

  1. #1
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    Predefinito La chiamata diretta dei prof? È incostituzionale

    A sostenerlo è il leghista Mario Pittoni: l’ultima sentenza della Corte Costituzionale ribadisce che qualsiasi norma sul reclutamento degli insegnanti “da parte delle istituzioni scolastiche”, è destinata a essere cassata. Se l’obiettivo è una selezione meritocratica, altre sono le strade da percorrere.
    I dirigenti scolastici non possono scegliere i docenti che operano nella scuola pubblica. Lo ricorda, a suon di sentenze, Mario Pittoni, nella scorsa legislatura capogruppo della Lega Nord in commissione Cultura a palazzo Madama, che continua a occuparsi di Istruzione per il Carroccio.
    Secondo Pittoni, l’annuncio del neo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di dare la possibilità alle scuole di “assumere chi credono”, sarebbe la spia di una “impreparazione della nuova responsabile del dicastero di viale Trastevere”
    “La proposta infatti – sottolinea il leghista – è fuori dalla Costituzione, come conferma anche l’ultima sentenza della Corte Costituzionale, la quale ribadisce che qualsiasi norma sul reclutamento degli insegnanti “da parte delle istituzioni scolastiche”, è destinata a essere cassata. Se l’obiettivo è una selezione meritocratica, altre sono le strade da percorrere”.
    “Se il ministro vuol essere concreto – aggiunge Pittoni – le suggeriamo di prendere in considerazione il disegno di legge (S. 2411) che abbiamo depositato nella scorsa legislatura, il quale regionalizza la gestione dei concorsi per docenti senza “scontrarsi” con la Costituzione. Il meccanismo che proponiamo – sul quale c’è già la disponibilità a metterci mano di alcune tra le principali sigle sindacali – punta a risolvere il problema della disomogeneità di valutazione sul territorio comprimendo il peso del punteggio accumulato, a vantaggio di una prova di preparazione effettuata nella regione scelta dal candidato. Questo può fungere da “calmiere” agli spostamenti dalle zone con meno opportunità di lavoro ma valutazioni “generose”, a quelle con più posti disponibili ma maggiore rigore nei voti, evitando che candidati valutati con manica larga in altre realtà possano scavalcare chi effettivamente merita. Toglie inoltre appetibilità ai corsi on line più o meno fasulli (spesso ridottisi a puro “mercato” dei punti) e allo scambio di favori tra strutture private e docenti (in particolare ore di insegnamento gratuite in cambio di punti). Mette infine in “competizione” gli aspiranti all’insegnamento iscritti ai vari albi regionali spingendoli a migliorarsi. Un candidato bravo, ma iscritto in una regione dove i bravi sono tanti, sarà infatti spinto a iscriversi nella regione vicina che magari ha meno bravi e offre più opportunità di lavoro. A quel punto però – conclude Pittoni – gli iscritti in quella regione avranno tutto l’interesse a darsi da fare per crescere professionalmente e non farsi sfuggire l’opportunità di conquistare la cattedra”. In caso contrario, si assisterebbe ad una vera e propria ‘colonizzazione’ scolastica operata dai docenti più meritevoli provenienti da altri territori.


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    Chiamata diretta "mitigata", ovvero come complicare tutto ancora di più


    Secondo le ultime "voci", peraltro accreditate anche dal quotidiano Italia Oggi, il Ministero starebbe per "cedere" sulla questione della chiamata diretta.
    L'idea che si sta facendo strada potrebbe piacere ai sindacati ma non è detto che serva a semplificare il lavoro delle scuole, anzi potrebbe accadere esattamente il contrario.
    Secondo queste voci il meccanismo potrebbe essere molto simile ad una sorta di "concorso per titoli" aperto a tutti i docenti del medesimo albo territoriale.
    In pratica ciascuna scuola potrebbe "bandire" un concorso per coprire i posti liberi e al concorso potrebbero partecipare i docenti dell'albo. I docenti verrebbero graduati in base ai titoli posseduti e al servizio già svolto; il dirigente avrebbe la facoltà di svolgere colloqui "selettivi" ma il "punteggio" del colloquio sarebbe solo una parte di quello complessivo.
    In sostanza della chiamata diretta prevista dalla legge 107 rimarrebbe molto poco, quasi nulla.
    Si creerebbe in compenso un carico di lavoro molto complesso per le scuole, per le segreterie e per i dirigenti scolastici.
    Senza considerare che la gestione pratica non sarà per nulla semplice: per esempio, come potrà l'insegnante X di scuola primaria presentarsi ai diversi colloqui nelle diverse istituzioni scolastiche per le quali intende concorrere? Le scuole dovranno concordare un calendario per i colloqui in modo da garantire a tutti i docenti la più ampia partecipazione possibile?
    E chi volesse partecipare al "concorso" in scuole di ordini diversi (per esempio in una primaria e in un liceo)?
    Insomma la soluzione ideata da Miur e sindacati (se fosse davvero questa) potrebbe rappresentare una ulteriore incombenza burocratica per tutti.
    Se la chiamata diretta deve essere questo, allora sarebbe decisamente meglio lasciare le cose come stanno: sarebbero certamente tutti più contenti, docenti, sindacati e dirigenti scolastici.


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    Da settembre 2016 la chiamata diretta: è il Dirigente Scolastico che propone, è il DS che sceglie, è il DS che assegna. Con quali criteri?


    L'anno scolastico 2016/17 sarà quello in cui entreranno a regime le principali novità della Legge 107 del 2015. La più rilevante è certamente quella della così detta chiamata diretta, che, come è noto, è sottoposta a quesito referendario.
    Gli effetti della chiamata diretta sono chiari, e nessun intervento esterno di natura sindacale a dirla tutta potrà essere utile per limitarne gli effetti. L'articolo 79 è quello dedicato alla proposta di incarico ai docenti da parte del Dirigente scolastico che ne disciplina le modalità di utilizzazione.
    In detto articolo si esplica chiaramente che per la copertura dei posti dell'istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell'assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
    Dunque vi sono due fasi, quella della proposta effettuata nei confronti dei docenti inseriti nell'ambito territoriale di riferimento e quella della eventualità della valutazione delle candidature come espresse dai docenti. Dunque la preferenza espressa dai docenti per una scuola specifica e le precedenze nell'assegnazione in una data scuola di cui alla legge 104 non sono elementi prioritari che possono determinare la scelta di uno specifico docente. E' prevista la possibilità di utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché posseggano titoli di studio validi per l'insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purché non siano disponibili nell'ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso. Dunque in base ai purché si desume che tale opzione è possibile al realizzarsi di due condizioni : 1) essere in possesso di titoli validi e l'assenza nell'ambito territoriale di riferimento di docenti abilitati nelle classi di concorso ivi considerate.
    Il comma 80 è quello che riguarda la durata dell'incarico. Il DS dovrà formulare una proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell'offerta formativa. L'incarico ha durata triennale, ed è rinnovato purché in coerenza con il piano dell'offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell'istituzione scolastica.
    Da ciò si desume che l'unico intervento esterno e che potrebbe essere contrattualizzato è quello relativo alla trasparenza e pubblicità dei criteri adottati ed incarichi conferiti e curiccula dei docenti, ma che non può aggiungere nulla di più rispetto a quanto previsto dalla Legge 107 lasciando sostanzialmente intaccata l'essenza della Legge e la chiamata diretta. Ma rimangono aperti diversi interrogativi.
    La proposta, essendo proposta andrò formulata entro quanto tempo? Quanto tempo avrà il docente per accettarla o rifiutarla? Stesso discorso per il rinnovo. La valorizzazione del curriculum come dovrà avvenire? Ed i colloqui con quale modalità avverranno? Vi saranno delle indicazioni nazionali? E che valore avranno?
    Il comma 81 riguarda le cause di incompatibilità ed afferma che nel conferire gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico è tenuto a dichiarare l'assenza di cause di incompatibilità derivanti da rapporti di coniugio, parentela o affinità, entro il secondo grado, con i docenti stessi. Dunque la causa di incompatibilità è limitata solo fino al rapporto di secondo grado, quindi ad esempio la figlia o figlio del fratello o della sorella ,il figlio del cognato o della cognata lo zio o zia del coniuge non sarebbero incompatibili.
    Il comma 82 riguarda le modalità con le quali si dispone l'assegnazione dell'incarico da parte del dirigente scolastico ed eventuale potere sostitutivo degli Uffici scolastici regionali. Come prima cosa si sottolinea che l'incarico è assegnato dal Ds. Quindi è il DS che propone, è il DS che sceglie, è il DS che assegna.
    L'atto si perfeziona con l'accettazione del docente il quale e nel caso in cui riceva più proposte di incarico opta tra quelle ricevute. Ma anche qui manca una tempistica, entro quanto? Ed i termini che verranno decisi, probabilmente dal Ds, dovranno essere intesi come perentori?
    L'ufficio scolastico regionale provvederà al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico. Sulla base di quali criteri e modalità? Perché non è stato anche in questa sede precisato che la trasparenza e la pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell'USR, in questo caso?
    Il comma 83 è quello che riguarda l'individuazione fino al 10% di docenti individuati nell'ambito dell'organico dell'autonomia, docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell'istituzione scolastica. Sulla base di quali criteri, con quali modalità? Quale trasparenza?
    Come si può comprende i margini di “miglioramento” sono irrisori, gli effetti di queste disposizioni saranno sconvolgenti nel settore della scuola pubblica, da sempre fondata sul sistema delle graduatorie pubbliche.
    E non potrà neanche una sorta di mini-graduatoria inserita all'interno del sistema della chiamata diretta essere idonea a limitarne gli effetti, perché sarà sempre il DS che proporrà l'incarico, che sceglierà, che assegnerà il posto di lavoro nella sua scuola al docente x piuttosto che al docente y.
    Sì, è vero, sarà sempre possibile eventualmente ricorrere contro alcune scelte o mancate scelte, ma quella dei Tribunali dovrebbe essere l'ultima via da percorrere, ma ultimamente nella scuola pare essere l'unica percorribile per conseguire un minimo di giustizia,quando va bene.

    orizzontescuola
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  7. #4
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    Chiamata diretta docenti, Ministero vuole portare a 46 le certificazioni valide per gli incarichi. E' caccia al titolo



    Ma i sindacati non sono d'accordo e vanno via dal tavolo delle trattative. Anzi, secondo il racconto di chi era presente, sono stati cacciati dai dirigenti ministeriali.
    Ricordiamo, infatti, che nei giorni scorsi sindacati e Ministero erano giunti ad un accordo che prevedeva una regolamentazione della chiamata diretta "selvaggia" come presente nella legge 107 (La Buona Scuola).
    L'accordo prevedeva il possesso da parte dei docenti interessati agli incarichi di requisiti quali certificazioni linguistiche, master in DSA o Lingua 2, sulla dispersione, integrazione, titolo di sostegno, fino ad un massimo di 29 titoli.
    L'assegnazione dell'incarico sarebbe avvenuta, quindi, per graduatoria in base ai titoli posseduti.
    Ieri al Ministero l'accordo è saltato, perché l'amministrazione ha presentato delle variazioni rispetto a quanto concordato nei giorni precedenti. Il sospetto è che le associazioni dei dirigenti abbiano fatto pressione su questo punto, mettendo i tecnici del Ministero con le spalle al muro.
    A quanto ci riferiscono sono volete parole grosse, anche offensive, con un "andate tutti a.... " pronunciato da un tecnico del Ministero che ha chiuso l'alterco creato dalle modifiche chieste in ultima istanza.
    Di quali modifiche stiamo parlando?
    Innanzitutto, la volontà di portare da 29 a 46 i titoli validi per l'acquisizione del punteggio ai fini degli incarichi, dall'altro la richiesta di aggirare la graduatoria per titoli da parte dei dirigenti ed effettuare ad ogni modo una offerta al docente che meglio ritengono adatto all'incarico da assegnare.
    L'aumento stesso dei titoli sarebbe stata una carta in più per il dirigente scolastico per avere una più ampia scelta nella elaborazione del mini-bando di concorso che ogni scuola avrebbe dovuto elaborare ai fini dell'assegnazione degli incarichi.
    Saltata la trattativa, il tutto viene rimandato al prossimo incontro, previsto per giovedì.
    Ma se l'amministrazione non farà un passo indietro è possibile che i sindacati non firmino il contratto e la gestione della chiamata diretta segua le (non)indicazioni presenti nella legge, che, di fatto, lasciano totale mano libera ai dirigenti scolastici.


    Orizzontescuola
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  8. #5
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    Chiamata diretta dei docenti, è scontro sindacati-dirigenti



    I sindacati temono che l’accordo politico per mettere dei paletti alle scelte dei dirigenti non venga applicato. I presidi, dal canto loro, paventano che con quell’accordo venga snaturato il ruolo che la riforma assegna loro. Al Miur toccherà chiarire
    Sembrava fatta. Dopo l’accordo siglato la scorsa settimana tra sindacati e ministero dell’Istruzione, pareva che almeno uno degli aspetti della Buona scuola – uno di quelli contestati nel referendum- potesse essere disinnescato. E invece no: perché sulla chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi è di nuovo scontro. «L’amministrazione, contrariamente agli impegni assunti in sede politica, vorrebbe dare la facoltà ai dirigenti scolastici di chiamare i docenti andando oltre le candidature presentate dagli stessi», scrivono i sindacati della scuola compatti. «Si tratta di un cambio delle carte in tavola assolutamente inaccettabile», secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola e Snals. Dall’altra parte delle barricate però ci sono i dirigenti. Che tuonano in una lettera aperta alle massime cariche dello Stato: «Difendete la legge 107, non snaturatela». Il timore è che, se l’accordo dovesse andare in porto, significherebbe segnare «un secondo punto favore dei più ostinati detrattori della Buona scuola, dopo essere gli stessi riusciti – in spregio ai vincoli di legge – a sterilizzare le potenzialità innovative degli ambiti territoriali con la sostanziale reintroduzione dei tradizionali automatismi fatti di precedenze, carichi familiari, anni di anzianità, assegnazioni provvisorie, utilizzazioni e accidenti vari, tipici della gestione di un personale fungibile e impiegatizio». Per i presidi che aderiscono a Dirigentiscuola- Di-S.Conf., quello che era stato festeggiato un accordo ottimo per mettere un freno alla «discrezionalità di scelta per il dirigente scolastico» evitando «la deregulation selvaggia», è solo un «magnifico ritorno al passato». «Il Parlamento ha avuto il coraggio di cambiare- scrivono i dirigenti- Con coraggio, quindi, bisogna sostenere il cambiamento senza alcun cedimento alle pressioni di quelle organizzazioni sindacali che hanno causato solo danni alla scuola e alle istituzioni».
    Il Miur deve decidere
    La questione non è da poco. A settembre i presidi si troveranno, secondo le indicazioni della riforma, a dover scegliere i docenti: una procedura che, secondo la 107, dovrebbe avvenire con grande libertà, per permettere ai dirigenti di trovare le professionalità più adatte. Ma che, obiettano i sindacati, rischia di favorire gli amici del preside e non gli insegnanti più meritevoli: di qui la richiesta di «paletti» per arginare la discrezionalità. Paletti che però, secondo i presidi, potrebbero del tutto vanificare l’intento della riforma, lasciando di nuovo gli istituti in balia di procedure farraginose e complesse che non faciliterebbero l’assunzione dei docenti più adatti alla crescita complessiva dell’istituto. Ora a dire l’ultima parola dovrà essere il ministero dell’Istruzione.



    Edscuola
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  9. #6
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    Predefinito Chiamata diretta, i sindacati: Miur arrogante, la scuola non è il mercatino dei titoli

    Chiamata diretta, i sindacati: Miur arrogante, la scuola non è il mercatino dei titoli



    “Il negoziato è saltato a causa dell’inflazione di requisiti che il Miur avrebbe preteso di inserire nell’accordo: di questa scelta il ministro porta per intero la responsabilità”.
    Commentano così, duramente, i sindacati – con un comunicato unitario sottoscritto da Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal – la rottura delle trattative, probabilmente definitiva, per giungere ad un testo concordato sulla chiamata diretta.
    Per le organizzazioni sindacali, “sebbene oggi ci sia stato accordo sulle procedure”, quello messo un atto dal Miur è stato “un atteggiamento arrogante che contraddice l’intesa politica raggiunta nei giorni scorsi e le premesse su cui è stata costruita facendo venir meno le garanzie di imparzialità delle procedure concordate”.
    “Si vuole trasformare la scuola – continuano i sindacati – in una sorta di mercato delle competenze più disparate: dagli incarichi organizzativi alla progettazione per bandi ai collaboratori del dirigente scolastico”. Si tratterebbero, prosegue il comunicato unitario, di “una pletora di requisiti e di titoli che poco hanno a che vedere con il passaggio dei docenti dagli ambiti alle scuole”.
    Per Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal non si poteva cedere dinanzi alla prospettiva di “un sistema dei requisiti, raccolti a caso e in un numero così eccessivo, non può funzionari: ci hanno presentato un album di figurine”.
    E ancora: “quello a cui noi miriamo – continuano i sindacati – è un sistema efficace, capace di far incontrare i bisogni delle scuole, definiti collegialmente, con la professionalità dei docenti, evitando eccessi di concorrenza inutile e dannosa tra le scuole e tra gli insegnanti”.
    “Serve un percorso che abbia come punti centrali la trasparenza delle procedure e l’oggettività dei requisiti stabiliti a livello nazionale, dando anche ai dirigenti punti di riferimenti chiari con cui operare. Questo rimane il nostro obiettivo. Non accetteremo passivamente – concludono – misure che siano lesive della dignità professionale degli insegnanti”.


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  10. #7
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    Chiamata diretta, a parità di punteggio tra candidati deciderà il dirigente con il colloquio. Non saranno casi sporadici



    Prossima settimana il Ministero emanerà le linee guida sulla chiamata diretta. Potrebbero esserci delle novità rispetto a quanto annunciato dalla nostra redazione.
    Più che "Chiamata diretta", ormai bisognerebbe parlare di "Chiamata per titoli". Infatti, ricordiamo, che le scuole dovranno emanare dei mini-conorsi con la scelta di requisiti che devono rientrare nel progetto di formazione dell'istituto.
    I requisiti sono di tre tipi, confermati dal Ministero e presenti nella bozza che abbiamo pubblicato in anteprima, i tipi di requisiti che saranno richiesti: esperienza, titoli di studio e certificazioni, attività formative presso Università o Enti accreditati.
    Alcuni utenti ci hanno chiesto cosa accadrà nel caso in cui più candidati avranno gli stesi requisiti?
    Ricordiamo che nella legge 107 è contemplata la possibilità, non l'obbligatorietà, da parte del dirigente di effettuare un colloquio con il candidato.
    Ieri, a Marco Campione, membro del gabinetto del Sottosegretario Faraone, è stato chiesto se questo colloquio è dirimente, cioè se il dirigente potrà scegliere il candidato in caso di parità di titoli.
    La risposta è stata affermativa e pensiamo che non saranno casi sporadici, dato che è facilmente pronosticabile che i casi di parità di titoli (soprattutto per i posti di cattedra ordinaria) saranno tantissimi. Alla fine, quindi, sarà sempre il dirigente a decidere.

    Orizzontescuola
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  11. #8
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    Chiamata diretta, pieni poteri al dirigente. Tempi stretti per curriculum e accettazione scuola. Super lavoro per le segreterie. Forse slittamento date mobilità


    Completata l'informativa ai sindacati presso il MIUR. Ecco cosa quali saranno le linee orientative che il Ministero pubblicherà questo pomeriggio, in serata al più tardi.
    Ma, da quello che ci riferiscono, essa sarà per i dirigenti una sorta di indicatore. Non sembrerebbe escluso che i dirigenti ne possano inserire anche di altri.
    Teniamo a precisare che le informazioni che stiamo riportando troveranno conferma appena sarà pubblicato il documento contenente le linee guida e la direttiva con la tempistica.
    A differenza dell'accordo con i sindacati, pare che sia esplicitamente detto che il colloquio con il dirigente potrà essere utilizzato come discrimine per l'assegnazione della cattedra. Una indiscrezione che, in realtà, vi avevamo anticipato già qualche giorno fa, nessuna novità per i nostri lettori.
    Tempistica molto stretta, si svolgerà tutto ad agosto e in tempi strettissimi. Pare quasi certo uno slittamento anche delle date della mobilità. Vi daremo notizia appena avremo la certezza.
    Per quanto riguarda la tempistica per la chiamata diretta, ad esempio, l'accettazione per i dirigenti delle candidature dei docenti per la secondaria di I grado dovrà avvenire entro il 10 agosto, il docente dovrà dare il consenso entro l'11. Un solo giorno per decidere. Le operazioni dovrebbero essersi concluse per l'11 di settembre, con i vincitori di concorso.
    Anche se, ad esempio, uno stesso docente è scelto da più dirigenti, il primo dovrà inviare una mail PEC per dare il consenso definitivo.
    Insomma, un lavoro extra per dirigenti e segreterie, proprio nel periodo in cui si punta alle ferie.


    Orizzontescuola
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  12. #9
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    La chiamata diretta non piace a nessuno


    La chiamata diretta è stato il tormentone della prima parte dell'estate, ma continuerà ad esserlo anche nelle prossime settimane, dopo le linee guida del Miur.
    Numerosi i commenti negativi, a partire dai sindacati, passando dai politici e addetti ai lavori, senza contare i numerosi interventi dei docenti in merito.
    Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana - Altra Europa con Tsipras), fa notare che "ancora una volta il Governo si dimostra incapace di pianificare e gestire correttamente, con trasparenza e criteri oggettivi, uno dei punti più contestati della cosiddetta 'buona scuola', la chiamata diretta dei docenti". E prosegue: "La bozza di 'indicazioni operative' presentata ieri dal MIUR ai sindacati confederali, senza coinvolgere chi nella scuola lavora, è riuscita a far infuriare tutti, insegnanti e dirigenti scolastici, e rende carta straccia gli accordi raggiunti finora con i sindacati in sede di contrattazione".
    Il senatore fa notare i tempi strettissimi delle operazioni: “i docenti hanno appena 5 giorni dalla pubblicazione dell'avviso per presentare la domanda alle scuole, mentre i dirigenti hanno appena 3 giorni per valutare i curricula e scegliere. Il tutto nel mese di agosto, costringendo il personale amministrativo a rinunciare alle ferie già programmate".
    Oltre i confederali, anche gli altri sindacati del comparto scuola attaccano il ministero. Per l'USB, “l'atto unilaterale del Miur getterà le segreterie nel caos, contribuirà all'umiliazione dei diritti di una intera categoria di lavoratori, già obbligati a una mobilità nazionale, e sarà la riprova della ‘mala scuola’ propugnata da un ministero dimentico di qualunque forma di dialogo democratico e di buon senso”. Il sindacato chiede al Miur di “annullare immediatamente le procedure per la chiamata diretta e ripartire con una reale contrattazione dei criteri di assunzione che non sia una concertazione al ribasso sulla demolizione dei diritti lavoratori e degli studenti".
    Anche Feder ATA interviene in merito, sottolineando il problema delle segreterie affollate nel mese di agosto: “Ci sarà un carico di lavoro molto più gravoso e complesso nelle nostre Segreterie Scolastiche; e avremo molte più tensioni e maggiori conflitti che porteranno tanta confusione e incertezza nell’apertura del nuovo anno scolastico”. “I nostri Uffici di Segreteria, prosegue Feder ATA, si troveranno di fronte ad un aumento di lavoro disumano durante il periodo estivo, quando un 'essere umano' dovrebbe godere di un meritato periodo di riposo dopo un estenuante anno di lavoro”.


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  13. #10
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    Chiamata diretta, ecco le linee guida. Modificate le date


    Sono disponibili, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

    ATTENZIONE
    Ecco le date ufficiali per i vari passaggi da effettuare per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria, per la scuola secondaria di primo grado e di secondo grado.
    INFANZIA E PRIMARIA
    Pubblicazione degli avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 29 luglio)
    Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 29 luglio al 4 agosto)
    Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 18 agosto)
    SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
    Pubblicazione degl avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 6 agosto)
    Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 6 al 9 agosto)
    Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 18 agosto)
    SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
    Pubblicazione degl avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 18 agosto)
    Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 16 al 19 agosto)
    Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 26 agosto)
    Da quest’anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l’individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per “dare indirizzi comuni” alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure.
    Cosa accade in pratica? Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d’istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell’Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l’Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell’istituto. Quest’anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti.
    Saranno valorizzate soprattutto le esperienze: la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricorda il documento, considera “l’anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale”.
    LE FASI
    Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.
    Cosa faranno i dirigenti scolastici? Pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell’offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi: esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi); titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative. I dirigenti pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati.
    I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute.
    Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.


    Tecnica della scuola
    "L'esperienza è maestra di vita"


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