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Discussione: Maturità, latino al Classico

  1. #441
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    Maturità 2020, docenti lavoratori fragili possono partecipare in videoconferenza. Chiarimenti Ministero




    Maturità 2020: chiarimenti Ministero sui “lavoratori fragili” e la loro partecipazione allo svolgimento degli esami anno scolastico 2019/20.
    Con nota del 28 maggio 2020 il Ministero afferma
    “Il dirigente scolastico, sulla base delle documentazioni mediche prodotte dagli interessati, identifica i docenti che, in quanto “lavoratori fragili”, per come individuati ai sensi del paragrafo “Misure specifiche per i lavoratori” del Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado”, debbono poter utilizzare la modalità di cui all’articolo 26, comma 1, lett. c).”
    Individuazione dei lavoratori fragili
    In questi giorni i Dirigenti Scolastici stanno predisponendo gli adempimenti attraverso i quali i docenti possono dichiarare il loro status di lavoratori fragili.
    Tale elenco dovrà essere trasmesso al Presidente di Commissione.
    Tali lavoratori – come indicato nella nota del 28 maggio, “debbono poter utilizzare la modalità di cui all’articolo 26, comma 1, lett. c), cioè
    “nei casi in cui uno o più commissari d’esame siano impossibilitati a seguire i lavori in presenza, inclusa la prova d’esame, in conseguenza di specifiche disposizioni sanitarie connesse all’emergenza epidemiologica, il presidente dispone la partecipazione degli interessati in videoconferenza o altra modalità telematica sincrona”
    Lo status di lavoratore fragile
    Chi è il lavoratore fragile?
    Nell’intesa sottoscritta tra Ministero e sindacati si legge che il ministero si impegna a “dare indicazioni puntuali alle istituzioni scolastiche e agli UUSSRR per le rispettive competenze, secondo quanto previsto dal Documento tecnico scientifico, circa le modalità di esonero dall’esame in presenza per tutto il personale in situazione di fragilità in relazione alla possibilità di contagio per le categorie fragili e con fattori a rischio”
    Nel documento tecnico per lo svolgimento degli Esami di Stato in riferimento all’adozione di misure specifiche per i lavoratori nell’ottica del contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e di tutela dei lavoratori “fragili”, si legge che sarà attivata quella che viene chiamata la “sorveglianza sanitaria eccezionale” contenuta all’articolo 88 del Decreto Rilancio.
    Nell’articolo in questione si fa riferimento ai lavoratori “maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.”
    L’individuazione dei lavoratori “fragili” potrà essere effettuata anche dal medico di base, qualora non sia possibile ricorrere al medico competente o ai servizi ASL.
    Il lavoratore fragile non deve necessariamente presentare sintomi contingenti ma è importante che si tuteli perché potrebbe essere più suscettibile rispetto ad altre categorie all’infezione da Covid 19.


    Orizzontescuola
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  2. #442
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    Maturandi in piazza domani a Roma e l’8 giugno a Milano


    I maturandi scenderanno in piazza domani di fronte alla sede del Miur a Roma e l’8 in piazza Duomo a Milano per far sentire la loro voce e chiedere garanzie. Le manifestazioni sono state organizzate dalla pagina Instagram@nomaturita2k20 in collaborazione con il gruppo Telegram dei maturandi e decine di rappresentanti di istituto e di consulta romani e milanesi.
    Dieci le ragioni della protesta: gli studenti non sono stati ascoltati; il diritto all’istruzione non è stato garantito; il 33,8% delle famiglie italiane non ha pc o tablet (Istat 6/04/2020); non c’è chiarezza sulle modalità d’esame; troppe responsabilità ricadono su presidi e insegnanti; prima e seconda prova sono state rimpiazzate con un complesso surrogato che non le sostituisce; i privatisti non potranno fare l’esame a giugno; le misure igienico-sanitarie non sono sufficienti; anche presidi, professori e Consiglio superiore della Pubblica Istruzione sono contrari a questo esame; mancano ancora presidenti di commissione.
    La manifestazione nella capitale sarà statica e avrà inizio alle ore 16 di domani. Una delegazione di rappresentanti d’istituto si occuperà della sicurezza: saranno mantenute le distanze e l’uso della mascherina. Le autorità, spiegano gli organizzatori, hanno consentito un numero massimo di 200 manifestanti.
    L’evento di piazza Duomo partirà alle 15.30 e vista l’ampiezza del luogo il numero dei partecipanti potrà essere maggiore. Lo slogan sarà #lascuolasiamonoi.
    Gli studenti chiedono di avere un dialogo con la ministra in particolare per l’esame di Stato, chiedono collaborazione e la creazione di un tavolo serio e proficuo al quale partecipino anche gli studenti per la riapertura delle scuole a settembre, chiedono che finalmente venga preso in considerazione chi vive la scuola ogni giorno: gli studenti.


    Edscuola
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  3. #443
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    Maturità 2020: ecco i Presidenti nominati per ogni commissione. Il motore di ricerca




    Già disponibili sull’applicativo del Ministero i nominativi di alcuni Presidenti delle commissioni costituite per gli esami di scuola secondaria di II grado a.s . 2019/20.
    Il percorso per controllare le nomine
    I dati delle commissioni – avverte il Ministero – sono suscettibili di variazioni a seguito di sostituzioni.
    L’elenco è in aggiornamento, i nominativi compariranno man mano che saranno inseriti.
    Ricordiamo che in alcune commissioni non sarà possibile nominare in prima battuta e bisognerà attendere l’esito delle sostituzioni.
    Il Ministero ha pubblicato una nota con la quale chiarisce chi dovrà sostituire eventuali Presidenti assenti. Possibili anche nomine d’ufficio.


    Orizzontescuola
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  4. #444
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    Caccia ai commissari per la maturità 2020


    Nelle scuole è corsa contro il tempo per l’organizzazione della maturità 2020. Se possibile più degli altri anni. Sia perché l’esame sarà completamente nuovo (anziché due scritti e un orale ci sarà solo un colloquio di un’ora davanti a una commissione con 6 prof interni e il presidente esterno), sia perché i 515mila studenti coinvolti (inclusi i 17mila privatisti che lo svolgeranno a settembre) torneranno in classe dopo oltre tre mesi di didattica a distanza. E dovranno farlo in sicurezza. Un protocollo convidiso ministero dell’Istruzione-sindacati dice come: mascherina obbligatoria per tutti, 2 metri di distanza, ingressi e uscite differenziate, 15 minuti di break tra un candidato e l’altro. A disposizione ci sono i 39,2 milioni (di cui 8,2 destinati alle paritarie) del decreto Rilancio.
    I dispositivi di protezione
    La ripartizione dei fondi c’è già stata. Ogni dirigente ha ricevuto un importo calcolato su alunni e spazi. Dei 39,2 milioni citati, 36 serviranno alla pulizia degli 8.006 plessi coinvolti (6.406 statali e 1.600 paritari): ciascuno ha ricevuto in media 4.500 euro. Gli altri 3,2 milioni serviranno all’acquisto di 754mila mascherine da 60 centesimi l’una. La maggior parte (541.657 per un esborso di 324mila euro) andrà agli studenti che le useranno una volta sola. Mentre la fetta più ampia di risorse (2,1 milioni) servirà a proteggere i 180mila commissari chiamati a una ventina di giorni di lavoro.
    Le commissioni incomplete
    Il primo test sul campo si avrà lunedì 15 giugno, quando presidenti e commissari si dovranno riunire per gli adempimenti preliminari all’esame di Stato. Lì si vedrà quanto saranno ampie le “defezioni”, che stanno preoccupando la vigilia della nuova maturità. Alla data di venerdì 5 giugno su 12.998 presidenti ne mancavano all’appello 1.282 (pari al 9,8%). L’assenza di candidature “spontanee” tra i destinatari del bando – i dirigenti scolastici del primo ciclo (quelli del secondo ciclo sono obbligati) e i docenti di ruolo con almeno 10 anni di servizio – ha costretto il ministero dell’Istruzione a emanare un’ordinanza ad hoc per precettare i candidati: gli Usr, in difficoltà, possono nominare anche prof con meno di 10 anni di ruolo purché non impegnati come commissari, oltre a docenti e ricercatori universitari. Come piano B è possibile accorpare le commissioni della stessa scuola o di istituti limitrofi.
    A frenare quest’anno la partecipazione agli esami non c’è solo il timore per l’emergenza sanitaria, ma anche alcune decisioni del ministero dell’Istruzione. Ad esempio il nuovo esame di terza media, con la discussione dell’elaborato online davanti al consiglio di classe prorogata fino al 30 giugno, costringe moltissimi presidi del primo ciclo a restare in sede per organizzare al meglio queste attività; così come la scelta di avere tutti commissari interni, nata dall’esigenza di agevolare gli studenti dopo mesi difficili, ha di fatto svuotato il bacino di insegnanti con i 10 anni di anzianità, considerando anche le esclusioni possibili (legge 104, part-time, motivi di salute), in larga parte già attivate anche dagli stessi commissari, specie se rientranti tra i lavoratori “fragili”. A queste criticità il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ne aggiunge un’altra: «Qualche commissario, qualificato come “fragile” per effetto della sorveglianza sanitaria, lavorerà in remoto (da casa) e quindi difficilmente potrà visionare la documentazione cartacea dei candidati. Se è vero che dovrebbe comunque conoscerla perché si tratta di docenti interni alla classe – aggiunge – per i privatisti potrà esserci qualche difficoltà in più».
    L’incentivo economico
    Per incentivare la partecipazione dei commissari il ministero ha deciso di mantenere immutati i compensi: 1.153,25 euro base per i presidenti (che possono salire in caso di nomine fuori distretto o comune), 366,94 euro per i membri semplici. Chissà se basteranno a vincere la paura del Covid-19 e convincerli a essere della partita.


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  5. #445
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    Una guida anti-panico a un esame ricco di novità


    Il conto alla rovescia è iniziato. Tra 8 giorni, alle 8.30 di mercoledì 17 giugno, partirà la maturità 2020. Per un esame di Stato che, complice la pandemia in atto, sarà ricco di “prime volte”. Per tutti.
    Lo sarà innanzitutto per i 515mila maturandi italiani – inclusi i 17mila privatisti che dal 10 luglio svolgeranno la prova preliminare in attesa di essere riconvocati per la sessione suppletiva di settembre – che torneranno in classe dopo 3 mesi e più di lezioni a distanza. Quest’anno, infatti, non ci saranno prove scritte. Niente fascicolo telematico, tracce e “cartuccera” anti-panico, dunque. L’esame sarà esclusivamente orale e, come vedremo ampiamente nelle pagine seguenti, si articolerà in 5 step. Tuttavia, lo scritto non scomparirà del tutto visto che si partirà dalla discussione dell’elaborato che i candidati dovranno inviare via e-mail entro il 13 giugno sulla base della traccia già concordata con il proprio prof della materia di indirizzo (Greco/Latino al Classico o Matematica/Fisica allo Scientifico) entro il 1° giugno .
    La maturità 2020 sarà ricca di prime volte anche per gli insegnanti che ne hanno avuto un assaggio nelle scorse settimane. Il tradizionale “documento del 15 maggio”, con cui il Consiglio di classe traccia i binari entro cui la commissione poi svolge i colloqui, stavolta è arrivato entro il 30. Commissione – ed è un’altra novità di rilievo rispetto all’anno scorso – che sarà composta da 6 membri interni più il presidente esterno a cavallo tra due commissioni.
    Luci puntate infine sui dirigenti scolastici che dovranno rendere le loro scuole “sicure” in vista della riapertura per la maturità, raccogliendo le indicazioni contenute in un protocollo siglato da ministero e sindacati. Tra obbligo di mascherina, sanificazione dei locali e misure anti-assembramento fuori e dentro gli edifici scolastici l’esame ormai prossimo si annuncia uno stress test anche per loro, soprattutto in vista della riapertura di settembre. Da qui la scelta del Sole 24 ore ha dedicare una guida di 72 pagine a un momento così importante per l’intero mondo della scuola. Con un occhio di riguardo per i ragazzi di quinta. Nella speranza di aiutarli a frenare l’emozione tipica della prima volta. Specialmente adesso che in un’ora di colloquio si giocheranno 5 anni di superiori.


    Edscuola
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  6. #446
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    Esami di maturità, indicazioni per la predisposizione di tutti gli atti




    A pochi giorni dall’inizio degli esami di maturità si moltiplicano le circolari organizzative da parte di tutte le istituzioni coinvolte, in risposta, da un lato, alle misure di prevenzione e protezione previste per il contrasto alla diffusione dell’epidemia COVID_19, dall’altro, invece, per soddisfare tutte le scadenze e le incombenze previste dalla normativa vigente.
    La dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Archimede” di Napoli, la Prof.ssa Mariarosaria Stanziano, riteniamo che, più di altre o come altri DS, abbia fornito un utile vademecum organizzativo che potrebbe essere ritenuto buona pratica in vista di questo, turbolento e dinamico (meglio in evoluzione normativa), esame di Stato o, come lo chiamano ancora studenti e docenti, “esame di maturità”.
    Esempi organizzativi per l’accesso a scuola
    A seguire forniremo, solo a titolo esemplificativo, alcuni chiarimenti circa l’organizzazione degli esami di Stato per la Secondaria di II grado, senza avere la pretesa di essere esaustivi. Si tratta di modalità organizzative che discendono sì dalla norma ma sono assoggettate alle capacità manageriali del dirigente scolastico. Per queste ragioni ci serviremo di una guida d’eccezione, come in molti casi facciamo: la dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Archimede” di Napoli, la Prof.ssa Mariarosaria Stanziano.
    La stessa ha previsto che siano comunicate le modalità di accesso a scuola per i docenti delle classi quinte al fine di approntare la documentazione necessaria per gli esami di Stato, non tutta in loro disponibilità in remoto.
    I coordinatori delle classi quinte e i docenti che devono firmare gli atti da presentare in commissione e stampare il materiale necessario all’espletamento dei lavori, devono recarsi a scuola secondo un apposito calendario, rispettando rigorosamente giorni ed orari. Ciò, evidentemente, a garanzia della loro sicurezza e del rispetto della normativa sanitaria che appare, nonostante tutto, ancora molto stringente.
    Gli obblighi
    Si ricorda che è obbligatorio:
    1. presentare l’autodichiarazione compilata in cui si certifica l’assenza di sintomatologia (scaricabile nella sezione Modulistica d’ufficio sul sito web della scuola)
    2. indossare la mascherina
    3. mantenere il distanziamento di almeno 1 metro
    4. non girare per la scuola: la documentazione di competenza della segreteria sarà portata nell’aula assegnata
    5. non andare negli uffici
    6. non anticiparsi e non attardarsi a scuola.
    Il dirigente in questione ha proposto una rigorosa scansione oraria, tra l’altro molto condivisibile.
    Nella prima fascia oraria (9.00 – 10.30) il coordinatore può accedere a scuola con un collega di classe che lo aiuti nella stampa e nella sistemazione degli atti.
    Nella seconda fascia oraria (10.30 – 11.30 o 11.30 – 12.30, a seconda dei casi) il coordinatore attenderà tutti i colleghi della classe per far firmare la documentazione.
    Il faldone relativo agli esami di Stato: cosa contiene?
    Per quanto riguarda la predisposizione del faldone, che sarà fornito dalla segreteria, e il materiale fornito dalla segreteria, anche quello di cancelleria, sarà già a disposizione nelle aule assegnate. Si elenca qui di seguito la documentazione che il faldone deve contenere e che i coordinatori devono stampare e far firmare:
    1. Documento del 30 maggio (fornito dall’ufficio protocollo e da firmare)
    2. Allegati del Documento del 30 maggio:
    programmi svolti per singola disciplina (da stampare e firmare) − relazioni finali per singola disciplina (da stampare e firmare)
    relazione finale Tutor Aziendale sui PCTO (da metter su pendrive).
    schede di valutazione per allievo del soggetto erogatore dei PCTO (da metter su pendrive).
    griglie di valutazione (da stampare).
    eventuali atti relativi a prove effettuate e ad iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato (da mettere su pendrive).
    tracce degli elaborati delle discipline di indirizzo inviate agli alunni (da stampare)
    eventuale documentazione relativa ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con disabilità (da stampare)
    Verbale del consiglio di classe in cui sono state scelte le tracce degli elaborati (da stampare e firmare)
    3. Elaborati delle discipline di indirizzo inviate dagli alunni (da mettere su pendrive).
    4. Registro con tutti i verbali della classe a partire dalla prima.
    5. Verbale dello scrutinio (da stampare e firmare).
    6. Tabellone di ammissione (fornito dalla segreteria didattica e da firmare).
    7. Camicie con il giudizio di ammissione per la verbalizzazione degli esami di Stato (da stampare e far firmare le prime due pagine, il resto su pendrive).
    8. Elenco dei candidati (fornito dalla segreteria didattica).
    9. Fascicoli dei candidati (saranno forniti dalla segreteria didattica il giorno 15 giugno).
    La firma del dirigente scolastico
    I coordinatori di classe dovrebbero segnalare con un post-it, o altro, i documenti che devono essere firmati dal Dirigente Scolastico (e che, per disguido o altro, non lo sono stati ancora), ovvero:
    a) Verbale del consiglio di classe in cui sono state scelte le tracce degli elaborati.
    b) Documento del 30 maggio.
    c) Verbali dello scrutinio.
    d) Tabellone di ammissione.
    e) Prime due pagine delle camicie con il giudizio di ammissione.
    Documenti materia di indirizzo
    Si suggerisce, per quanto riguarda l’elaborato d’indirizzo, di verificare quanto segue, in ottemperanza all’OM. n.10 del 16 maggio 2020 sugli esami di Stato (premesso che il docente della materia d’indirizzo ha già inviato il 1° giugno la/le tracce scelta/e, che fanno parte degli allegati del Documento del 30 maggio, a tutti gli alunni della propria classe quinta, utilizzando la propria e-mail istituzionale):
    1. che gli alunni abbiano restituito il proprio elaborato svolto entro il 13 giugno 2020, avendo cura di denominare il file con cognome, nome, classe, sezione, indirizzo di studi e indirizzandolo all’indirizzo di posta elettronica del docente che li ha inviati o ad altra mail istituzionale eventualmente prevista da circolare della scuola.
    2. Il docente della materia d’indirizzo raccoglierà tutti gli elaborati in una cartellina zippata che invierà all’indirizzo di posta elettronica istituzionale della scuola (qualora non si decidesse che lo facciano, direttamente, gli studenti), denominando la cartellina: Materia, classe, sezione, indirizzo. Inoltre, provvederà a caricare tutti gli elaborati su una pendrive per presentarli il 15 giugno nel corso della riunione d’insediamento della commissione degli esami di Stato.
    Ultimi adempimenti
    Infine, i docenti lasceranno il faldone completo nell’aula assegnata, mettendo in evidenza gli atti da far firmare alla Dirigente Scolastica.
    La segreteria didattica dovrebbe provvedere a ritirare i faldoni, verificarli nella loro complessiva costituzione e a restituirli alla commissione il 15 giugno.


    Orizzontescuola
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  7. #447
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    Dal testo a piacere a educazione civica: ecco l’orale in 5 parti


    La maturità 2020 solo orale in realtà inizierà da uno scritto. Dietro questa apparente contraddizione in termini si cela lo schema scelto dalla ministra Lucia Azzolina e dai suoi tecnici per recuperare all’interno del colloquio di un’ora, a cui verrà sottoposto ogni maturando, alcuni elementi di valutazione che sarebbero emersi dalle prime due prove scritte che si sarebbero svolte senza pandemia: lo scritto di italiano e la prova di indirizzo mista sulle materie individuate a gennaio: greco/latino al liceo classico e matematica/fisica allo scientifico. L’ordinanza ministeriale più volte ricordata nelle pagine precedenti affida infatti a un elaborato dell’alunno su uno spunto concordato con il professore della materia di indirizzo ( su un argomento a piacere o quasi) il compito di avviare la discussione d’eame.
    Rinviando alle pagine seguenti per i possibili suggerimenti su come svilupparlo – a seconda che ci si trovi in un liceo, in un istituto tecnico o in un professionale – qui ci limitiamo a ricordare gli altri 4 step del colloquio. E cioè: il commento a un testo d’italiano studiato durante l’anno e citato dal consiglio di classe nel documento del 30 maggio (che gli altri anni arrivava entro il 15, ndr), l’analisi del materiale predisposto dalla commissione e comunicato allo studente la mattina del colloquio (con annessi collegamenti tra le varie materie), la presentazione di un elaborato che riassuma l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e infine un accenno ai rudimenti di cittadinanza/Costituzione. Dove dovrebbe trovare spazio un approfondimento sul Covid-19.


    Edscuola
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  8. #448
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    Per i «100 e lode» premi in denaro (sempre più light) e sconti sulle tasse


    Prendere 100 e lode, anche quest’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, che ha comportato un deciso restyling all’esame di maturità, non è un’impresa semplice in quanto conta molto il lavoro dello studente per tutto il triennio del ciclo di studi. E anche, seppur con un “peso” diverso, pure il periodo di lezioni svolto on line, a causa dello stop forzato alla didattica in presenza scattato dallo scorso 5 marzo.
    I candidati al voto più alto in assoluto sono gli studenti eccellenti, quelli che hanno sempre raggiunto il massimo e sono stati sempre preparati.
    Ma procediamo con ordine, e vediamo, passo passo, come si arriva ora alla lode.
    Intanto, va detto che anche l’esame di Stato 2020 continua a vedere i voti finali complessivi espressi in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti al colloquio, per un massimo di quaranta punti, e dei punti acquisiti per il credito scolastico da ciascun candidato, per un massimo di sessanta punti. Si è “maturi” con 60/100. I commissari, fermo restando il punteggio massimo di 100/100, possono, motivatamente, integrare il punteggio fino a un massimo di cinque punti per i candidati con un credito scolastico di almeno cinquanta punti e un risultato nella prova di esame pari almeno a trenta punti.
    Come si assegna la lode
    Ai più bravi, come detto, può essere assegnata anche la lode. Fino allo scorso anno, per arrivarci era richiesto agli alunni di totalizzare il massimo del credito scolastico, 40 punti, con voto unanime del consiglio di classe in sede di scrutinio, e aver raggiunto il 100 al termine degli esami (20 alla prima prova, 20 punti alla seconda prova, 20 punti al colloquio) senza l’aiuto dei 5 punti di bonus.
    La maturità 2020 ha visto modificare i punteggi del credito scolastico, e ha cancellato le due prove scritte, mantenendo solo il colloquio orale. E così, anche quest’anno i commissari, per assegnare la lode, devono essere tutti d’accordo (la legge richiede l’unanimità e la motivazione a verbale) e possono attribuirla a coloro che conseguono il punteggio massimo di cento senza fruire dell’integrazione di 5 punti. Le novità, rispetto allo scorso anno, risiedono nei punteggi collegati alle due condizioni richieste. La prima è che gli studenti abbiano conseguito il credito scolastico massimo (60 punti, e non più 40) con voto unanime del consiglio di classe. La seconda è che abbiano conseguito il punteggio massimo previsto alla prova d’esame, ora solo orale di 40 punti.
    Al top il Sud,
    ma indietro per Invalsi
    Lo scorso anno, con l’esame di Stato “intero”, la lode è stata assegnata all’1,5% dei diplomati, con una maggioranza schiacciante da Napoli in giù. In Puglia infatti gli studenti eccellenti sono stati il 3,4%, in Calabria il 2,7%, in Campania e Sicilia, l’1,9% in entrambe le regioni. Insomma, tutti questi quattro territori meridionali hanno superato, quanto a percentuale di ragazzi con la lode, la media nazionale. Come ogni anno, anche lo scorso non sono mancate polemiche e discussioni anche alla luce dei dati delle prove standardizzate Invalsi che, a partire dalla Calabria, ma in genere in molte parti del Sud, hanno visto assegnare agli studenti dei quei territori valutazione più basse. Vedremo quest’anno, in considerazione anche delle modifiche normative apportate, se le valutazioni riusciranno a essere meno distanti.
    Non solo bonus “eccellenze”
    Fatto sta che prendere 100 e lode oltre alla soddisfazione personale (e familiare) porta con se anche altre conseguenze, economiche e non. Lo studente infatti che ottiene 100 e lode ha diritto ad un premio in denaro. La valorizzazione delle eccellenze è stata introdotta nel 2007 con la legge n. 1/2007. Il premio negli ultimi anni è stato ridotto: nel 2007 l’assegno era di 1000 euro, nel 2010 di 600 euro, nel 2011 di 500, lo scorso anno è sceso a 255 euro. I ragazzi che si distinguono nell’esame di Stato vengono, inoltre, inseriti nell’Albo nazionale delle eccellenze.
    Prendere il massimo dei voti può anche dare la possibilità di iscriversi a determinati corsi di laurea a numero chiuso, ma può dar diritto anche ad agevolazioni sulle tasse universitarie e rimborsi per contributi a test d’ingresso.


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    Esame di immaturità



    Persino Achille ebbe un’adolescenza travagliata. Quando sua madre, la dea Teti, venne a sapere che il figlio sarebbe morto nella guerra di Troia, lo costrinse a travestirsi da ragazza e lo nascose nel gineceo (la parte della casa riservata alle donne) della corte di un re straniero, perché sfuggisse all’arruolamento. Ma l’inganno durò poco: prima Achille si innamorò di una delle figlie del re e le svelò la sua identità, e poi, avendo sentito rumori di battaglia fuori dal palazzo, si precipitò a combattere, ma era un trucco di Ulisse per stanarlo dal nascondiglio. La vicenda precede l’Iliade e rappresenta il rito di passaggio alla maturità: la madre vuole trattenere Achille nell’infanzia, ma la vita, inesorabile, trasforma l’in-fante, letteralmente chi non parla, in un fante, colui che prende la parola, ama e combatte in prima persona. I riti di passaggio, da sempre, segnalano le faticose tappe della crescita, rendendole sensate. Lo è l’imminente maturità di quest’anno? Immaginate la scena: un ragazzo in mascherina di fronte ai suoi docenti in mascherina. Sarà piuttosto la mascherata di un rito di passaggio già da tempo inadeguato, ma non per questo da buttar via, bensì da ripensare.
    L’adolescenza, spesso ridotta a una malattia da cui guarire, è in realtà l’età della tensione fisica e spirituale per scoprire per chi e che cosa val la pena vivere: è infatti sensibilissima ai richiami della vita, necessari per attivare l’unicità personale (educare è accompagnare e dare un senso a questi momenti).
    È inutile proteggere Achille dalla realtà, che se ne frega dei nostri tentativi di nasconderla: lui sente il richiamo dell’amore e della guerra, e sono queste le verità da affrontare. Se l’adolescenza è, per questa attesa di verità, l’età della speranza, la maturità lo è dell’esperienza: la messa in opera di ciò è necessario per essere vivi. Adulto in latino è il risultato dell’atto di adolescere (raggiungere la pienezza), da cui adolescente. Crescere comporta fatica e ferite, e i riti di passaggio umanizzano le soglie per una vita più piena e vera. L’esame di maturità, che potrebbe essere questo, da tempo è diventato invece una formalità: tutti promossi (99,7% l’anno scorso) e un voto ininfluente per l’iscrizione all’università o altre scelte. Maturo , come mattino , viene da una radice che indica «l’arrivare a tempo», né troppo presto ( acerbo ) né troppo tardi ( marcio ). Quello di quest’anno, a causa di una gestione ministeriale incerta e assai tardiva, è più simile quindi a un esame di «immaturità». E non si tratta, purtroppo, solo delle sfortunate circostanze del 2020, ma è successo anche l’anno scorso: cambiamento dell’esame in corso d’anno (buste, scritti, crediti…), senza rispetto per docenti e ragazzi. Un sistema «immaturo» pretende la «maturità» da noi che a scuola ci viviamo.
    L’unico dato positivo è il maggior peso del curriculum dei tre anni (60% del voto: avrei fatto di più visto che i professori sono interni), che valorizza la storia del ragazzo, non risolvibile, in ogni caso, in un orale organizzato all’ultimo minuto. Per questo consiglio ai maturandi di non sopravvalutare l’esame, anzi di smascherarlo (mascherina permettendo) salvandone l’essenza: il rito di passaggio. Infatti se loro ci chiedessero: perché devo fare l’esame? Sapremmo rispondere con qualcosa di diverso dal «pezzo di carta» o dal «si deve»? È una presa in carico della vita o una presa in giro? Le «materie» scolastiche sono o non sono state parte della più ampia materia (parola latina che indicava il legno tratto da un bosco per essere lavorato) che è vitale per fare l’opera ispirata dal percorso adolescenziale? No, se in quel percorso, come accade oggi, è assente l’orientamento al futuro basato sull’unicità del ragazzo.
    Ora come ora l’esame è uno stanco adempimento formale e autoreferenziale: la sintesi della scuola attuale (obbligo e burocrazia). Tantissimi studenti dell’ultimo anno, in questi mesi, si sono ribellati: ne avete avuto notizia? Qualcuno li ha ascoltati? O li si ascolta e li si fa ribellare solo quando serve a sfruttare i loro volti freschi per i propri interessi di propaganda? Questo è portare alla maturità? Il sistema educativo, oggi, non offre riti di passaggio che dicano chiaro ai ragazzi, dandone le ragioni: «diventare adulti è faticoso ma è bello», ma li spinge a rimandare, rimanere infanti e conformisti.
    Maturo è chi «arriva a tempo» agli appuntamenti della vita, previsti e no, senza rimanerne schiacciato. Preparare alla maturità è preparare i ragazzi a rispondere alle chiamate di verità senza sottrarsi, cioè metterli «in pericolo», non evitarglielo. Achille disobbedisce, ama e va in guerra, così diventa un eroe: altrimenti sarebbe rimasto un bambino, nascosto in una vita falsa, decisa da altri. Sarebbe morto ogni giorno, non una volta sola, e di lui non ci sarebbe nulla da raccontare.



    Edscuola
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    Lo studente “Non diteci che siamo la leva del Covid Il nostro è un vero esame”



    — «Il nostro esame non sarà una passeggiata, sia chiaro: sono stati tre mesi molto difficili».
    Non ci sta a passare per il maturando della “leva del Covid” Noè Mazzola, studente del liceo classico Garibaldi di Palermo, che sosterrà il super-colloquio sabato prossimo: «Se il ministero dell’Istruzione avesse annullato la maturità — dice Mazzola, 18 anni — l’avrei presa molto male, perché volevo vivere un momento indimenticabile. Che non è uno sfoggio di conoscenze, ma lo specchio di un percorso importante della nostra vita».
    Come ha vissuto questi tre mesi di isolamento?
    «Qualcuno può pensare che gli studenti fossero contenti, invece no. Tra le pareti di casa ti distrai e perdi il ritmo di tutto: la scuola al mattino, lo studio, lo sport e il tempo libero nel pomeriggio. E poi ti ritrovi, dopo tre mesi in cui poteva succedere di tutto, davanti a una commissione di professori con la mascherina sul volto. Per fortuna, a scuola in questi mesi siamo riusciti a realizzare il nostro giornalino di istituto online, dove molti di noi hanno raccontato la loro quarantena».
    E se invece vi avessero detto che gli esami erano annullati?
    «Sarei rimasto deluso. Ho sempre immaginato questo momento come una prova di vita, con la giusta ansia, l’approdo finale del tuo percorso, con gli amici alle spalle. O al tuo fianco, per le prove scritte, come in una comunità.
    Invece ho chiuso questi 5 anni lontano dalla scuola dove conoscevo tutti, studenti e professori. È il mio grande rammarico».
    Sarete i “maturi del Covid”.
    «Toccherà a noi dimostrare il contrario. E cioè che questo esame, soprattutto dal punto di vista psicologico, non sarà affatto una passeggiata. Spiace anche per il calcolo del punteggio, che non permetterà a molti di noi di ambire al massimo dei voti. Io ho scelto di preparare un elaborato che si chiama “Al di là dei limiti della conoscenza”, partendo da “Amore e Psiche” di Apuleio e da “La storia vera” di Luciano: la sua curiositas di andare oltre i limiti delle colonne d’Ercole è la chiave del progresso e del futuro».


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