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Discussione: Personale Ata, indetto concorso per titoli

  1. #361
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    Assunzioni a tempo indeterminato ATA: il periodo di prova




    Con le imminenti assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA, in questa scheda affronteremo in maniera dettagliata i criteri e la durata del Periodo di Prova di ogni singolo profilo professionale, il periodo da computare e quello non valutato.
    Il MIUR ha pubblicato la nota prot. n. 36462 del 07-08-2019 contenente le indicazioni operative agli USR per le assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA per l’anno scolastico 2019/2020.
    Ricordiamo che la decorrenza giuridica parte dal 1° settembre 2019 e quella economica dalla presa di effettivo servizio del contratto a tempo indeterminato.
    Da questo decorre anche il superamento del periodo di prova che varia, secondo il profilo.
    In riferimento all’art. 30 del nuovo CCNL comparto scuola del 19.04.2018, la durata del Periodo di Prova del personale ATA assunto a tempo indeterminato è stabilito come segue:

    • 2 mesi per i profili delle aree A e A super;
    • 4 mesi per i restanti profili.


    Nello specifico:

    In base ai criteri predeterminati dall’Amministrazione, sono esonerati dal periodo di prova, con il consenso dell’interessato, i dipendenti che lo abbiano già superato nel medesimo profilo professionale oppure in corrispondente profilo di altra amministrazione pubblica, anche di diverso comparto.
    Ai fini del compimento del suddetto periodo di prova si tiene conto del servizio effettivamente prestato.
    Sono conteggiati ai fini del superamento del periodo di prova:

    • le domeniche ed i giorni festivi;
    • i periodi di chiusura della scuola derivanti da ragioni di pubblica utilità (es. seggio elettorale);
    • i periodi di chiusura della scuola disposti per ragioni sanitarie (es. profilassi);
    • le giornate in cui il dipendente frequenta corsi di formazione e/o aggiornamento indetti dall’amministrazione scolastica
    • il periodo trascorso in mandato parlamentare;
    • le giornate fruite a titolo di riposo compensativo;
    • le giornate di chiusura prefestiva ed i permessi se il dipendente effettua il recupero del servizio non prestato entro il compimento del periodo di prova;
    • il giorno libero per i dipendenti che fruiscono dell’orario di lavoro su cinque giorni, poiché hanno comunque assolto l’obbligo settimanale del servizio con i rientri pomeridiani.


    Il periodo di prova è sospeso in caso di assenza per malattia e negli altri casi espressamente previsti da leggi o regolamenti non disapplicati dalla previgente normativa contrattuale, come:

    • i permessi retribuiti;
    • i periodi di aspettativa per motivi di famiglia, di studio e ricerca;
    • i periodi di aspettativa per coniuge all’estero;
    • i periodi di aspettativa e/o i permessi per mandato amministrativo presso gli enti locali;
    • gli esoneri dal servizio per motivi sindacali;
    • i congedi parentali (ex astensione facoltativa per maternità);
    • le ferie;
    • le giornate di festività soppresse previste dalla lettera a) art.1 legge 23.12.1977, n.937, la ricorrenza del Santo Patrono se ricadente in giornata lavorativa in quanto assimilati alle ferie (cfr D.P.R.23-08- 1988, n. 395);
    • eventuali periodi di sospensione cautelare o disciplinare dal servizio.


    In caso di malattia il dipendente ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di sei mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto. In caso di infortunio sul lavoro o malattia derivante da causa di servizio si applica l’art. 20 (Infortuni sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio) del CCNL del 29/11/2007.
    Il periodo di prova inizia con il primo giorno dell’anno scolastico, il primo settembre, oppure, nel caso di assunzione del servizio successivamente, dal giorno di effettiva presa del servizio. E’ servizio valido a tutti gli effetti, sia giuridici che economici, quale effettivo servizio a tempo indeterminato. Quindi è utile al computo delle ferie e dell’anzianità.
    Il periodo di prova può essere rinnovato o prorogato alla scadenza per una sola volta.
    Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto, il dipendente si intende confermato in servizio con il riconoscimento dell’anzianità dal giorno dell’assunzione.
    Decorsa la metà del periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal rapporto in qualsiasi momento senza obbligo di preavviso né di indennità sostitutiva del preavviso, fatti salvi i casi di sospensione previsti dal comma 4 (assenza per malattia e negli altri casi di assenza previsti dalla legge o dal CCNL). Il recesso opera dal momento della comunicazione alla controparte. Il recesso dell’amministrazione deve essere motivato. In caso di recesso, la retribuzione è corrisposta fino all’ultimo giorno di effettivo servizio compresi i ratei della tredicesima mensilità ove maturati.
    La conferma del contratto a tempo indeterminato per superamento del periodo di prova è di competenza del dirigente scolastico, come previsto dall’art. 14 del DPR 08.03.99, n. 275.
    La domanda di ricostruzione di carriera deve essere presentata dopo il superamento del periodo di prova.


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    Immissioni in ruolo ATA, no per assistenti tecnici nelle scuole con ITP soprannumerari




    Immissioni in ruolo ATA: no per assistenti tecnici nelle scuole in cui vi sono ITP (insegnanti tecnico-pratici) soprannumerari.
    Contingente
    Il contingente autorizzato per le immissioni in ruolo è pari a 7.759 posti di cui:

    • 7.646 immissioni in ruolo;
    • 226 trasformazioni a tempo pieno di contratti a tempo parziale al 50%, relative alla procedura di stabilizzazione dei CO.CO.CO. nei profili di assistente amministrativo e tecnico, corrispondenti a 113 posti interi.


    No assunzioni assistenti tecnici in presenza di ITP in esubero
    Il Miur, nella nota con cui ha fornito le istruzioni per le immissioni in ruolo, ha previsto quanto segue:
    Si ricorda al riguardo che, in ottemperanza all’articolo 4, comma 81, della legge 12.11.2011, n. 183, è preclusa l’immissione in ruolo di assistenti tecnici negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnati tecnico-pratici soprannumerari.
    Così dispone la succitata legge:
    Allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, e’ accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico.
    In definitiva, nelle scuole secondarie di secondo grado, ove sono presenti ITP soprannumerari non è possibile procedere all’immissione in ruolo di assistenti tecnici.

    DM 725/2019

    nota

    contingente assunzioni


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  4. #363
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    ATA, se c’è collaboratore scolastico con mansioni ridotte va richiesto posto in più in organico di fatto



    Personale ATA con riduzione delle mansioni lavorative: è corretto informare tutto il personale? La domanda di una nostra lettrice.
    Sono una collaboratrice scolastica in un istituto comprensivo e vorrei porvi un quesito: ma chi ha il mansionario ridotto è giusto che anche i colleghi ne siano al corrente? e poi cosa importante : c’è obbligo di nominare un collaboratore da affiancare al collega che ha il mansionario ridotto? Grazie mille fin d’ora
    di Giovanni Calandrino – Gentilissima, diciamo che la riduzione del suo carico di lavoro è un aspetto oggettivo visibile a tutti i suoi colleghi anche attraverso il Piano annuale delle Attività di lavoro del personale ATA.
    Di solito il piano di lavoro ATA è pubblicato all’albo dell’istituto per effetto della trasparenza amministrativa, chiariamo che la trasparenza della Pubblica Amministrazione consiste proprio, nella pubblicità di atti, documenti, informazioni e dati propri di ogni amministrazione. Lo scopo è quello di favorire forme diffuse di controllo sull’azione amministrativa, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle modalità con le quali le pubbliche amministrazioni agiscono per raggiungere i propri obiettivi.
    La fonte normativa è il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 e le sue successive modificazioni (cd. decreto trasparenza), che ha riordinato la normativa esistente – anche innovandola – fornendo così una disciplina unitaria della trasparenza amministrativa.
    Quali sono gli obblighi di pubblicazione per finalità di trasparenza? Sono quelli, indicati principalmente nel decreto trasparenza, che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni.
    A parere dello scrivente il “Piano annuale delle attività del personale ATA” rientra fra i principi di organizzazione della pubblica amministrazione dunque se la scuola si limita a includere negli atti da pubblicare solo quei dati personali realmente necessari e proporzionati alla finalità di trasparenza, il piano annuale del personale ATA può essere pubblicato on-line.
    C’è obbligo di nominare un collaboratore da affiancare al collega che ha il mansionario ridotto?
    In questi casi è opportuno richiedere un incremento di unità in organico di fatto, richiesta che deve essere effettuata dal DS all’ambito territoriale competente.



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  5. #364
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    ATA, domande graduatorie Regionali Sicilia. Scadenza 30 settembre, titoli di accesso


    ATA: è possibile iscriversi nelle graduatorie regionali Sicilia nei profili Assistente Amministrativo, Assistente Tecnico, Collaboratore scolastico. Scadenza presentazione domanda 30 settembre 2019.
    Le graduatorie regionali del personale ATA hanno validità permanente e sono aggiornabili ogni tre anni. Il presente aggiornamento fa riferimento al triennio 2020/2022.
    Le domande di aggiornamento e di prima inclusione possono essere presentate dal 1° al 30 settembre 2019.
    I titoli di accesso
    Assistente amministrativo: diploma di maturità
    Assistente tecnico: diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale
    Collaboratore scolastico: diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale
    diploma di maestro d’arte
    diploma di scuola magistrale per l’infanzia
    qualsiasi diploma di maturità
    attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati e riconosciuti dalle regioni

    Il decretoe

    I modelli di domanda sono disponibili presso ogni istituzione scolastica regionale e presso il regionale dell’istruzione e della Formazione Professionale.



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  6. #365
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    Personale ATA, novità per le supplenze. Ecco le info utili




    Ci saranno novità per quanto riguarda le supplenze del personale ATA, emerse ieri durante il confronto tra sindacati e Ministero circa la circolare specifica che sarà pubblicata a breve.
    carica la circolare sulle supplenzeS
    Il resoconto della FLCGIL

    • Viene definito chiaramente che, oltre a poter lasciare una supplenza al 30 giugno per una al 31 agosto, è anche consentito, prima della stipula del contratto, rinunciare ad uno “spezzone” per accettare una supplenza su posto intero sino al 30 giugno o 31 agosto, purché all’atto della convocazione non vi fossero cattedre o posti interi. È fatta salva comunque la possibilità del completamento orario anche attraverso il frazionamento di posti interi.
    • Le deleghe ad accettare la nomina possono essere conferite a terzi o direttamente all’amministrazione.
    • All’atto della stipula del contratto a tempo determinato, analogamente a quanto avviene per le assunzioni a tempo indeterminato, i lavoratori possono immediatamente fruire degli istituti giuridici contrattuali previsti dal CCNL, per cui non occorre prendere servizio (aspettativa, congedo, etc…).
    • Si conferma che il diritto alla proroga (in caso di assenze successive del titolare intervallate solo da giorno libero e/o festivo), previsto dal regolamento dei docenti, è valido anche per il personale ATA.
    • Si specifica, analogamente a quanto indicato lo scorso anno, che la priorità nella scelta della sede (L. 104 artt. 21 e 33) si attiva solo all’interno dei posti spettanti (come durata e quantità di ore) nel senso che, se si è in posizione utile per un posto al 30/6 non si può scegliere prioritariamente su quelli al 31 agosto e così via. La priorità prevista dall’art. 33 comma 5 e 7 (assistenza a familiare) opera solo per le scuole del comune di residenza del familiare da assistere e, solo nel caso non vi siano posti, per le scuole di un comune viciniore all’interno della stessa provincia.
    • Per quanto riguarda le riserve Legge 68/99 si precisa che la quota del 50% va calcolata solo sui posti interi (sia al 30 giugno che al 31 agosto) nei limiti della capienza del contingente provinciale di riserve.
    • Riguardo ai vincoli sul conferimento delle supplenze brevi, nella nota si ribadisce la validità delle due note ministeriali (2116/2015 e 10073/2016) che forniscono indicazioni ai Dirigenti scolastici per sostituire il personale assente anche in deroga alle norme generali. Inoltre, si chiama ancora la norma introdotta dall’art. 1, comma 602, della legge 205 del 27 dicembre 2017, con la quale si prevede che le istituzioni scolastiche ed educative statali possono conferire incarichi per supplenze brevi e saltuarie in sostituzione degli assistenti amministrativi e tecnici assenti, a decorrere dal trentesimo giorno di assenza.
    • Viene ribadito che, come anticipato nella nota MIUR 36462 del 7 agosto 2019, è preclusa la possibilità di effettuare nomine a tempo determinato sulla dotazione organica aggiuntiva degli ex co.co.co.





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  7. #366
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    Il Miur accoglie la richiesta della Flc-Cgil: 500 posti in più per gli Ata in Sicilia


    Attraverso un comunicato stampa, il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, fa sapere: “Nelle more che il nuovo direttore generale si insedi all’Usr Sicilia, il Miur ha accolto la nostra richiesta di rendere immediatamente disponibili per le scuole siciliane gli ulteriori 500 posti in organico di fatto dei lavoratori della scuola, tra ausiliari, tecnici e amministrativi. Un risultato ottenuto anche grazie all’impegno profuso dai funzionari dell’Usr, che si sono immediatamente attivati per formalizzare la procedura”.
    In tutto saranno 946 i posti Ata
    “Questi posti – spiega – si vanno ad aggiungere ai 446 già stabiliti per quest’anno per le immissioni in ruolo. In tutto saranno quindi 946 gli Ata che con la loro presenza nelle scuole contribuiranno a rendere più gestibile l’avvio del nuovo anno scolastico”.
    I Co.Co.Co.
    “Adesso – conclude Rizza – ci auguriamo che il Miur si ricordi anche delle centinaia di lavoratori ex Co.Co.Co. che si sono ritrovati stabilizzati con un orario di lavoro, e di conseguenza, uno stipendio dimezzato e per i quali abbiamo chiesto un ulteriore contingente di posti in deroga di cui le scuole hanno comunque estremamente bisogno”.


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    Terza fascia ATA: al prossimo aggiornamento si può cambiare il titolo d’accesso




    Gli aspiranti inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto possono modificare il titolo di accesso al prossimo aggiornamento, previsto nel 2021.
    Un nostro lettore chiede
    Sono da anni iscritto alle liste ATA per la Terza Fascia come Custode, Segreteria e Assistente Tecnico e, dato che non sono ancora mai stato convocato, immagino a causa del punteggio irrisorio
    di solo 6,5 (dovuto anche a causa della mancata registrazione di un diploma professionale, che dovrò far correggere al prossimo rinnovo), mi chiedevo se fosse eventualmente possibile prendere un altro diploma
    di maturità e presentarlo al posto di quello che ho attualmente che, purtroppo, ha un voto assai basso. Vorrei quindi, se possibile, sostituire il diploma di maturità con un altro che cercherei nel
    frattempo di conseguire.
    Spero possiate darmi un chiarimento su come muovermi in questo senso e anche per altri eventuali metodi per riuscire ad alzare il punteggio.
    Ringrazio e saluto cordialmente
    di Giovanni Calandrino – La risposta è positiva. Le graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA hanno validità triennale, al prossimo rinnovo potrà sostituire il titolo d’accesso attuale con un altro titolo più favorevole.
    Per aumentare ulteriormente il suo punteggio le consiglio di conseguire una certificazione informatica (tra quelle previste dal D.M. 640/2017) oppure altri titoli valutabili ai sensi della tabella di valutazione annessa al suddetto D.M.


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  9. #368
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    Ata, concorso stop appalti di pulizia: sciopero 11 e 12 settembre




    La legge di bilancio 2019 ha previsto lo stop agli appalti di pulizia nelle scuole dal 1° gennaio 2020. I lavoratori attendono la pubblicazione del decreto per l’avvio al concorso, per questo è stato proclamato uno sciopero nazionale l’11 e 12 settembre.
    Attesa dei lavoratori ex lsu e appalti storici per la pubblicazione del decreto interministeriale, riguardante il concorso teso all’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole. La legge di bilancio 2019 ha infatti stabilito che dal 1° gennaio 2020 ci sarà lo stop degli appalti di pulizia: i dipendenti delle ditte esterne verranno stabilizzati in qualità di collaboratori scolastici. Ma che fine ha fatto il decreto con il quale si può avviare la procedura concorsuale?
    Dove si era rimasti
    Il 1° agosto scorso si è tenuto al Miur l’incontro con le principali organizzazioni sindacali. Durante il tavolo tecnico erano emerse diverse problematiche sulla procedura concorsuale, prima fra tutte la discordanza tra numero di lavoratori e posti accantonati. Su questo e su altri punti critici si sarebbe dovuto discutere nelle ultime settimane, per poi arrivare alla pubblicazione del decreto a settembre, come riferito dall’Onorevole Luigi Gallo (M5S).
    Nel frattempo il quadro politico del Paese è però cambiato, si attende di fatto la formazione di un nuovo esecutivo e sul concorso stop appalti di pulizia non si hanno certezze. Il nuovo Governo porterà a termine la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori ex lsu e appalti storici?
    Certo è che anche i tempi stringono: tra la pubblicazione del decreto, la presentazione e l’accoglimento delle domande, lo svolgimento del concorso, la valutazione dei candidati e il loro inserimento nelle graduatorie potrebbero infatti servire alcuni mesi.
    Requisiti, posti e procedura concorso
    I requisiti utili per partecipare al concorso, che dovrebbero essere confermati dal decreto, sono:

    • servizio per almeno 10 anni, anche non continuativi, compreso il 2018 e il 2019, presso le scuole statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari;
    • assunzione in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei predetti servizi.


    Restano esclusi dalla procedura selettiva gli ex lsu di Palermo (articolo 1, comma 622, della legge n. 205 del 27 dicembre 2017).
    I posti sui quali verranno stabilizzati i lavoratori delle ditte di pulizia sono quelli accantonati (tabella E delle dotazioni organiche 2019/2022): in totale 11.507. Non dovrebbero invece essere intaccate le graduatorie Ata, proprio perché si tratta di posti accantonati.
    L’assunzione dei lavoratori avverrà dopo concorso per titoli e colloquio, al termine del quale si stilerà una graduatoria a livello provinciale. Si valuteranno i titoli culturali e di servizio. Per l’accesso dovrebbe essere sufficiente la licenza di scuola media. Il colloquio sarà incentrato sul CCNL 2016/2018, in particolare sulle figura del collaboratore scolastico (mansioni, orario, diritti e doveri).
    Sciopero nazionale l’11 e 12 settembre
    Proprio per chiedere la pubblicazione imminente del decreto interministeriale l’Usb ha indetto uno sciopero nazionale che coinvolga indistintamente tutti gli ex lsu/Ata e appalti storici, nella giornata dell’11 settembre, con manifestazione in Piazza Montecitorio a Roma.
    Lo sciopero proseguirà anche durante tutta la giornata del 12 settembre con un presidio dinanzi al Ministero del Lavoro.
    I lavoratori chiedono che venga posto l’ultimo tassello per la fine degli appalti di pulizia nelle scuole. Il decreto dovrebbe essere infatti soltanto firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino a quel momento non si daranno pace i migliaia di dipendenti delle ditte di pulizia coinvolti in questo lungo processo di stabilizzazione.


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  10. #369
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    Supplenze Ata, chiarimenti dopo l’emanazione della circolare


    È stata pubblicata il 28 agosto 2019 la Circolare annuale sulle supplenze per il 2019/2020, con diverse novità.


    • si può lasciare una supplenza al 30 giugno per una al 31 agosto, è anche consentito, prima della stipula del contratto, rinunciare ad uno “spezzone” per accettare una supplenza su posto intero sino al 30 giugno o 31 agosto
    • all’atto della stipula del contratto a tempo determinato, analogamente a quanto avviene per le assunzioni a tempo indeterminato, i lavoratori possono immediatamente fruire degli istituti giuridici contrattuali previsti dal CCNL, per cui non occorre prendere servizio (aspettativa, congedo, etc…)
    • resta il diritto alla proroga (in caso di assenze successive del titolare intervallate solo da giorno libero e/o festivo), previsto dal regolamento dei docenti, è valido anche per il personale ATA
    • la priorità nella scelta della sede (L. 104 artt. 21 e 33) si attiva solo all’interno del contingente di posti pre
    • visti
    • richiamata la validità delle due note ministeriali (2116/2015 e 10073/2016) che forniscono indicazioni ai Dirigenti scolastici per sostituire il personale assente anche in deroga alle norme generali.





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    Agli ATA spetta l’intera ricostruzione di carriera. Lo dice la Corte dei Conti
    L’Avv. Domenico Naso ci comunica la decisione emessa dalla Corte dei Conti Centrale in materia di ricostruzione di carriera del personale ATA.
    La Corte dei Conti – Sezione Centrale è stata chiamata a pronunciarsi in merito al diritto del personale ATA immesso in ruolo dopo diversi anni di servizio pregresso a non essere discriminato nelle condizioni di impiego, anche retributive, rispetto ai colleghi già di ruolo, e al conseguente diritto del medesimo di ottenere il riconoscimento in carriera in misura integrale dei servizi pregressi con liquidazione delle relative differenze stipendiali maturate.
    I Giudici della Corte, con una pronuncia destinata a costituire un importante precedente giurisprudenziale, richiamando la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite 6 maggio 2016 n.9144 e confermando un orientamento già diffusosi tra i giudici di merito, hanno censurato la prassi osservata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed hanno riconosciuto il diritto del personale ATA ad ottenere la ricostruzione integrale della propria carriera e non già nei limiti della c.d. temporizzazione.
    La Corte dei Conti ha, in particolare, chiarito che “ […] si tratta di due criteri che, per le loro distinte caratteristiche e per le diverse finalità che perseguono, non possono che essere utilizzati in momenti separati. Il primo criterio è diretto ad operare nel momento del passaggio in ruolo, per consentire nell’immediato una ricostruzione della carriera in via provvisoria, con l’individuazione di una anzianità di servizio convenzionale. Il secondo criterio, invece, opera nel successivo momento della conferma in ruolo, dopo il periodo di prova, per procedere alla ricostruzione della carriera in via definitiva, con il dovuto riconoscimento integrale di tutti i servizi svolti fino all’immissione in ruolo. Da ciò deriva che l’istituto della temporizzazione, applicato doverosamente dalla amministrazione in fase di primo inquadramento, diviene recessivo rispetto al criterio della integrale ricostruzione di carriera quale istituto generale che permette il recupero della anzianità residua, evitando una penalizzazione stipendiale nei confronti di soggetti inquadrati in prima istanza all’atto del passaggio in ruolo con una anzianità inferiore a quella effettiva. Ciò evidentemente, a fronte di specifica istanza del dipendente che intenda far valere il diritto di cui è titolare. Del resto, il diverso avviso propugnato dalla Ragioneria territoriale dello Stato e le stesse deduzioni formulate nell’odierna adunanza dal rappresentante della Ragioneria generale dello Stato sembrano fondare su circostanze fattuali (modalità di funzionamento del sistema SIDI) e su motivi di opportunità (eventuali ricadute di carattere economico) che, pur meritevoli di considerazione, non appaiono, tuttavia, dirimenti ai fini delle valutazioni di legittimità demandate a questo Collegio”.
    Tale delibera appare, inoltre, risolutiva relativamente alla questione sorta successivamente al provvedimento reso dalla Corte di Giustizia Europea il 20.09.2018 nel caso Motter circa l’estendibilità del principio di diritto ivi contenuto anche al personale Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario del Comparto Scuola.
    Ebbene, i Giudici della Corte dei Conti, recependo un orientamento già ampiamente diffusosi tra i giudici del lavoro, hanno escluso la possibilità di poter applicare al personale Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario del Comparto Scuola il principio di diritto sancito nella sentenza resa dalla Corte di Giustizia Europea lo scorso 20 settembre 2018 nel caso Motter.
    Tale assunto trova il proprio fondamento, a detta dei Giudici della Corte dei Conti, nella circostanza che “non possa ritenersi che la professionalità del personale ATA a termine sia diversa da quella del personale di ruolo, atteso che il personale ATA, salvo diverse allegazioni contrarie dell’amministrazione (assenti nel caso di specie), svolge sempre le stesse mansioni indipendentemente dal termine dell’assunzione. La professionalità del personale ATA non risulta infatti influenzata (come avviene per i docenti) dalla maggiore o minore continuità con cui le relative mansioni siano state eseguite nel corso degli anni”.
    Sulla base di tali considerazioni la Corte ha, quindi, escluso di poter ritenere legittima la normativa interna che, disciplinando la ricostruzione di carriera del personale ATA del Comparto Scuola, dispone il riconoscimento nella carriera dei dipendenti di ruolo dei servizi pregressi solo in misura parziale, in ragione dell’inconferenza della sentenza resa nel caso Motter con riferimento alla loro figura professionale, la quale si mostra nettamente distinta rispetto a quella degli insegnanti.
    Non di poco conto appare, infine, la posizione presa dalla Corte dei Conti con riferimento alla problematica della prescrittibilità del diritto del personale del Comparto Scuola a richiedere la ricostruzione della carriera sulla base dell’effettiva anzianità di servizio.
    Sul punto i Giudici della Corte, facendo proprio l’orientamento già consolidato della Corte di Cassazione, hanno chiarito che trattasi di un diritto non soggetto a prescrizione “in quanto l’anzianità di servizio non è uno status o un elemento costitutivo di uno status del lavoratore subordinato, né un distinto bene della vita oggetto di un autonomo diritto, rappresentando, piuttosto, la dimensione temporale del rapporto di lavoro di cui integra il presupposto di fatto di specifici diritti, quali quelli all’indennità di fine rapporto o agli scatti di anzianità; essa, pertanto, non può essere oggetto di atti di disposizione, traslativi o abdicativi (cfr. Cass. n. 12756 del 01/09/2003; Cass. n. 10131 del 26/04/2018)”.

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