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luxor
05-02-2011, 08:49
L'Ue lancia l'allarme analfabetismo.
Il blocco delle assunzioni e la legge Gelmini mettono a rischio il funzionamento degli atenei. «Non c'è programmazione», dice il direttore del Comitato di valutazione del sistema universitario. A impoverirsi di più sono le facoltà umanistiche. L'allarme della commissione Ue sul rapporto Ocse: il 21% dei ragazzi italiani non è in grado di leggere o scrivere un testo.
Senza sapere né leggere né scrivere, uno studente quindicenne su cinque in Italia è semianalfabeta. Tecnicamente, significa che il 21% dei ragazzini ha dimostrato di essere privo delle capacità fondamentali per leggere o scrivere un testo.
Lo dicono i risultati dei test Ocse-Pisa pubblicati lo scorso dicembre che sono stati oggetto di studio della Commissione europea che ha appena convocato un gruppo di esperti indipendenti con l'obiettivo di «contribuire a risolvere il problema individuando metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione». In tutta Europa però. Perché non è che gli adolescenti del vecchio continente - tranne poche eccezioni - abbiano dimostrato grandi capacità di scrittura e comprensione di un testo appena più complesso di una singola informazione.
Se può essere di consolazione o disperazione, almeno per quanto riguarda l'Italia - fanalino di coda tra i paesi industrializzati - la dealfabetizzazione accelerata non riguarda solo i ragazzi ma soprattutto la popolazione adulta: come sempre ripete il professor Tullio De Mauro, solo il 20% degli adulti italiani possiede gli strumenti per comprendere un testo, «e si tratta di una vera emergenza democratica e politica». Almeno un quindicenne ha tutta la vita davanti.
Secondo il gruppo di esperti che per la prima volta si è riunito a Bruxelles, sotto la guida della «principessa» Laurentien dei Paesi Bassi, le lacune emerse nei test renderebbero più difficile per i giovani la ricerca di un lavoro ponendoli a rischio di esclusione sociale. «L'avvio del gruppo - spiega Androulla Vassiliou, commissario europeo per l'istruzione e la cultura - segna l'inizio di una campagna europea volta ad individuare le cause dei bassi livelli di alfabetizzazione. Troppi europei si trovano esclusi dal mercato del lavoro poichè non possiedono le capacità fondamentali di lettura e scrittura». Secondo la «principessa» Laurentien, «affrontando il problema dell'analfabetismo possiamo anche contribuire a soluzioni in una vasta gamma di altri settori, quali povertà, occupabilità e condizioni sane di vita». Difficile non fare il tipo per il gruppo di lavoro, anche se ormai la realtà dimostra che questo mondo del lavoro è incapace di assorbire anche le ragazze e i ragazzi con i più alti titoli di studio.
L'obiettivo del progetto Ue, entro il 2020, punta a ridurre a meno del 15% la percentuale di alunni che incontra difficoltà nella lettura, in matematica e nelle scienze. A fronte di un 21% di piccoli italiani semianalfabeti, che superano la media europea di un punto mezzo, ci sono paesi già in linea con l'obiettivo fissato dalla Ue (15,2%) e sono Danimarca, Olanda e Svezia - i campioni finlandesi sono già al di sotto del 10%. Quanto agli altri paesi europei, non è che altrove si registrino percentuali esaltanti: Francia 19,8%, Germania 18,5%, Inghilterra 18,4%, Spagna 19,6%, Portogallo 17,9%.
Dalla lettura dei test nostrani, tanto per complicare il quadro di un paese in stato di decomposizione, emerge anche una sostanziale differenza di risultati in base alla provenienza geografica. Gli studenti del nord ovest e del nord est si collocano al di sopra della media, mentre quelli del sud e delle isole molto al di sotto. I risultati più soddisfacenti spettano a Lombardia, Valle d'Aosta, Friuli, Trentino, Veneto ed Emilia Romagna, maglia nera a Campania, Calabria e Sicilia, mentre Abruzzo, Puglia, Sardegna e Molise si attestano sulla media nazionale.
Il monitoraggio della capacità di lettura del programma Ocse-Pisa però ha interessato 65 paesi di cinque continenti e uno sguardo meno eurocentrico riserva significative sorprese: il punteggio più alto per competenze è stato raggiunto dalla Cina. A seguire Corea, Finlandia, Canada, Nuova Zelanda, Giappone e Australia.





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