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Discussione: Maturità, latino al Classico

  1. #471
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    Maturità 2021, la nuova ipotesi che piace agli studenti: maxi orale con tesina


    Stretta sulla Maturità 2021. Il neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi ha chiuso la lettura delle audizioni realizzate dalla precedente amministrazione e ieri mattina ha sentito la presidente dell’Istituto Invalsi, Anna Maria Ajello, e convocato Max Bruschi, il capo Dipartimento che ha fin qui seguito l’Esame di Stato, probabilmente l’ultimo suo impegno. A La Repubblica l’ex ministra Azzolina ha spiegato che l’ordinanza relativa alla maturità 2021 era praticamente pronta: “L’ho fermata per senso di responsabilità istituzionale. Abbiamo sentito i docenti, gli studenti, le famiglie, i sindacati. Tutti volevano, come l’anno scorso, un esame orale con commissione interna. A cui avevo aggiunto una piccola cosa: che i ragazzi potessero preparare un progetto su come hanno vissuto quest’anno difficile, cos’hanno imparato, cos’ha cambiato nelle loro vite”. E in effetti, secondo una indagine della Rete della conoscenza, l’88% degli studenti che dovranno affrontare l’esame di Stato preferirebbe un nuovo maxi orale orale senza prove scritte. E potrebbe essere di nuovo così, con l’aggiunta di un piccolo particolare che sta trapelando in queste ore: il ritorno alla tesina.
    Sembrerebbe infatti che Bianchi stia studiando proprio la reintroduzione della tesina multidisciplinare, da alcuni considerata più strutturata e accurata del testo presentato lo scorso anno scolastico, relativo alla disciplina (o discipline) della seconda prova scritta. Un’idea che gli studenti, sempre secondo l’indagine di Rete della conoscenza, sembrerebbero apprezzare. Stando ai dati, l’84% degli intervistati vorrebbe infatti la reintroduzione della tesina multidisciplinare, considerata uno dei pochi momenti di elaborazione soggettivi. Riguardo i criteri di accesso il 77% ritiene che i Pcto e il 90% sostiene che le prove Invalsi non debbano essere un criterio di accesso agli esami di Stato.
    «Le statistiche di Ipsos per Save the Children e dell’ordine degli psicologi in collaborazione con lo stesso ministero dell’Istruzione – afferma Luca Redolfi dell’esecutivo nazionale dell’Unione degli studenti – hanno dimostrato ampiamente l’incidenza negativa di questi mesi di Didattica a distanza sulla salute (mentale soprattutto) degli studenti e delle studentesse, considerando inoltre l’attuale fase in cui i docenti in tutto il paese stanno utilizzando i momenti in presenza per inseguire valutazioni mancanti e programmi didattici arretrati piuttosto che garantire una fase di recupero, ci sembra inaccettabile pensare che ancora una volta alle incertezze sulla maturità si risponda con l’ennesima riforma contingenziale dell’esame, che con ogni probabilità verrà modificata ancora e ancora, calata dall’alto, senza considerare le necessità degli studenti e delle studentesse. Chiediamo un incontro con il nuovo ministro Bianchi sul futuro della scuola», conclude Redolfi .


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  2. #472
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    Orale più tesina, ecco la maturità di giugno 2021


    Per i circa 480mila maturandi 2021 l’attesa potrebbe finire oggi. Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è pronto a firmare l’ordinanza con le disposizioni sugli esami di Stato che inizieranno a metà giugno. I testi sono alle ultime limature tecniche, dopo un approfondito lavoro preparatorio condotto dall’ex ministra Lucia Azzolina che aveva ascoltato tutto il mondo della scuola, studenti in testa.
    La maturità 2021 ricalcherà molto probabilmente lo schema 2020, seppur con qualche novità. Al posto dei canonici due scritti e dell’orale previsti prima della pandemia, la prova dovrebbe rimanere un solo ampio colloquio da svolgersi in presenza, che dovrebbe partire il 16 giugno. Accanto – molto probabilmente – a un elaborato/tesina, che dovrebbe partire dall’italiano, anche per consentire agli studenti di raccontare questi mesi difficili legati al Covid. L’alternativa è un tema sempre d’italiano.
    Quanto alla commissione d’esame sarà composta da sei membri interni, più il presidente esterno.
    A differenza del 2020, poi, quando i tre mesi di lockdown delle scuole suggerirono di ammettere all’esame di maturità tutti gli studenti quest’anno dovrebbe ritornare il giudizio di ammissione. Molto probabilmente servirà il 6 in tutte le materie, ma si potrà essere ammessi anche con una insufficienza. Tra i requisiti obbligatori non dovrebbe esserci l’aver svolto le ore minime di scuola-lavoro. Quanto alle prove Invalsi la soluzione che si starebbe delineando è di farle partire regolarmente a marzo per gli studenti di quinta superiore. Sul requisito d’ammissione si starebbe trattando.
    «Le prove Invalsi sono utili a rilevare i livelli di apprendimento dei ragazzi – osserva Gabriele Toccafondi (Iv) -. Lasciamo poi alle scuole, nella loro autonomia, l’utilizzo di queste informazioni per impostare le necessarie attività di recupero».


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  3. #473
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    Unsic: vaccinare i maturandi prima degli esami




    l’Unsic, Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori, dell’impresa e delle professioni, che a giorni presenterà il libro “Covid e dintorni”, a cura dell’imprenditore Domenico Mamone e del giornalista Giampiero Castellotti, con un’ampia sezione dedicata al mondo dell’istruzione, ha lanciato la proposta di vaccinare, oltre ai prof, anche i candidati agli esami di stato: “Sarebbe auspicabile che, al pari degli insegnanti, si includessero subito nella campagna vaccinale anche gli studenti maturandi per evitare loro di contagiarsi a ridosso dell’esame. L’esito delle varianti, più contagiose per i giovani, potrebbe condizionare la preparazione o la prova stessa dei ragazzi”.
    Si tratterebbe dunque di vaccinare circa 470 mila ragazzi in tutto il territorio nazionale.
    E l’ Unsic aggiunge pure un comunicato nel quale, plaudendo “la decisione dell’assessore alla Salute della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, di portare la didattica digitale integrata al 100 per cento, in questa fase, per dare la possibilità a tutto il personale scolastico di vaccinarsi, invita tutti i governatori regionali ad adottare analoga delibera a beneficio del personale della scuola, estendendo la vaccinazione ai maturandi, il tutto con il fine della sicurezza attuale e futura”.



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  4. #474
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    Ecco la Maturità: niente scritti, solo un orale e un elaborato concordato


    Ecco la Maturità di giugno 2021. E’ pronta la prima ordinanza firmata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e lunedì sarà inviata al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione per un parere. Commenta lo stesso ministro: “Gli studenti avranno modo di esprimere quanto maturato nel corso degli anni di studio”.
    Nel testo definitivo ci sono tutti gli elementi anticipati da Repubblica: esame solo orale, lungo, che prenderà l’avvio dall’elaborato dello studente. Quella che era conosciuta come la tesina, sarà un testo (o un prodotto multimediale o una prova pratica) che i maturandi potranno decidere insieme al coordinatore di classe e prepare in anticipo, con almeno un mese di tempo a disposizione.
    Gli studenti, sostiene il ministero, saranno seguiti dall’assegnazione dell’argomento dell’elaborato fino alla sua discussione di fronte alla commissione.
    Quest’anno bisogna essere ammessi
    La sessione d’Esame avrà inizio il prossimo 16 giugno. L’Esame prevede un colloquio orale, a partire dalla presentazione di un elaborato che sarà assegnato dai Consigli di classe, sulla base del percorso svolto. L’elaborato riguarderà le discipline dell’indirizzo di studi, che potranno essere integrate anche con apporti di altre discipline, esperienze relative ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento o competenze individuali presenti nel curriculum dello studente. L’ammissione all’Esame sarà deliberata dal Consiglio di classe.
    Prove Invalsi a maggio e non fa punteggio
    Come per gli esami conclusivi del primo ciclo, la partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno (dal primo marzo per la classi quinte), non sarà requisito di accesso, e saranno le istituzioni scolastiche a stabilire eventuali deroghe alla frequenza, prevista per i tre quarti dell’orario individuale. C’è una deroga anche al monte orario previsto per i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, la cosiddetta Alternanza scuola lavoro, che non rappresenta un requisito di accesso.
    Il colloquio partirà dall’elaborato predisposto dai candidati. L’argomento dell’elaborato sarà assegnato a ciascun studente entro il prossimo 30 aprile dal Consiglio di classe. Ogni docente seguirà un gruppo di studenti. I ragazzi saranno accompagnati durante la costruzione del loro elaborato, che dovrà essere consegnato all’insegnante di riferimento entro il 31 maggio. L’elaborato potrà avere la forma più varia, in modo da tenere conto della specificità dei diversi indirizzi di studio, della progettualità delle istituzioni scolastiche e delle caratteristiche dello studente in modo: questa amministrazione ha voluto valorizzare le peculiarità e il percorso personalizzato gin lì compiuto. Dopo la discussione dell’elaborato, la prova orale proseguirà con l’analisi di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento della Lingua e della Letteratura italiana. Saranno poi analizzati, come lo scorso anno, alcuni materiali (un testo, un documento, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione. All’interno dell’elaborato o nel corso del colloquio saranno esposte le esperienze svolte nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Nella conduzione dei colloqui si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente, che comprende il percorso scolastico, ma anche le attività effettuate in altri ambiti, come sport, volontariato, attività culturali.
    Commisione interna con presidente esterno
    Il credito scolastico avrà un peso fino ad un massimo di 60 punti, 40 per l’orale. La votazione finale resta in centesimi e si potrà ottenere la lode. La commissione sarà interna, con il presidente esterno.
    “Studentesse e studenti, attraverso il loro elaborato, potranno dimostrare ciò che hanno appreso e compreso, la loro capacità di pensiero critico e di esprimersi”, ha detto il ministro Bianchi. “L’Esame deve essere concepito come il diritto di tutti gli studenti ad essere valutati sulla base delle attività scolastiche svolte nell’arco di tutto il loro percorso. Tenendo conto delle difficoltà vissute durante l’emergenza sanitaria”.
    L’Esame del primo ciclo
    L’Esame di Terza media prevede una prova orale a partire dalla discussione, anche qui, di un elaborato su un tema che i Consigli di classe assegneranno, tenendo conto delle caratteristiche personali di ciascun studente, entro il prossimo 7 maggio. Il lavoro sarà trasmesso alla commissione entro il 7 giugno. I docenti seguiranno i singoli alunni, suggerendo la forma di impegno più idoneo e accompagnandoli durante la stesura. L’elaborato potrà essere scritto, in forma multimediale, potrà essere una produzione artistica o tecnico-pratica e coinvolgere una o più discipline. La votazione finale resta in decimi. Si potrà ottenere la lode. L’ammissione all’Esame sarà deliberata dal Consiglio di classe. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno, non sarà requisito di accesso. Anche qui sula frequenza saranno i collegi docenti a introdurre le eventuali deroghe, tenuto conto delle specifiche situazioni dovute all’emergenza pandemica.



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  5. #475
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    La formula 2021 del neoministro Bianchi non convince molti studenti


    Una sola prova orale, che parta dalla discussione su un elaborato preparato dai ragazzi. A molti studenti non piace la maturità 2021 del neoministro Bianchi, simile a quella dello scorso anno, la cui formula verrà presto confermata dall’ordinanza del ministero dell’Istruzione.
    Secondo un sondaggio di Skuola.net su 1.500 maturandi, quasi 1 su 2 avrebbe cancellato del tutto l’esame di Stato. Non tanto per ragioni sanitarie (solo il 7% dei contrari adduce questa motivazione), quanto per l’impossibilità di essere preparati adeguatamente, dopo oltre un anno di didattica a distanza (la pensa così il 47% di chi boccia la Maturità 2021).
    Il 27% invece ritiene che non serva una prova finale per valutare quanto fatto negli ultimi cinque anni. E i #NoMat aumentano ogni giorno. Oltre 64mila le firme per la petizione online per cancellare del tutto l’esame, promossa da un gruppo di maturandi sulla piattaforma Change.org.
    «Metà dei maturandi circa che abbiamo interpellato la maturità non vorrebbe farla proprio e propone di basarsi sui voti finali» – spiega a “Tutti a scuola”, su Radio 24, Daniele Grassucci di Skuola.net (qui il podcast https://bit.ly/3qIixlF ).
    «La maturità anche prima della pandemia era un esame che andava a confermare la media finale, la traduceva semplicemente dai decimi ai centesimi. In effetti il maxiorale peserà fino a 40 punti su 100, con un peso dunque inferiore rispetto agli anni precedenti. I più bravi partiranno già da 60, sono già promossi, l’esame potrebbero proprio non farlo».
    Novità di quest’anno invece sull’ammissione: non tutti gli studenti verranno ammessi in automatico come lo scorso anno. La decisione spetta al Consiglio di classe. «Un tema sopravvalutato. Di fatto era già così – spiega Grassucci -. Negli anni passati solo il 4 per cento dei ragazzi non veniva ammesso all’esame e in gran parte si trattava di studenti che si erano ritirati».
    Agli studenti non piace neanche l’idea dell’allungamento del calendario scolastico. «Già oggi esiste la norma che consente alle scuole di allungare il calendario laddove si siano perse ore di lezione per cause di forza maggiore, ma non lo fa nessuno. Anche in anni scolastici falcidiati dai ponti o chiusure per maltempo non si è ricorsi a questa possibilità. Va tenuto presente che l’anno scolastico è stato eterogeneo, i risultati della didattica a distanza vanno esaminati da scuola a scuola, da zona a zona, da famiglia a famiglia. Per cui un prolungamento generalizzato, secco, uguale per tutti, può essere troppo per qualcuno o troppo poco per altri. Questi ragazzi devono essere messi in condizioni di recuperare, ma bisogna fare un piano serio: rilevare chi ha davvero bisogno di recuperare e spalmare il piano su un anno o due. Deve essere qualcosa di oggettivo. Per questo c’è la necessità di svolgere prove Invalsi a tappeto che ci forniscano un dato oggettivo sulle competenze chiave e ci permettano di verificare lo storico, cioè di confrontare i dati con gli anni precedenti, così da poter attuare interventi mirati. Mirati e di lungo periodo: non si può pensare di recuperare un anno scolastico con due settimane in più in classe. Triste pensare che l’anno scorso si era detto “tutti promossi” perché il prossimo anno recuperiamo, quando quest’anno siamo ancora ad aumentare il debito formativo, ad accumulare ritardi».


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  6. #476
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    Maturità 2021: 1 studente su 2 approva la ‘formula Bianchi’


    Gli studenti approvano il ‘pacchetto Bianchi’ per la Maturità 2021, il primo atto ufficiale del neo ministro dell’Istruzione. Che, di fatto, nella sua ossatura di base ripropone la formula adottata per l’esame 2020: niente prove scritte ma di nuovo un maxi-orale su tutte le materie, un elaborato sulle materie d’indirizzo (in sostituzione della seconda prova), davanti a una commissione tutta interna, da svolgere in presenza e sempre alla fine di giugno (anche se il calendario scolastico dovesse prolungarsi). Per averne la conferma definitiva manca solo il parere (obbligatorio ma non vincolante) del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Nel frattempo però, come detto, gli studenti si sono già espressi. A raccogliere la loro voce il portale Skuola.net, con un sondaggio che ha coinvolto 1.500 maturandi. Dal quale emerge che più o meno tutti i passaggi dell’ordinanza – anticipata dal MI – risultano graditi ad almeno 1 maturando su 2.
    La decisione, ad esempio, di replicare la soluzione d’emergenza individuata lo scorso anno – quando al posto degli scritti si decise di valutare gli studenti attraverso un colloquio più approfondito e più lungo del solito – piace al 50% dei prossimi maturandi. Solo 1 su 10 avrebbe preferito un ritorno all’esame classico (due scritti più l’orale breve). Gli altri dividono le loro preferenze tra formule ibride: un solo scritto e poi orale, doppio scritto ma con tracce proposte dalla commissione, primo scritto nazionale e secondo ‘interno’.
    Se il via libera dei maturandi c’è, non si tratta tuttavia di un plebiscito. Persiste, infatti, un’ampia fetta di studenti che ha un atteggiamento scettico addirittura sull’opportunità di farlo svolgere l’esame di Stato. Quasi 1 su 2 lo avrebbe cancellato. Non tanto per ragioni sanitarie (tesi sposata dal 7% dei contrari) quanto per l’impossibilità di essere preparati adeguatamente a un passaggio del genere dopo oltre un anno di didattica a distanza (la pensa così il 47% di chi boccia la Maturità 2021); con il 27% che invece ritiene che non serva una prova finale per valutare quanto fatto negli ultimi cinque anni. Una schiera, quella dei ‘NoMat’ che nel frattempo si ingrossa di giorno in giorno: la petizione online più consistente lanciata su Change.org ha già superato le 60mila firme..
    “In realtà la volontà dei maturandi di non sostenere l’esame non dovrebbe essere vista solo come un atto di tipica contestazione studentesca – commenta Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – anzi forse è lucida lettura di cosa ormai la Maturità sia diventata: un vuoto rito di passaggio invece che una vera e propria prova di valutazione. Spesso il punteggio con cui ci si diploma è una mera conferma della media finale, espressa in centesimi invece che in decimi. Fatta questa premessa, una formula come quella del 2020 lascia agli studenti la possibilità, o la difficoltà, di cimentarsi con un esame che sia lo specchio del loro percorso di studi, per forza di cose estremamente eterogeneo. Per questo il maxi orale, con la commissione interna, appaiono l’unico strumento per adattare l’esame al percorso di ogni classe. La vera novità sarebbe stata abolirla, la Maturità. Ma non è un’opzione di cui dispone il ministro dell’Istruzione, serve una legge approvata dal Parlamento”.
    Tornando all’esame, se proprio deve esserci, i ragazzi appoggiano la ferma volontà del MI di farlo svolgere in presenza: il 51% è d’accordo; va però detto che 1 su 3 avrebbe preferito l’esame ‘a distanza’. Tendenziale apprezzamento pure per il timing di partenza dell’esame, confermato subito dopo la metà di giugno, anche se gli altri studenti dovessero andare a scuola per tutto il mese (ipotesi su cui il Ministero sta ragionando in questi giorni): 3 su 4, infatti, non avrebbero preso bene uno spostamento al mese di luglio. Bene anche il punteggio: il 45% concorda sull’attribuire massimo 40 crediti alla prova finale (e non 60 come previsto dalla normativa generale sugli esami di Stato), dando maggior peso al curriculum scolastico; anzi, 1 su 3 avrebbe valorizzato ancora di più quest’ultimo dato. Meno sorrisi invece per il principale cambiamento rispetto al 2020: il ritorno, seppur non così rigoroso, dello sbarramento di fine anno; perché il 52% avrebbe preferito di nuovo il ‘tutti ammessi’.


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    Sport, lingue, volontariato: gli hobby sbarcano all’esame


    Nella seconda maturità formato Covid delle tante conferme e delle poche novità spicca il doppio debutto del curriculum dello studente. Oltre ad accompagnare il diploma finale e a certificare il profilo scolastico ed extrascolastico di uscita di ogni diplomato questo documento avrà un ruolo già durante l’esame di Stato. Nel personalizzare l’elaborato di partenza sulla materia d’indirizzo, la mini-tesi voluta dal ministro Bianchi, ogni maturando potrà infatti attingere non solo alle altre discipline ma anche agli hobby e alle altre esperienze svolte nel tempo libero.
    Il modello da adottare
    Arriva così al traguardo una delle innovazioni volute dal decreto legislativo 62 del 2017 e rimandata più volte. Il curriculum dello studente – stando al Dm n.88 dell’agosto scorso che lo ha regolamentato – deve riportare «i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito». Sulla base di un modello standardizzato allegato allo stesso decreto ministeriale e organizzato in tre parti. Nella prima, denominata “Istruzione e formazione” vanno indicate le esperienze scolastiche curriculari ed extracurriculari (crediti, corsi integrativi, esperienze di alternanza eccetera); nella seconda (“Certificazioni”) vanno dettagliate le conoscenze linguistiche e informatiche acquisite; nella terza (“Attività extrascolastiche”) e ultima sezione vanno elencati gli hobby e gli interessi coltivati nel tempo libero. Si va dallo sport alla musica al volontariato.
    Il tassello che manca
    Al netto dell’utilizzo che ogni ragazzo ne farà per arricchire la sua tesina di partenza il curriculum va redatto con l’aiuto delle scuole che devono farsi carico di compilare (in esclusiva) la prima sezione del documento e (in tandem con lo studente) la seconda. Agli alunni viene invece lasciata libertà d’azione sulla terza parte. Ma la nota ad hoc, preannunciata a settembre dal ministero dell’Istruzione per spiegare come farlo e attesa entro gennaio, non è ancora arrivata.
    Le scelte degli studenti
    Per avere un’idea delle attività extrascolastiche che i maturandi hanno svolto e che potrebbero ora finire nel curriculum possiamo utilizzare l’ultima fotografia di Almadiploma. Dall’indagine sul profilo 2020 dei diplomati – che ha coinvolto 37mila ex studenti delle superiori – ad esempio emerge che un’esperienza lavorativa durante gli studi – prevalentemente stagionale o saltuaria– riguarda il 54,5% dei diplomati (il 63,6% negli indirizzi professionali, il 60,3% nei tecnici e il 49,7% nei licei). Più elevato invece il tasso di partecipazione alle attività sportive che è del 62,4 per cento (di questi, il 41,2% gli dedica almeno 7 ore a settimana): numeri da verificare con le palestre e le piscine chiuse da ottobre a causa della pandemia. Mentre dovrebbe essere andata meglio a quel 54,9% che ha svolto nel tempo libero almeno un’attività culturale tra fotografare, suonare, disegnare, danzare, scrivere testi, cantare,sviluppare un proprio sito web o blog, recitare, fare riprese video o dipingere. E che ora potrà raccontare in sede d’esame.


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    La maturità «light» alza il voto medio


    Chissà se il ritorno dell’ammissione per la maturità di giugno basterà, da solo, a rendere l’esame 2021 diverso da quello svolto in maniera «light» già lo scorso anno. E, magari, meno generoso nei voti. Nel 2020, alla prima maturità semplificata dell’era Covid e al via libera generalizzato ex lege per tutti gli studenti, è seguito un aumento, altrettanto generalizzato degli esiti finali. Quantificabile in 4,6 punti in più rispetto al 2018/19 pre-pandemia. A dirlo è uno studio dell’Invalsi, su dati dell’Istruzione, che Il Sole 24 Ore del Lunedì è in grado di anticipare e che arriva alla vigilia dell’ordinanza con cui il ministro Patrizio Bianchi, suggellerà il bis a grandi linee del modello emergenziale usato 12 mesi fa: unica prova orale di 60 minuti che parte da un elaborato scritto sulle materie di indirizzo.
    Lo studio dell’Invalsi
    I ricercatori dell’istituto di valutazione hanno esaminato le serie storiche degli esami di Stato dal 2013-2014 al 2019-2020. Con risultati sorprendenti soprattutto se si considerano tutti gli studi internazionali che stanno certificando come a una sospensione della didattica a distanza e alla sua sostituzione con le lezioni on line stia seguendo, a tutte le età, un calo degli apprendimenti. Fino al 2018-2019 i voti medi sono piuttosto lineari. Ma nel 2019/20 – quando la maturità è stata semplificata, con l’abolizione dei due scritti e il mantenimento di un colloquio in 4 step, compreso l’elaborato sulle materie d’indirizzo di fronte a una commissione tutta interna con il solo presidente esterno – lo scenario cambia. E la manica dei commissari diventa “ultra larga” con aumenti del 6% in tutte le regioni così da annullare anche le tradizionali differenze sui giudizi tra Nord (più rigoroso) e Sud (più generoso). Un balzo che, secondo l’Invalsi, è dovuto in primis al venir meno dell’effetto “calmierante” delle prove scritte che, in genere, assicurano un maggior ancoraggio del giudizio alla prestazione effettiva degli studenti. Da qui l’auspicio che valutazione interna sia bilanciata da quella esterna, per assicurare ai voti di maturità un minimo di credibilità. Tanto più che già da anni la percentuale di “maturi” sfiora il 100% (il 99,5% l’anno scorso). A giugno 2020 un diplomato su 2 ha ottenuto più di 80 e le lodi sono salite a 12.129.
    L’ordinanza in arrivo
    Il film potrebbe ripetersi alle prove in calendario a partire dal 16 giugno alle ore 8.30. A giudicare dall’ordinanza ministeriale che ha incassato venerdì scorso l’ok del Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) e che è attesa ad horas. I punti di contatto con il modello del 2020 sono parecchi: una commissione d’esame con 6 membri interni e il presidente esterno; un colloquio in 4 fasi, che parte da un elaborato sulle materie di indirizzo (latino/greco al liceo classico, matematica/fisica allo scientifico eccetera) e prosegue con l’analisi di un testo d’italiano scelto dalla commissione, la discussione sugli altri materiali predisposti dal consiglio di classe e il racconto delle esperienze di Pcto (l’ex alternanza scuola lavoro); il curriculum vale 60 punti (di cui 18 in terza, 20 in quarta e 22 in quinta) e l’orale 40; niente obbligatorietà – a proposito di raccordo tra valutazione interna ed esterna – delle prove Invalsi e deroga alle ore minime di Pcto. Oltre che sul ritorno dell’ammissione sulla base dei giudizi del consiglio di classe (anche sulla new entry Cittadinanza e costituzione) le speranze di discontinuità sembrano affidate allora all’elaborato di partenza. Che Bianchi si immagina come una mini-tesi. Lo studente conoscerà entro il 30 aprile il tema da approfondire e avrà un docente tutor con cui confrontarsi prima dell’invio definitivo via mail del lavoro entro il 31 maggio. Chi non lo farà dovrà comunque discutere oralmente lo stesso argomento e verrà penalizzato al momento del voto finale.


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    Maturità di 60 minuti. Nella mini-tesi latino e greco al classico, matematica e fisica allo scientifico


    L’attesa per i 470mila maturandi è finita. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato le ordinanze sugli esami di Stato, che per i ragazzi di quinta superiore prenderanno il via il prossimo 16 giugno. L’attesa era soprattutto per conoscere le materie d’indirizzo da cui prenderà il via l’elaborato, il cui argomento sarà assegnato a ciascun studente dai consigli di classe entro il prossimo 30 aprile (la consegna della mini-tesi dovrà avvenire entro il successivo 31 maggio). Ci saranno, ad esempio, lingua e cultura latina e lingua e cultura greca al classico, matematica e fisica allo scientifico, lingua e cultura straniera 1 e Lingua e cultura straniera 3 per il liceo linguistico. Ma procediamo con ordine.
    Anche quest’anno esame semplificato
    Anche quest’anno, la maturità sarà semplificata. L’esame prevede un colloquio orale, che partirà, come detto, dalla discussione di un elaborato. Ci sarà un mese per poterlo sviluppare, sotto la guida di un docente che accompagnerà questo percorso, aiutando ciascun candidato a valorizzare quanto appreso. L’elaborato sarà assegnato sulla base del percorso svolto e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, che potranno essere integrate anche con apporti di altre discipline, esperienze di scuola-lavoro presenti nel curriculum dello studente. L’elaborato potrà avere forme diverse, in modo da tenere conto della specificità dei diversi indirizzi di studio, della progettualità delle scuole e delle caratteristiche dello studente.
    Le discipline caratterizzanti
    Con l’ordinanza sono state pubblicate le discipline caratterizzanti dell’elaborato. Lingua e cultura latina e lingua e cultura greca per il liceo classico, matematica e fisica per lo scientifico, lingua e cultura straniera 1 e lingua e cultura straniera 3 per il liceo linguistico. E ancora, Scienze umane per il liceo delle Scienze umane, discipline pittoriche per l’artistico indirizzo arti figurative Grafico-pittorico, economia aziendale per l’istituto tecnico settore economico indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, progettazione multimediale e laboratori tecnici per l’istituto tecnico settore tecnologico indirizzo Grafica e comunicazione, laboratorio di servizi di accoglienza turistica e diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva per l’istituto professionale indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Articolazione Accoglienza turistica.
    Lo svolgimento del colloquio
    Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Ci sarà spazio per l’esposizione dell’esperienza di scuola-lavoro.
    I voti
    Il candidato dimostrerà, nel corso del colloquio, di aver maturato le competenze e le conoscenze previste nell’ambito dell’educazione civica. La durata indicativa del colloquio sarà di 60 minuti. Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 60 punti, di cui fino a 18 per la classe terza, fino a 20 per la classe quarta e fino a 22 per la classe quinta. Con l’orale verranno assegnati fino a 40 punti. La valutazione finale sarà espressa in centesimi, sarà possibile ottenere la lode.
    Il debutto del curriculum dello studente
    Nella conduzione dei colloqui si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente, che comprende il percorso scolastico, ma anche le attività effettuate in altri ambiti, come sport, volontariato e attività culturali. Il numero di candidati che sostengono il colloquio non può essere superiore a 5 per giornata; l’ordine di convocazione dei candidati sarà secondo la lettera alfabetica stabilita in base al sorteggio dalle singole commissioni.
    Torna l’ammissione
    L’ammissione dei candidati sarà disposta, in sede di scrutinio finale, dal consiglio di classe. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che sono regolarmente iniziate il 1° marzo, non sarà requisito di accesso, e saranno le istituzioni scolastiche a stabilire eventuali deroghe al requisito della frequenza, previsto per i tre quarti dell’orario individuale. Si deroga anche al monte orario previsto per l’alternanza scuola-lavoro, che non rappresenta, anch’essa, un requisito di accesso.
    Commissari interni, presidente esterno
    La commissione sarà interna, con il presidente esterno. I candidati esterni svolgeranno la prova preliminare nel mese di maggio, e comunque non oltre il termine delle lezioni, per poter accedere all’esame di giugno. Per i candidati esterni, sono sedi di esame le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione alle quali gli stessi sono assegnati.


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    Maturità dal 16 giugno colloquio in presenza e commissione interna


    Un solo orale, senza prove scritte, e la commissione esaminatrice tutta interna, ad eccezione del presidente che sarà esterno: è questo l’impianto dell’esame di maturità di quest’anno, in base alle ordinanze emanate ieri dal ministro Bianchi.
    Di fatto viene confermato lo schema utilizzato nel 2020 quando gli istituti riaprirono le aule per far svolgere gli esami in presenza, dopo mesi di chiusure a causa della pandemia. Anche su questo ultimo aspetto potrebbero esserci purtroppo delle similitudini visto che gli studenti dell’ultimo anno potrebbero rischiare di ritrovarsi a preparare l’esame a distanza, se l’indice dei contagi dovesse continuare a crescere. Partendo proprio da questo rischio, le prove scritte sono state abolite: i colloqui inizieranno in tutta Italia il 16 giugno prossimo. Quest’anno però, a differenza di quanto avvenuto un anno fa, gli studenti dovranno conquistarsi l’ammissione alla maturità: spetta ai loro professori decidere se portarli all’esame oppure no.
    ELABORATI
    Intanto, entro il 30 aprile, i consigli di classe assegneranno agli studenti gli argomenti degli elaborati da portare all’esame, che i candidati dovranno preparare e consegnare entro il 31 maggio. Avranno quindi un mese di tempo per mettere a punto il testo da cui partiranno poi per dare il via all’orale. L’elaborato sarà assegnato in base alle discipline caratterizzanti dell’indirizzo di studi.
    Proprio come accadeva in passato per la seconda prova scritta, i ragazzi quest’anno nel loro elaborato dovranno affrontare i temi indicati a livello nazionale dal ministero dell’istruzione: latino e greco per il liceo classico, matematica e fisica per lo scientifico, due lingue straniere per il liceo linguistico, scienze umane per il liceo delle scienze umane, discipline pittoriche per l’artistico indirizzo arti figurative grafico-pittorico, economia aziendale per l’istituto tecnico settore economico e laboratorio di servizi di accoglienza turistica per il professionale alberghiero. Dopo la presentazione dell’elaborato si passerà alla discussione di un testo e all’analisi di materiali proposti dalla commissione. Il candidato potrà parlare dell’esperienza svolta nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex alternanza scuola lavoro, e delle tematiche legate all’educazione civica. Il punteggio massimo per il colloquio è 40, a cui si aggiunge un massimo di 60 punti per i crediti scolastici dell’ultimo triennio.
    VOTO MASSIMO 100
    Il voto massimo finale è 100 a cui la commissione può decidere di aggiungere la lode. Per quel che riguarda invece gli esami di terza media, si svolgeranno in presenza con un solo orale che si svolgerà dopo la fine delle lezioni ed entro il 30 giugno. Anche in questo caso gli alunni porteranno un elaborato che verrà loro assegnato dal consiglio di classe entro il 7 maggio e dovranno consegnarlo entro il 7 giugno. Mentre si svolgono gli esami conclusivi delle medie e delle superiori, nelle scuole si svolgeranno anche i corsi di recupero per i ragazzi che hanno delle lacune. Il calendario scolastico resta quindi intatto: resteranno a studiare solo coloro che hanno delle insufficienze.
    Lorena Loiacono


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