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Discussione: In pensione con 40 anni, più due

  1. #431
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    Per me poco meno di 10 eurini, anche io pensavo peggio, bene se serviranno ad aiutare chi sta peggio e a segare le pensioni d'oro.


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    Pensione anticipata, Salvini vuole smontare la Fornero: ora tocca a Quota 41 anni di contributi riconoscibili




    Lasciare il lavoro con 41 anni di contributi versati o riconoscibili, anche attraverso il riscatto della laurea o di periodi figurativi. Dopo l’anticipo pensionistico Quota 100, è questo l’obiettivo su cui si starebbe concentrando il Governo giallo-verde.
    Il vicepremier leghista sulla nuova previdenza: “siamo solo all’inizio”
    Ad annunciarlo è stato il vicepremier Matteo Salvini, che a Foligno ha così risposto alle critiche dell’Unione europea sull’aggravamento del debito dell’Italia, commentando così la notizia del giorno alla pari dell’altro vicepremier Luigi Di Maio.
    “Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘Quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha sottolineato Salvini
    “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”, ha tagliato corto il vicepremier leghista, allineandosi quindi alle parole dell’altro vicepremier Luigi Di Maio, per il quale le pensioni non si toccano.
    Uil: si separi la spesa previdenziale da quella assistenziale
    Anche secondo i sindacati, la strada della riduzione dei contributi minimi utili a lasciare il servizio è quella giusta.
    “Bisogna continuare a modificare la Legge Fornero, affrontando il tema dei 41 anni di contributi, le future pensioni dei giovani e valorizzando, ai fini previdenziali, il lavoro di cura delle donne e la maternità”, ha commentato il segretario confederale Uil Domenico Proietti
    “Il Governo separi finalmente la spesa previdenziale da quella assistenziale, dimostrando all’Europa che l’Italia spende per pensioni l’11% del pil, un punto in meno della Francia e mezzo punto in meno della Germania”, ha ricordato Proietti.
    Il sindacalista ha anche tenuto a dire che “negli ultimi tre anni l’Italia ha solo cominciato un riallineamento per l’età di accesso alla pensione intorno ai 63 anni, come avviene in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Nessuna marcia indietro quindi, ma solo un primo passo verso un sistema previdenziale più equo e giusto”.
    Brambilla: il taglio delle pensioni d’oro è incostituzionale
    Intanto, spunta la notizia che il taglio sulle pensioni d’oro (quelle superiori a 100.000 euro lordi) varato dal governo gialloverde e partito con la rata di giugno sarebbe a forte rischio di incostituzionalità: a sostenere questa tesi è il presidente di Itinerari previdenziali, ente di ricerca su welfare e pensioni, Alberto Brambilla, che ha anche espresso preoccupazione su una misura che non prevede un ricalcolo degli assegni sulla base dei contributi versati ma di fatto “è un aumento dell’imposizione fiscale limitata a 29.000 cittadini”, quelli che hanno assegni pensionistici superiori a questa soglia.
    Secondo l’esperto di previdenza, stiamo parlando di “un taglio” vero e proprio che, per percentuale e durata, non ha precedenti.
    “Sarebbe più corretto definirlo – spiega Brambilla – un incremento tra il 15% e il 40% di imposte su pensioni peraltro già assoggettate a una tassazione superiore al 40%”.
    “Non trattandosi di ricalcolo contributivo, il “ricalcolo” è un evidente aumento dell’imposizione fiscale limitata a soli 29.000 cittadini nella posizione di pensionati, che non si possono neppure difendere, mentre se contributo fiscale doveva essere avrebbe dovuto gravare su tutte le tipologie di redditi (e non solo su quelli da pensione)”, ha concluso l’esperto di previdenza.


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    Pensioni quota 100, 27mila domande personale scuola: 7mila posti già disponibili. Gli altri?



    Il “Sole 24 ore” ha pubblicato i dati relativi alle domande di pensione con quota 100, riportando i settori in cui vi sono state le maggiori richieste.
    Pensioni quota 100: maggiori richieste
    Le maggiori richieste, leggiamo nel succitato quotidiano, provengono da lavoratori dipendenti e lavoratori iscritti alla gestione pubblica:

    • 51.644 lavoratori iscritti alla gestione lavoratori dipendenti;
    • 46.099 lavoratori iscritti alla gestione pubblica;
    • artigiani (9%);
    • 11.965 commercianti
    • 7036 lavoratori iscritti ai fondi speciali
    • 139 lavoratori iscritti alla gestione separata


    Ecco il grafico pubblicato da “Il Sole 24ore”:

    Scuola
    Le domande presentate dai lavoratori della scuola ammontano circa 27.000, ma non per tutte è stato già accertato il diritto a pensione, per cui la maggior parte dei posti che si libereranno non potranno essere utilizzati per le operazioni di mobilità.
    Solo per 7.544 domande è stato accertato il diritto a pensione:

    • 1458 ATA
    • 123 DS
    • 5.875 Docenti
    • 56 Irc
    • 32 educatori


    I succitati 7.544 posti saranno utilizzati per la mobilità.
    Quanto ai posti che si renderanno liberi dopo l’accertamento del diritto a pensione, i sindacati hanno chiesto al Miur che una parte di tali posti possa essere utilizzata per le immissioni in ruolo dell’a.s. 2019/20. Il Miur non ha ancora risposto.



    Orizzontescuola
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  8. #434
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    Pensioni, accertamento diritto per 99% domande con requisiti Fornero e per 74% con quota 100




    Miur e sindacati, insieme al Direttore Generale dell’Inps, hanno fatto il punto sull’accertamento del diritto a pensione riguardante il personale della scuola, alla data del 24 giugno 2019.
    Domande con requisiti Fornero
    Le domande presentate entro il 12 dicembre, quindi con i requisiti previsti dalla legge Fornero, sono state 25.023, come riferisce la Cisl Scuola. Delle predette domande 24.980 hanno avuto già il benestare dell’Inps, ossia è stato accertato il diritto a pensione degli interessati. Si tratta del 99,12% delle istanze presentate.
    Domande quota 100
    A fronte di 22.197 domande presentate con i requisiti previsti dalla cosiddetta quota 100, è stato certificato il diritto a pensione di 16.713 istanze, pari al 74,17%.
    Nelle più grandi città metropolitane (Roma, Milano e Napoli) lo stato di avanzamento delle certificazioni delle domande quota 100 si attesta intorno al 50%.
    La certificazione del diritto a pensione delle rimanenti domande dovrebbe concludersi, secondo quanto affermato dall’Inps, entro fine luglio. Pertanto, introno al 20 del predetto mese dovrebbe svolgersi un altro incontro.


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  10. #435
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    Pensione 2019: come controllare se arriverà il 1° settembre.



    Promemoria pensionandi scuola dal 1° settembre 2019, a cura del Prof. Renzo Boninsegna.
    Il MIUR con comunicato del 26/06/2019 riassume l’incontro MIUR INPS in merito ai pensionamenti scuola dal 01/09/2019.
    Nell’allegata scheda vengono riportate le parti rilevanti del comunicato MIUR e il promemoria pensionandi scuola 2019 con in dettaglio la procedura per accertare che la pratica di pensione è stata ACCOLTA DALL’INPS e come scaricare la “determina” con il calcolo della pensione spettante.

    Scarica la scheda


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  12. #436
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    Pensioni, pronto decreto per anticipo buonuscita. Come funzionerà




    Il decreto legge n. 4/2019, il cosiddetto decreto quota 100, prevede che il personale del pubblico impiego andato in pensione da aprile 2019 può presentare richiesta di anticipo del TFS/TFR (Trattamento fine servizio o fine rapporto) spettante. Per la scuola, la data a partire dalla quale i pensionati possono richiedere il suddetto anticipo è il 1° settembre 2019.
    Al momento, come riferito nei giorni scorsi, il succitato anticipo non si può richiedere, in quanto manca il decreto che ne definirà le modalità attuative, decreto che andava emanato entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del decreto quota 100.
    Iter decreto
    Il decreto, come leggiamo su Askanews, è pronto. Queste le parole della Ministra Bongiorno: “E’ pronto per essere inviato al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, elaborato a seguito del tavolo tecnico di confronto con i rappresentati degli uffici del Ministero dell’Economia e delle finanze, del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, del Ministro per la Pubblica amministrazione e dell’Inps, che disciplina il procedimento di anticipazione del Tfs/Tfr per i dipendenti pubblici, così come previsto dal decreto legge ‘quota 100′”
    Dopo il succitato passaggio, il decreto sarà inviato, per il previsto parere, al Consiglio di Stato.
    Anticipo
    Grazie alla misura prevista nel decreto n. 4/2019, i pubblici dipendenti, già andati in pensione senza aver ancora riscosso la liquidazione del Tfs/Tfr o che vi andranno nei prossimi mesi, potranno chiedere e ottenere un anticipo (fino a 45 mila euro) del loro trattamento di fine rapporto.
    L’anticipo sarà possibile grazie ad un accordo tra l’Abi e i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell’Economia e delle finanze e per la Pubblica amministrazione.
    Procedura
    La Bongiorno sintetizza il percorso da seguire al fine di ottenere l’anticipo del TFS/TFR:

    • l’interessato deve prima ricevere dall’ente erogatore del Tfs/Tfr (l’elenco degli enti erogatori sarà pubblicato e reso disponibile sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica entro 10 giorni dall’entrata in vigore del regolamento) la certificazione relativa al diritto all’anticipo;
    • ricevuta la certificazione, l’interessato si potrà rivolgere ad uno degli istituti di credito che hanno aderito all’accordo quadro Abi;
    • l’istituto di credito, ricevuta la conferma dall’ente erogatore circa il diritto del richiedente, liquiderà l’anticipo entro quindici giorni.


    Tra la data di presentazione della domanda per la certificazione del diritto all’anticipo del Tfs/Tfr all’ente erogatore e la data di accredito dello stesso non possono trascorrere più di 75 giorni. A tale tempistica, si aggiungono i tempi di presentazione della domanda di anticipo all’istituto di credito scelto e quelli per l’istruttoria interna da parte della banca.
    Restituzione somme
    L’anticipo costituisce un prestito che viene restituito, tramite cessione di credito, dall’ente erogatore del Tfs/Tfr mediante il versamento all’istituto bancario della quota anticipata.
    Riduzione Irpef
    Oltre all’anticipo suddetto, il decreto quota 100 prevede la riduzione dell’Irpef da applicare alle somme ricevute a titolo di Tfs/Tfr fino a 50.000,00 euro.


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    Pensioni, i 40enni di oggi rischiano di lasciare il lavoro a più di 70 anni!


    La Cgil lancia l’allarme: i 40enni di oggi, cioè tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono nel contributivo puro, rischiano di non andare in pensione prima dei 73 anni.
    Secondo le proiezioni del sindacato, in base alla riforma Fornero tutti coloro che vogliono andare in pensione nel 2035 prima dei 70 anni dovranno aver versato almeno 20 anni di contributi. In quel modo, potranno ottenere una pensione di importo superiore agli attuali 687 euro.
    Se invece vogliono andare in pensione a 66 anni, nel 2035, tutti coloro inseriti nel regime contributivo puro dovranno avere 20 anni di anzianità e una pensione non inferiore ai 1.282 euro di oggi.
    Il sindacato chiede di creare una pensione di garanzia, un equilibrio tra contributi e vecchiaia (mille euro a chi ha 66 anni di età e 42 di anzianità).
    Da segnalare che nella previsione della Cgil dovranno essere compresi nel suddetto periodo contributivo gli stage, l’assistenza ai familiari e il tempo impiegato per la ricerca del lavoro.


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    Citazione Originariamente Scritto da luxor Visualizza Messaggio
    Da segnalare che nella previsione della Cgil dovranno essere compresi nel suddetto periodo contributivo gli stage, l’assistenza ai familiari e il tempo impiegato per la ricerca del lavoro.
    Spero proprio che questa "battaglia/richiesta" sia fatta ad uso e consumo di TUTTI i lavoratori (a parte che secondo me sarà difficilissimo da qualificare e quantificare tale periodo....se non legato all'attuale RdC), e soprattutto retrodatata, come per la mia consorte che negli anni novanta e' stata iscritta per piu' di 2 anni nel registro dell'ufficio di collocamento locale, senza peraltro ne' ottenere un benche' minimo straccio di lavoro e manco de manco , veder riconosciuto tale periodo di "lavoro" figurativo/contributivo. Quindi, vedo un mare di ricorsi (TAR e/o Cassazione), di sperequazione oggettiva,all'orizzonte
    "Non bisogna sapere tutto-tutto, ma bisogna saper leggere molto bene"
    Per i neofiti (newbies) del Forum
    Please don't flood my pm box with questions you can post on forum!! You won't hear back from me.
    Si prega di non inondare la mia casella PM con le domande che si potrebbero postare sul forum !! Non otterrete risposta.



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    Pensione anticipata, opzione RITA per i lavoratori della scuola




    Il Governo sta pensando a nuove forme di pensione anticipata per i lavoratori.
    Attualmente, i lavoratori della scuola per andare in pensione anticipata possono avvalersi di una strada alternativa.
    Infatti, anche per quest’anno la legge di bilancio ha previsto la possibilità di andare in pensione con RITA, rendita integrativa per la pensione anticipata. Ecco cos’è e come funziona per i lavoratori della scuola.
    Pensione RITA 2019: che cos’è
    Prima di tutto bisogna spiegare cos’è la pensione RITA 2019: si tratta di uno strumento di cui possono beneficiare tutti coloro che hanno aderito ad un Fondo di previdenza complementare, come ad esempio il Fondo Espero per i dipendenti della scuola.
    Tuttavia, sottolineano che per andare in pensione in queste modalità è necessario avere accumulato almeno 5 anni di permanenza nel fondo e 20 anni di contribuzione INPS.
    Scegliendo questa modalità, invece di attingere al fondo accumulato per la pensione integrativa, il lavoratore che accede alla pensione anticipata RITA utilizza invece quel capitale accumulato nel tempo come una rendita anticipata, in attesa di maturare i requisiti per il pensionamento ordinario.
    Inoltre, la rendita potrà essere al massimo di 5 anni e potrà seguire un’erogazione mensile, bimestrale o trimestrale.
    Uno dei vantaggi più evidenti della pensione anticipata RITA è che, oltre a godere di particolari agevolazioni fiscali, questa può essere richiesta anche insieme all’APE volontaria o all’APE sociale.
    Generalmente, però, la pensione anticipata RITA viene utilizzata da chi non ha i requisiti per usufruire delle altre uscite anticipate.
    Pensione anticipata RITA: ecco le due possibilità
    I lavoratori che scelgono RITA, tuttavia, hanno comunque due opzioni di scelta:
    – Riscattare in anticipo l’intero capitale maturato con i fondi della previdenza complementare
    – liquidare solo una parte di questa
    Nella prima soluzione, il lavoratore rinuncerà alla pensione integrativa futura, mentre nel secondo caso la rendita complementare non si annullerà del tutto ma avrà cifre decisamente più basse.
    Pensione RITA 2019, come fare domanda
    Per accedere alla pensione RITA 2019, sarà necessario produrre un’autocertificazione su un modulo previsto dalla società che gestisce il fondo di pensione integrativa, quindi ad esempio, nel caso dei lavoratori della scuola, sarà un modulo fornito da Espero.
    Alla domanda bisogna allegare la copia del documento di identità, l’attestazione della maturazione dei 20 anni di contributi nel regime obbligatorio di appartenenza e una certificazione rilasciata dall’Ente previdenziale di appartenenza (es. estratto conto integrato o altra certificazione).



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    Quota 100, chiarimenti su incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro


    Con Circolare n. 117 del 9 agosto scorso l’INPS ha fornito chiarimenti in merito all’incumulabilità della “pensione quota 100” con i redditi da lavoro, oltre ad indicazioni relativamente alla valutazione dei periodi di lavoro svolti all’estero e in tema di decorrenza del trattamento pensionistico.
    Incumulabilità della “pensione quota 100” con i redditi da lavoro
    Ai fini del conseguimento della pensione anticipata, definita “pensione quota 100”, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività di lavoro autonomo (ad esempio, cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi, dall’iscrizione camerale, dagli albi professionali, chiusura della partita IVA, etc.), stante la previsione normativa dell’incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro e non anche dell’incompatibilità della stessa con lo svolgimento dell’attività lavorativa.
    Quindi, in caso di svolgimento di attività di lavoro autonomo, fermo restando l’obbligo del versamento della contribuzione obbligatoria presso la relativa gestione, i redditi eventualmente percepiti a seguito dello svolgimento della predetta attività rilevano, ai fini della incumulabilità della “pensione quota 100”, secondo i criteri e nei limiti di indicati nei paragrafi 1.1 (Redditi derivanti da attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale), 1.2 (Redditi derivanti da attività lavorativa autonoma occasionale) e 1.3 (Redditi che non rilevano ai fini dell’incumulabilità della pensione).
    Sospensione del pagamento della pensione
    Il pagamento della pensione è sospeso nell’anno in cui siano stati percepiti i redditi da lavoro di cui ai paragrafi 1.1 e 1.2, nonché nei mesi dell’anno, precedenti quello di compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia, in cui siano stati percepiti i predetti redditi.
    Pertanto, i ratei di pensione relativi a tali periodi non devono essere corrisposti ovvero devono essere recuperati ai sensi dell’articolo 2033 c.c. ove già posti in pagamento.
    Dichiarazione del lavoratore
    Ai fini dell’accertamento dell’incumulabilità della “pensione quota 100” con i redditi da lavoro, i titolari di pensione devono presentare all’INPS un’apposita dichiarazione (mod. “Quota 100”), anche in via preventiva, riguardante lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma da cui derivino redditi incumulabili con la “pensione quota 100”, salvo che non si tratti di redditi di importo inferiore a € 5.000 lordi annui derivanti da attività autonoma occasionale.
    Con tale modello sarà possibile indicare se i redditi percepiti in un determinato anno debbano essere imputati al periodo anteriore alla decorrenza della “pensione quota 100” o successivo al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.
    Tale modello consentirà, inoltre, l’indicazione della ricorrenza delle casistiche derogatorie.
    La pubblicazione del modello sul sito dell’Istituto, sezione modulistica, sarà comunicata con successivo messaggio.

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